<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085</id><updated>2012-02-01T19:46:02.233+01:00</updated><category term='Premio Belial'/><category term='Masked and Anonymous'/><category term='Biografie Potenziali'/><category term='Concorsi'/><category term='Libri di gente che sa scrivere davvero'/><category term='Racconti Macabri'/><category term='Making Movies'/><category term='Racconti'/><category term='Musica'/><category term='Compleanni'/><category term='Saxophone Street Blues'/><category term='Cinéma Belial'/><category term='droghe'/><category term='Altro'/><category term='La Verità del Pesce Rosso'/><category term='Divertissement'/><category term='Recensioni'/><category term='Interviste'/><title type='text'>Belial</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>128</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-5618604534413476656</id><published>2010-03-21T10:42:00.000+01:00</published><updated>2010-03-21T10:42:37.905+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Making Movies'/><title type='text'>Making Movies su Paper Street</title><content type='html'>Ringraziamo Alessandro Re, che ha firmato una recensione di &lt;i&gt;Making Movies&lt;/i&gt; su &lt;a href="http://www.paperstreet.it/new/leggi/473-Making_Movies_-_Hector_Luis_Belial_.html"&gt;Paper Street&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/S6Xp9bpVXpI/AAAAAAAAAPg/DGW1jFlcnGg/s1600-h/Topor.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/S6Xp9bpVXpI/AAAAAAAAAPg/DGW1jFlcnGg/s320/Topor.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-5618604534413476656?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/5618604534413476656/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=5618604534413476656' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5618604534413476656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5618604534413476656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2010/03/making-movies-su-paper-street.html' title='Making Movies su Paper Street'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/S6Xp9bpVXpI/AAAAAAAAAPg/DGW1jFlcnGg/s72-c/Topor.gif' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-2772175821521714107</id><published>2009-10-06T18:23:00.000+02:00</published><updated>2009-10-06T18:23:05.025+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Racconti: La Città della Convenienza</title><content type='html'>&lt;a href="http://docs.google.com/fileview?id=0B6VP0Pr98CgoNDM5ZDViYTAtN2YxMC00YmM5LTk5ODItMzRiYTk5YTE0ZmUx&amp;amp;hl=it"&gt;[Pdf] &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La città della convenienza sorge al centro di un deserto circolare e piano. Ampie, interminabili autostrade attraversano le distese sabbiose. Sono linee d’asfalto incandescenti e dipanate a raggiera lungo i punti cardinali assodati e supposte. Tutte convergono tutte nel grande anello che circonda la città della convenienza. Il pedaggio è modico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SstuxjUaMMI/AAAAAAAAAPY/mPGmJ0HS7Wo/s1600-h/ernst16-thumb.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SstuxjUaMMI/AAAAAAAAAPY/mPGmJ0HS7Wo/s400/ernst16-thumb.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Le origini della città sono dimenticate, quelle del deserto, sconosciute. Generalmente si attribuisce la paternità del deserto all’occhio infuocato di Dio, e quella della città all’ingegno dell’uomo. Ma non manca chi suppone che sia stato l’uomo a creare il deserto, la città, Dio. Si mormora inoltre che la città abbia spianato il deserto attorno a sé nel corso dei secoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La città della convenienza è un groviglio urlante di prezzi ed asfalto, panchine verdi scrostate davanti a vetrine scintillanti, parcheggi sotterranei, bancarelle, aria condizionata. Gli altoparlanti sono installati sotto i tombini e sopra i lampioni, dietro le luci dei semafori, sui tetti dei tram che passano sferragliando. Alcuni quartieri periferici non sono ancora raggiunti dall’impianto; quelle strade sono allora battute da uomini sandwich che urlano a squarciagola e si fustigano impietosamente il petto fino a stramazzare al suolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che prezzi! È la città della convenienza. Qui il tuo danaro ha valore, qui puoi sempre risparmiare, sconti saldi offerte a volontà, non perdere l’opportunità, prezzi, ma che prezzi, prezzi bassi prezzi pazzi, prezzi stracciati prezzi rovinati, dura la vita per un prezzo, prezzi a ribasso prezzi all’ingrosso, un buon prezzo si deve tagliare, si deve tagliare, dividere, umiliare, trenta cinquanta settanta percento. Paghi tre prendi due, paghi sei prendi nove, nuovo!, il nuovo al prezzo dell’usato, e l’usato è sempre garantito. Il nuovo risparmio è spendere bene, spendere meno spendendo meglio, alla città della convenienza. I prezzi cattivi non sopravvivono, vengono licenziati, cancellati,  mandati al macero. La notte i prezzi sognano di cadere in un grande ovale bianco, solidamente bordato di nero, e di precipitare in eterno, senza mai toccare il fondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il quartiere dell’abbigliamento è illuminato a giorno da grandi falò allestiti su piedistalli d’argento e cristallo, e alimentati perpetuamente con i capi delle stagione passate. Ora è di moda la tinta zigomo: le vetrine traboccano di calzini zigomo, cappelli zigomo, giacche zigomo, mutandoni di lama zigomo, guanti zigomo, cappotti zigolo, stringhe zigomo per scarpe zigomo, cinture zigomo su jeans amaranto. L’amaranto si abbina molto allo zigomo. La scorsa stagione andava un altro colore, il lucciola. Ha sbancato, ma poi è stato deprezzato, ribassato, strascontato. I fondi di magazzino sono giù stati inceneriti. Ora i capi color lucciola sono rarissimi; se ne vende qualcuno nei negozi di abbigliamento vintage, ma i prezzi sono proibitivi. Per la stagione a venire non si esclude un ritorno di fiamma del lucciola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cuore del quartiere della moda ospita tutte le grandi firme. La concorrenza è spietata, non solo tra uno stilista e l’altro, ma tra uno stilista e i suoi imitatori. Il famoso designer Buzzini ha aperto una fabbrica in Cina per produrre i falsi della propria collezione. Ora le imitazioni autentiche di Buzzini spopolano nella città della convenienza. «Questo dimostra che posso creare imitazioni di Buzzini meglio di chiunque altro», ha commentato lo stilista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il quartiere degli spettacoli è scintillante. La strada è costellata di Elvis morti e di bambole gonfiabili di Marilyn. I cinema proiettano tre film al prezzo di uno, e sono sempre film a colori, consunti, col finale che fa piangere di gioia. Cabarettisti sdentati e flaccida prime donne si ammassano sui palcoscenici di varietà. Attori comici rovinati da scandali sessuali, rockstar ultrasessantenni, maghi televisivi caduti in disgrazia siedono per strada, dentro cabine di vetro attrezzate con un cesso e un piccolo frigorifero. Il prezzo per gli autografi sta scritto su un cartello di cartone che tengono appeso al collo. Alcuni si fanno fotografare in cambio di un bicchiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Modelle ingrassate e soubrette dai culi cascanti cantano in playback in orchestrine da ristorante, si travestono da scoiattoli giganti, o imparano a sputare fuoco. I marciapiedi davanti alle sale cinematografiche pullulano di petomani e di clowns. Guidano velocipedi senza manubrio e con una ruota sola. Hanno scoperto di riscuotere più monete e risate quando rovinano a terra, purché il costume sia abbastanza colorato da distrarre il pubblico dal sangue lasciato sull’asfalto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I clienti si affastellano per le strade strabuzzando gli occhi, sudando e sorridono compulsivamente, le braccia distese lungo i fianchi, borse cariche di merce in ciascuna mano. Fiumi di passanti ingombrano le strade fino all’intollerabile. I bambini gridano a squarciagola oppure sghignazzano battendo i denti fino a farseli saltare fuori dalla bocca. I genitori hanno scoperto che tacciono quando li fanno ingozzare di hamburger.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli abitanti della città della convenienza soffrono di disturbi della personalità non diagnosticati, ma nessuno ci fa caso. Di giorno lavorano come grossisti, commessi o caporeparto. Sono pagati a giornata. Alla sera si riversano per le strade del quartiere a luci rosse. Impilano cassette di frutta l’una sull’altra fino a ottenere squallidi palchetti, sui quali imbandiscono aste improvvisate. Vendono la moglie, la madre e la sorella. L’asta è frenetica: non appena il banditore si è sbarazzato della merce, corre a un’altra asta, sventolando i soldi appena guadagnati, e urla il suo rilancio fino a comprare la moglie, la madre o la sorella di un altro banditore. Il denaro e le donne passano furiosamente di mano in mano, fino al mattino. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi non ha denaro né parenti di sesso femminile si dedica a commerci più miserevoli: lo zoppo compra l’occhio del muto, il cieco si svende i capelli. Le più efferate varianti della roulette russa si consumano nei vicoli più squallidi, nei salotti tappezzati di pelle, e su certi innominabili giardini pensili.&lt;br /&gt;Sono sorti nuovi grattacieli e hotel di lusso, alla città della convenienza. Il comune sostiene che la grande macina di carne umana è in costruzione, promette che entrerà in funzione quanto prima. Ma l’ubicazione del cantiere è segreta, e alcuni hanno iniziato a sospettare: forse la macina è sotterranea, oppure invisibile. Forse si trova nell’aria tutt’intorno alla città, ed è già in funzione da molti anni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-2772175821521714107?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/2772175821521714107/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=2772175821521714107' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/2772175821521714107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/2772175821521714107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/10/racconti-la-citta-della-convenienza.html' title='Racconti: La Città della Convenienza'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SstuxjUaMMI/AAAAAAAAAPY/mPGmJ0HS7Wo/s72-c/ernst16-thumb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-3589391710291195919</id><published>2009-09-30T09:39:00.001+02:00</published><updated>2009-09-30T09:40:30.520+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Making Movies'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Interviste'/><title type='text'>Making Movies su Delirio.net</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SsMLJVLPJaI/AAAAAAAAAPQ/SzAB3MASRvs/s1600-h/Senza+titolo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SsMLJVLPJaI/AAAAAAAAAPQ/SzAB3MASRvs/s400/Senza+titolo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Hector Luis Belial parla di Making Movies nella &lt;a href="http://www.delirio.net/default.asp?id=536"&gt;rassegna letteraria di settembre&lt;/a&gt; di Delirio.net. Un grazie a Eliselle.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-3589391710291195919?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/3589391710291195919/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=3589391710291195919' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3589391710291195919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3589391710291195919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/09/making-movies-su-delirionet.html' title='Making Movies su Delirio.net'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SsMLJVLPJaI/AAAAAAAAAPQ/SzAB3MASRvs/s72-c/Senza+titolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-1348687719449236128</id><published>2009-09-25T17:19:00.005+02:00</published><updated>2009-09-25T17:59:49.600+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Racconti: La Camera degli Echi</title><content type='html'>&lt;a href="http://docs.google.com/fileview?id=0B6VP0Pr98CgoZjYzYzljZTItMzNiYy00MGIxLTk1NDQtOGM5YzQ3ZDYwM2Nh&amp;amp;hl=it"&gt;[Pdf]&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella camera degli echi, un bisbiglio diventa un urlo, una piuma pesa quanto un macigno, una scintilla provoca istantaneamente un incendio. La leggenda è tanto nota quanto corrotta, dopo secoli di trasposizioni capziose, deliberatamente incorrette, o voluttuosamente fantasiose. Tutt’oggi manchiamo di una bibliografia soddisfacente sull’argomento. Siamo ancora costretti a rifarci agli studi di Voitiov, già annosi, e per di più circoscritti alle versioni russe della narrazioni, ma quantomeno puntuali nel riconoscere le due vulgate principali.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SrzeoMnSvVI/AAAAAAAAAPI/B9tPfjDi9n0/s1600-h/kalyniuk-moodspectrum-large.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SrzeoMnSvVI/AAAAAAAAAPI/B9tPfjDi9n0/s320/kalyniuk-moodspectrum-large.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Nella prima versione, la più ovvia, la camera amplifica ciò vi si diffonde all’interno. Le pareti non si limitano a rimandare il suono, ma ingigantiscono il peso, la temperatura, il colore, il sapore, e qualsiasi altra proprietà fisica degli oggetti che vi sono posti. Basta immettere un fiocco di neve, e la camera si fa gelida; un soffio di fiato genera un ciclone, ed è meglio prestare attenzione all’acqua: una sola goccia, cadendo sul pavimento, provoca l’allagamento del locale. La camera non aumenta però la quantità degli oggetti: è celebre l’episodio del servo che tenta, all’insaputa del Re, di decuplicare una moneta d’oro ricevuta in dono. Non solo la camera non moltiplica la sua ricchezza del servo, ma rende la moneta accecante e tanto pesante che sette cavalli non riescono a smuoverla da terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molte delle fiabe catalogate in questa categoria vogliono la camera altresì capace di accrescere le emozioni di chi vi si rinchiude. Queste storie giustificano l’edificazione della camera degli echi come raffinata sala di torture o di piaceri. Il prigioniero innamorato diventa ossesso, il melanconico depresso, il violento masochista e poi suicida. Chi non muore per l’esasperazione del proprio sentire esce dalla camera degli echi in preda a gravi squilibri mentali. Non mancano però storielle erotiche – ed esotiche, spesso, ambientate in Arabia o nell’estremo Oriente – nelle quali la camera è teatro di banchetti e celebrazioni orgiastiche, durante le quali i piaceri della gola, dell’ebbrezza del corpo sono portati al parossismo. Molte tra queste ultime narrazioni hanno sapore rabelaisiano e comico, ma non mancano i finali moralistici (con l’inevitabile comparsa del demonio) e le autentiche tragedie, nelle quali l’orgia nella camera degli echi è la decadente e disperata conclusione di un lungo assedio, e un preludio all’inevitabile morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda vulgata include le storie che vogliono la camera degli echi come una sorta di cabina di ascolto, nella quale le pareti ripetono alle orecchie del Re quanto si dice in ogni angolo del regno. In queste storie la camera è spesso il dono di un demone, di uno stregone, di un malvagio consigliere o di un sinistro alleato. È facile riscontrate una struttura comune alle fiabe del secondo tipo: il Re dapprima utilizza la camera in maniera fruttuosa, smascherando complotti a suo danno, infedeltà coniugali o avanzate di eserciti nemici grazie alle proprietà magiche delle pareti. Ma in seguito, la camera diventa dannosa: le voci che ripete giungono irrimediabilmente deformate. Ascoltandole, il Re manda a morte un innocente, muove guerra ad un regno amico, ripudia una moglie fedele. Il finale include in genere – ma non sempre – il riconoscimento da parte del Re del proprio errore, la demolizione della camera degli echi e la punizione del suo costruttore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La descrizione della camera è quasi sempre insoddisfacente. Ne ignoriamo sempre le dimensioni, e in molti casi, anche l’ubicazione. In alcune storie la camera è ricavata in una caverna nel cuore di una montagna, in altre, costruita in una segreta sotto le fondamenta del palazzo. Non mancano camere degli echi sfarzose e riccamente arredate, ma siamo più spesso portati ad immaginarle completamente spoglia. In una celebre versione del XVII secolo, la camera degli echi è rivestita di specchi d’argento, appartiene alla Regina di Saba, ed è nota come “camera delle vanità”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La camera degli echi moderna sarà realizzata con l’applicazione delle più moderne tecnologie. Ancora non sappiamo se somiglierà più alle camere descritte nella prima o nella seconda vulgata: è probabile che potremo passare da una funzione all’altra tramite un pratico telecomando. Le prime camere degli echi funzionanti saranno installate in alberghi di lusso e parchi di divertimento, ma non si escludono versioni per l’uso domestico. Anzi, già si pensa alla miniaturizzazione, con versioni da salotto e addirittura tascabili. La camera degli echi del ventunesimo secolo, di fatti, sarà minuscola e prodotta in decine di milioni di esemplari, oppure unica, gigantesca, e in grado, grazie all’ausilio di una rete di satelliti, di inglobare l’intero pianeta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-1348687719449236128?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/1348687719449236128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=1348687719449236128' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1348687719449236128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1348687719449236128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/09/racconti-la-camera-degli-echi.html' title='Racconti: La Camera degli Echi'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SrzeoMnSvVI/AAAAAAAAAPI/B9tPfjDi9n0/s72-c/kalyniuk-moodspectrum-large.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-5765648899871538553</id><published>2009-09-18T13:51:00.001+02:00</published><updated>2009-09-18T13:52:50.828+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinéma Belial'/><title type='text'>Cinéma Belial: Mary and Max</title><content type='html'>&lt;i&gt;Mary and Max (Australia 2009), scritto e diretto da Adam Elliot.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cinema d’animazione per adulti (leggasi: non strettamente per bambini) ha un pubblico? I distributori italiani sembrano dubitarne. Eppure, se ieri sera uno solo di questi signori – che immagino troppo impegnati per vedere tutti i film ai quali negano la diffusione – avesse messo piedi nella sala grande del teatro Dal Verme (1400 posti), si sarebbe dovuto accontentare di un posto a sedere sui gradini. È la prima volta in quattordici anni che gli organizzatori del Milano Film Festival ammettono al concorso per lungometraggi un film d’animazione. Trattasi di &lt;b&gt;Mary and Max&lt;/b&gt;, opera prima dell’australiano Adam Elliot, ignorato dalla distribuzione italiana e proiettato ieri in anteprima nazionale. La risposta del pubblico? Sala gremita, scrosci di applausi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/8/8d/Mary_and_max_poster.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="420" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/8/8d/Mary_and_max_poster.jpg" width="294" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Una bimba australiana a colori e un ebreo di New York in bianco e nero, diventano per caso due amici di penna surreali», ci informa il programma del MIFF. Il termine “surreali” è fuoriposto nella frase quanto la virgola, ma la sinossi è almeno efficace nel dare un’idea della semplicità del soggetto. Economico nella durata, nelle ambientazioni e nel numero di personaggi, &lt;i&gt;Mary and Max&lt;/i&gt; riesce comunque ad essere spettacolare e spassoso grazie alla magistrale animazione in stop motion e a una sceneggiatura spregiudicata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elliot ha avuto il coraggio, ancora relativamente raro, di inserire in un film d’animazione rappresentazioni dell’alcolismo, della malattia mentale e del sesso – tutto questo senza aggiungere un grammo alla leggerezza del film, complice una raffica di gag visive e verbali. Ancora più azzardato, e splendidamente fortunato, è il deliberato abuso della voce narrante e delle voci fuoricampo dei due personaggi (attraverso l’escamotage dell’epistolario). Qualsiasi manuale di sceneggiatura consiglia, per evidenti ragioni, di moderare l’uso di queste tecniche narrative; Elliott le usa per tutti i novanta minuti, eppure il film non perde ritmo né humour nemmeno per un secondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Banale, ma comunque funzionale, la scelta delle musiche. Philip Seymour Hoffmann dà la voce a Max, Tony Collette a Mary.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.krameritalia.com/images/news/MFF14_LOGO.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="79" src="http://www.krameritalia.com/images/news/MFF14_LOGO.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È tutt’altro che improbabile, visti i film concorrenti, che la giuria del MIFF ratifichi l’entusiasmo degli spettatori. Si potrebbe malignare che, in un concorso di opere prime e seconde di carneadini internazionali, Elliot ha gioco facile. L’australiano ha già portato a casa un Oscar per l’animazione col corto &lt;i&gt;Harvey Krumpet&lt;/i&gt;, e &lt;i&gt;Mary and Max&lt;/i&gt; è stato il primo film d’animazione di sempre ad aprire un’edizione del Sundace. Ma al di là dei trascurabili esiti della competizione, questa prima proiezione di Mary and Max ha chiarito un dubbio: il pubblico c’è. E la distribuzione?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-5765648899871538553?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/5765648899871538553/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=5765648899871538553' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5765648899871538553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5765648899871538553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/09/cinema-belial-mary-and-max.html' title='Cinéma Belial: Mary and Max'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-5344900992390667038</id><published>2009-09-04T15:44:00.004+02:00</published><updated>2009-09-04T16:10:25.825+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divertissement'/><title type='text'>Racconti: Kontroll</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Prosegue la belializzazione degli scritti del Malabaila - i testi saranno infine raccolti in appendice al Meridiano (volume secondo) che compila "romanzi e racconti" dell'autore torinese. Questa volta è il turno del romanzo "&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788860030856/malabaila-andrea/amore-ci-far-agrave-a.html"&gt;L'amore ci farà a pezzi&lt;/a&gt;", riscritto nel rispetto di quell'efferata tradizione postmoderna che consiste nel dar voce ai di personaggi marginalizzati nel testo originale, assumendone il punto di vista..&lt;/span&gt;. &lt;a href="http://docs.google.com/fileview?id=0B6VP0Pr98CgoNGUxMzE3MjAtZWM0Mi00OWY0LTk2MDUtZDcxMjZjYzU4YTQ1&amp;hl=it"&gt;[Pdf]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.galenotech.org/marketing/sturm1.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 228px; height: 158px;" src="http://www.galenotech.org/marketing/sturm1.gif" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Puonciorno. Io zono Gunter Adolf Van Wolfensteinschloß, barone di Döppeldunkelbier. Io fiene fostro paese maccaroni Italia per fare Fendetta!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io fiene e fa akkampamento in kampagna fuori città di Thorino. Io dorme in tenta prestata da Zio, tenta originale di ufficiale tetesco 1939, molto pella dekorazione di swastika sopra tenta di Zio. Qvuesta mattina Io prepara pikkola kolazione a pase di würstel cinkiale und scatola krauten bier, qvando un intigeno zi introduce in akkampamento. Supito itentifiko lui: fecchio fumatore di Pipa, nome Ricoperto Cammarino forse italiano terrone kollezionista und rifenditore di antikvariaten, oder ex fassista tratitore italiano spia. Esso osserfa mit ammirazione mein felifolo perzonale – fedele replika di aeroplano Messerschmitt Bf 109, io stesso coztruito con mie mani in età di funfzig jahre – und pella tenta di Zio, kompletamente reztaurato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io kontento lui ammira mio eqvipaggiamento, aber qvando lui difenta troppo kurioso, qvando lui guarda mia Makkinadimorte, allora Io punta lui in faccia mia Luger P08 di 1944 – semiautomatika und perfettamente funzionante. Esso tomanta ze Io kollezionista di ropa del Terzo Reich, ke kosa, urlo, Io sono Terzo Reich! A kvel punto fecchio fumatore italiano di Pipa fucce attraverso kampi cade in fango e urla mentre Io spara lui attosso und rito molto di lui. Poi Io mangia kolazione und intossa astuto trafestimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora Io foglio parlare di meine fidanzata und futura sposa Monika. Monika è Fräulein di non nopile famiglia aber pura razza ariana. Monika cioca Tennis. Monika è puona racazza, puona dice voi italianen qvando Fräulein ha große tette, ja? Monika molto puona racazza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però Monika non puona con Me, Monika mette me Korna. Und non dice korna piccole di kapretto, nein, grande Korna, grandissima Korna di Steinbak, di renna di Finlandia. Io non kapisce perché lei mette me Korna. Io è Übermansch. Io muskoli wunderbar, ja, Io spacca Montagna Incantata mit una sola Mann, Io intellighenzia superiore, Io Inceniere militare aeroautika, jawohl!, Io infinita ricchezza, infinito tanaro, capisce? Und Io grande motestia, anke.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aber Monika mette me Korna. Qvando Monika gioca tennis in Italia, io rimane in kastello di famiglia in Döppeldunkelbier, aber sempre manda schpie perché segue Monika, Io sempre fuole Kontroll. Un ciorno Io è in torre ofest di Kastello, Io lafora a nufa makkina praezision, Makkinadiskuoiacinkiale, ja? Poi giofane paggetto Filipp pussa a mia porta und dice Monika mette me Korna, dice Monika mette te korna con manciaspachetti! Io allora fa Sturm und Drang, io prente giofane paggetto Filipp per piondi capelli und scarafenta lui giù di torre ofest di Kastello. Io decide buttare anke Monika giù di torre ofest, aber Nonno Sigrifido dice no Gunter Adolf, tu non ti arrappia kon tonna, dice Nonno Sigfrido, è normale che tonna mette te korna, spieca Nonno Sigfrido, tutte tonne è skvaltrine!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io zupito kapisce grande racione Nonno Sigfrido, aber Io non fuole grosse Korna in testa, Io fuole Sturm und Drang fare und supito. Allora Nonno Sigfrido da me lipro, non lipro Tetesco, amerikanolipro! Io domanda a Nonno perché lui dà me lipro di nazione perfertita und piena di kospirazione epraica, in amerika ogni tonna è prostituta und ogni uomo pederasten, ma Nonno ortina lecci qvesto lipro Der scharlachrote Buchstabe. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io allora lecce storia di doktor Chillingworth. Doktor Chillingworh apita in prutto regno di Pretagna, aber possiede moglie in amerika. E kvando doktor Chillingworth va amerika, trofa moglie ha messo lui grandi, grandissime Korna di toro kastrato. Ora Moglie ha Figliadialtrouomo aber nessuno sa ki. Per fortuna doktor Chillingworth grande intellighenzia, lui supito scopre ke amante sua Moglie è in realtà Prete. Allora cosa fa doktor Chillingworth? Fa lui Sturm und Drang? NEIN! Doktor Chillinworth grande pazienza. Lui difenta amiko und mediko di Prete, lui ciorno dopo ciorno affelena Prete. Doktor Chillingworth è qvasi meglio di doktor Faustus, und dopo qvalke anno di feleno Prete finalmente muore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io kapisce grande insegnamento di lipro amerikano und non lafora più Makkinadiskuoiakinchiale. Io fa altra makkina più perfetta, makkina di astuta Fendetta, Makkinadimorte. Intanto schpie da me tutta informazionen su mio affersario. Esso non è Prete, esso finge se stesso Giocatore Tennis und Schrittore, aber è soltanto vile doncifanni italiano latino, uomo chiamato con nome di tonna Andrea. Spie dice me ke lui mai askolta musika di uomo (Wagner oder Rammstein), no, lui askolta decenerati Öasis di regno pritannico. Schpie dà me foto di lui a concerto di Gut Charlotte, lui paca piglietto di Gut Charlotte, lui mostra se stesso senza fergogna in pubblico di Gut Charlotte! Das ist inaccettabile!!! Io guarda sua foto: esso tince suoi capelli biondo und kolora sua faccia pianco, aber io fede chiaramente segni di giudaismo mescolato kon negro und russo sangve stalinista. Io sorprende Monika non capisce lui finto ariano!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunqve io lafora ciorno und notte a Makkinadimorte, e qvanto fede lei funziona molto pene, supito karika lei su mio Messerschmitt replika und schnell fola a fostro paese Italia – dofe Europa inizia somigliare Afrika. Io installa ratiotelefono di kampo, autentiko di 1942, und telefona Andrea. Lui rizponde Pronto, io dice Puociorno. Io allora dice lui mio fintonome, Johan Schmidt, Io dice lui Io sono rappresentante di Spielberg GmbH, grande ditta tetesca di Makkinedisportprofessionalen. Io presenta lui nuofo prodotto, makkina di allenamento tennis, nuofa Makkinasparapallinen. Io dice Spielberg Gmbh fuole lui per testimonial pupplicità italiana Makkinasparapallinen; Io dice se tu fiene domani in Kampotennis Thorino ore Qvindici noi fotografa te poco e paca te molto Euro. Und Andrea cade in astuta trappola, natürlich.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kosì io va in Kampotennis Thorino ore Qvattordici und installa Makkinasparapallinen und Fotokamera. In qvesto moto, kvando Andrea arrifa, lui penza che makkina spara pallinen e lui colpisce pallinen con rakketta, come normale allenamento Tennis. Aber qvesto non è normale allemento tennis und Makkinasparapallinen è in realtà Makkinadimorte apilmente kamuffata! Io tolto pikkolo motore di Makkinasparapallinen elettriko und messo grosso tetesco Motore Porsche potenza 3000 penzina. Kosì kvando Makkina spara pallina (io ha riempito molta pallinen mit piombo fuzo) Andrea non ripatte palla con rakketta, no! Palla puca rakketta! Palla puca praccio di Andrea! Palla puca suo petto, und fa esplotere sua testa, und pezzi di cerfella fola per tutto Kampotennis Thorino. Intanto io fotografa sua sangvinosa morte und rite. Prima ke arrifa maccarone di Polizei italiana io già fola su mio molto pello Messerschmitt replika sopra Alpen, e kvando io atterra in Döppeldunkelbier fa grande panketto Birra salsiccia puttane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qvesto è il piano. Aber ad ore Qvindici und dieci minuten Andrea ancora non è in Kampotennis Thorino. Lui arrifa mit venti minuten Ritarto und non fiene solo, Monika fiene con lui! Io li fedo si afficinano un lui pacia Monika lui mette mano sopra suo kulo. Inaccettapile! Io fa subito Sturm und Drang. Io non aspetta ke lui entra in kampo, supito accende Makkinasparapallinen und palline pukano la rete und fanno crollare Torredilegnodiarpitro, und fa esplotere automobile Andrea (Makkina con nome di tonna) und distrucce fetrina di par. Aber io non riesce a kolpire lui, Monika urla mio nome und skappa und anche Andrea corre fia, figliacco gli urlo ma non serfe a niente. Makkinsparapallinen continua distruccere tutto, kase iniziano a prendere fuoco e crollare (gittata di pallinen è tre kilometri), gente urla e si putta da finestre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’improffiso, da fumo di macerie esce mostro di acciaio. Io non crede miei okki: esso è originale sofietico OT-130 panzer leggero mit lanciafiammen, panzer di seconta Gverra kompletamente restaurato. Makkinasparapallinen non può fermare esso, OT-130 sofietico komunista si afficina, ferma kon lanciafiamme puntato su me. Si apre potola, esce pikkolo uomo. Io fede lui è Ricoperto Cammarino fecchio fumatore di pipa di qvesta mattina italiano. Lui parla in megafono americano oricinale 1945, lui dice tu non muofere, tu cirkondato, tu arrente in nome di  Associazione Nazionale Di Italia Kollezionisti Antikvariato Pellico. Alle mie spalle io sente chiaramente afficinarsi italiano panzer pesante P40 di 1941, mezzo anfibio pritannico LVT di 1944, und sopra mia testa fola tetesco elikoptero Flettner FI282 Kolibri 1943. Tutti kvesti mezzi è perfettamente funzionante kome nuofo und reztauraten. Io kapisce Io kaputt.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrenderzi?, dice Io, ciammai! Heil Hitler! Fatefi sotto! Ciorno ke io mi fa uccitere di panda fecchi italiani collezionisti di pipa forrà dire ke Germ&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-5344900992390667038?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/5344900992390667038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=5344900992390667038' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5344900992390667038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5344900992390667038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/09/racconti-kontroll.html' title='Racconti: Kontroll'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-5235228274133687502</id><published>2009-09-01T16:01:00.003+02:00</published><updated>2009-09-01T17:01:47.234+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Biografie Potenziali: L'Appestato</title><content type='html'>Hector L. Belial è recentemente scomparso, vittima - secondo i medici - della Nuova Influenza. L'autore, che vantava dubitabili origini uzbeke, sarebbe stato contagiato all'ospedale San Pancrazio di Buduar, dove si trovava ricoverato in seguito ad un grave incidente d'auto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.polovalboite.it/materiali/peste/peste.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 319px; height: 177px;" src="http://www.polovalboite.it/materiali/peste/peste.gif" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;-Il Belial-, racconta di dr. Prurito, laureato per corrispondenza all'università di Livorno, -di ritorno da una serata di sensibilizzazione contro la vendita dell'alcol ai minorenni, si era messo alla guida della propria autovettura nel più adeguato stato d'ebbrezza. La rovinosa uscita di strada nei pressi di un burrone gli ha provocato lesioni gravi alla spina dorsale, fratture multiple ad entrambe le braccia, l'amputazione della gamba sinistra, ustioni di terzo grado su metà del corpo, difficoltà respiratorie, danni permanenti all'udito e alla vista, nonché la rottura dell'unghia dell'alluce destro.-. La causa del decesso, tuttavia, non sarebbe imputabile ai postumi dell'incidente. -Il paziente-, conferma Prurito, -si trovava ormai fuori pericolo, in chiara via di guarigione.-. I sintomi dell'influenza A erano evidenti: -Era presente la mia equipe al completo, loro glielo confermeranno. Prima di registrare l'arresto cardiaco, l'abbiamo sentito starnutire.-.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro decesso illustre ascrivibile alla Nuova Influenza, dunque, che va ad aggiungersi a quello del beneamato José "Cabron" Jimenez, beneamato produttore di sigari e comico del cinema muto passato a miglior vita la settimana scorsa. Jimenez, ecuadoregno, centododici anni e due polmoni artificiali, rientra negli annali della medicina moderna tra le vittime di complicazioni respiratorie dovute all'influenza A. Anche Fernanda Pivano, le cui esequie si sono svolte recentemente, non è stata colpita dal terribile virus. Frattanto, i 22 Boy Scout di Novi Ligure contagiati durante una vacanza-trasformata-in-tragedia in Galles, non sono stati decimati dalla Nuova Influenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la sua ultima intervista, apparsa il mese scorso sulla rivista britannica Mojo, Belial aveva dichiarato: -Non ho la minima intenzione di vaccinarmi contro questa scemenza suina, o neoinfluenza o raffreddore A, come diavolo la vogliate chiamare. Sono nato a un anno dal disastro di Chernobyl, senza che le radiazioni mi provocassero nessun esubero nel numero di gambe e braccia. Ho commesso la follia di mangiare carne bovina - e più di una volta! - durante gli anni della mucca pazza, e sono miracolosamente sopravvissuto. E' clamoroso: non sono stato attaccato dall'aviaria, nessuno ha tentato di avvelenarmi con l'antrace, e, come se non bastasse, sono riuscito a non contrarre la SARS. Devo avere almeno un santo in paradiso, perché la terrificante epidemia di meningite, che ha distrutto un'intera generazione, mietendo milioni di miei coetanei, non mi ha nemmeno sfiorato. Sono sopravvissuto a tutto, sopravviverò anche a questo.-.&lt;br /&gt;-La medicina ci insegna da sempre ad avere fede e a non sfidare la sorte.-, conclude con amarezza accademica il dr. Prurito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-5235228274133687502?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/5235228274133687502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=5235228274133687502' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5235228274133687502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5235228274133687502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/09/biografie-potenziali-lappestato.html' title='Biografie Potenziali: L&apos;Appestato'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-5530267305793850417</id><published>2009-08-11T16:17:00.002+02:00</published><updated>2009-08-11T16:20:41.396+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinéma Belial'/><title type='text'>Cinéma Belial: Man on Wire (Marsh 2008)</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Man on Wire (UK 2008) di James Marsh, con Philippe Petit.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/5/54/Man_on_wire_ver2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 270px; height: 400px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/5/54/Man_on_wire_ver2.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Man on Wire&lt;/span&gt; è il documentario più premiato e meglio recensito dello scorso anno. È stato proiettato allo scorso Festival di Roma, ma non ha ancora ricevuto una distribuzione regolare in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È ormai ridondante lodare la qualità della realizzazione. James Marsh ha scelto un tipo di narrazione che ricorda i classici film caper, inserendo perfino qualche tocco espressionistico. Le “ricostruzioni drammatiche” sono talmente curate da affiancare le immagini di repertorio con una totale naturalezza. Il montaggio è incalzante, le musiche di Nyman (molte riprese dai film di Greenaway) azzeccate. Ma naturalmente, tutto questo passerebbe in secondo piano se non fosse per il fascino del soggetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mattino del sette agosto 1974, dopo anni di preparativi, il funambolo francese Philippe Petit portava a compimento la sua impresa più estrema: si esibiva a 417 metri dal suolo, sopra un cavo d’acciaio teso tra le due torri gemelli del World Trade Center di New York. Senza cavi di sicurezza, senza protezioni, e naturalmente, senza alcuna autorizzazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La performance di Petit è considerata da alcuni come una provocazione al simbolo del capitalismo; interpretazione riduttiva. La provocazione di Petit ha uno spettro molto più ampio: rovescia le paure ataviche dell’uomo, e sfida le leggi della fisica molto prima di irridere i poliziotti che vengono ad arrestarlo sul tetto del WTC. Anche le convenzioni dello spettacolo risultano sovvertite: certo, l’impresa regalerà a Petit una grande fama. Ma in un’epoca in cui il quarto d’ora di successo è garantito a chiunque, un uomo non ha bisogno di rischiare la vita in maniera così deliberatamente elaborata per ottenere il suo momento di gloria. È evidente che Petit è mosso da uno spirito più selvaggio, determinato, e fondamentalmente irrazionale, mentre si lancia verso la sua herzogiana “conquista dell’inutile”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per le riprese di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fitzcarraldo&lt;/span&gt;, Herzog volle portare una vera nave su una montagna nel bel mezzo della giungla, rifiutando i trucchi cinematografici che gli avrebbero di gran lunga semplificato il compito, a costo della personale bancarotta. La performance di Petit è di natura simile: titanica, spettacolare, splendidamente inutile ed in qualche modo commovente. L’impresa di Petit sempre però in qualche modo più perfetta, forse perché sembra coinvolgere più direttamente un singolo individuo e richiedere mezzi più esigui. In realtà Petit non avrebbe potuto realizzare la performance senza l’aiuto di un’equipe e di due tonnellate di attrezzature; tuttavia, una volta fissati i cavi, il funambolo è solo sopra il baratro, solo davanti alla morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://witneyman.files.wordpress.com/2009/02/man-on-wire.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 500px; height: 336px;" src="http://witneyman.files.wordpress.com/2009/02/man-on-wire.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«If i die… what a beautiful death, to die in the middle of this exercise!»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Petit, dunque, il desiderio di autodistruzione è tanto forte quanto quello di auto perfezionamento. Si tratta, necessariamente, di spinte che riescono a bilanciarsi perfettamente, ma che nondimeno tradiscono la profonda irrazionalità del gesto. Quel che commuove non è il tentativo di un uomo di superare i propri limiti, le proprie paure. Sì, l’esercizio richiede la perfezione tecnica, una preparazione fisica e psicologica estenuante. Eppure non siamo di fronte ad una prova agonistica sportiva, né ad un cammino di elevazione spirituale. Quando guardiamo Petit camminare sopra New York, stiamo assistendo ad un’opera d’arte perfetta, il frutto di una dedizione totale, estrema, parossistica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino a un certo punto del film, Petit sembra l’incarnazione del trapezista kafkiano. In seguito, diventa semplicemente una star. Dopo essersi arreso alla polizia, il funambolo viene trascinato in un istituto psichiatrico. E forse sarebbe questo l’epilogo più calzante alla sua storia: la bellezza del suo gesto incompresa, condannata, in una caduta più profonda della morte. Ma naturalmente Petit viene liberato, applaudito dalla folla, scagionato da tutte le accuse, perfino premiato con un ingresso libero a vita per l’osservatorio del WTC. E, come sappiamo, gireranno un film su di lui, un film molto bello, fra l’altro. Mi chiedo fino a che punto questo lieto fine sia tollerabile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-5530267305793850417?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/5530267305793850417/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=5530267305793850417' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5530267305793850417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5530267305793850417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/08/cinema-belial-man-on-wire-marsh-2008.html' title='Cinéma Belial: Man on Wire (Marsh 2008)'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-2996575612047129877</id><published>2009-07-27T11:29:00.002+02:00</published><updated>2009-07-27T11:36:05.632+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Making Movies'/><title type='text'>Making Movies: Una Recensione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://wdsucks.altervista.org/wp-content/uploads/2009/07/making-prezzo2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 345px; height: 249px;" src="http://wdsucks.altervista.org/wp-content/uploads/2009/07/making-prezzo2.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringraziamo Izzy Fortune, che sul suo blog ha recensito &lt;a href="http://www.lasvegasedizioni.com/scheda_libro10.htm"&gt;Making Movies&lt;/a&gt;. Potete leggere la recensione &lt;a href="http://wdsucks.altervista.org/bestemmie-editoriali/making-movies/"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-2996575612047129877?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/2996575612047129877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=2996575612047129877' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/2996575612047129877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/2996575612047129877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/07/making-movies-una-recensione.html' title='Making Movies: Una Recensione'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-7711476164921542789</id><published>2009-06-29T16:33:00.007+02:00</published><updated>2009-06-29T16:45:45.342+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinéma Belial'/><title type='text'>Cinéma Belial: Un Amor de Borges (Torre 2000)</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Un Amor de Borges (Argentina 2000, 93') di Javier Torre, scritto da Isabel de Estrada e Javier Torre, con Jean Pierre Noher e Inés Sastre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SkjQ_pvlKCI/AAAAAAAAAOI/SNZEFQ_S470/s1600-h/cinema+belial.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 288px; height: 88px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SkjQ_pvlKCI/AAAAAAAAAOI/SNZEFQ_S470/s320/cinema+belial.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5352757949085591586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Buenos Aires 1943. Il bibliotecario Jorge Luis Borges, ancora lontano dal successo letterario e già vittima dei primi sintomi della cecità, si innamora della giovane Estela Canto, attrice radiofonica, traduttrice di polizieschi e comunista militante. Ma, succube della madre possessiva e di un’opprimente timidezza, Borges si orienta a fatica al di fuori del mondo della letteratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto dal memoriale "Borges a contraluz" di Estela Canto, Un amor de Borges è un melodramma che riesce nell’intrecciare la storia romantica con il sottotono politico e letterario. Il clima opprimente dell’argentina peronista è reso con efficacia, mentre la genesi dello straordinario racconto El Aleph (Borges lo dedicò alla Canto) fa da contrappunto all’intera vicenda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SkjTUnTPx0I/AAAAAAAAAOQ/nr5fMC1l0hY/s1600-h/amore_de_borges_2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 215px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SkjTUnTPx0I/AAAAAAAAAOQ/nr5fMC1l0hY/s320/amore_de_borges_2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5352760508230387522" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Il film naturalmente trova il suo interesse principalmente nella rappresentazione del poeta di Buenos Aires, che funziona grazie all’ottima prova di Jean Pierre Noher. Il narratore sempre così glacialmente distante dalle sue creazioni si incarna qui in un essere penosamente umano, goffo nel camminare e nel baciare, non riesce a fare a meno di balbettare, di ripetere all’infinito i suoi “disculpame”, di abbandonare la tavola di una cena romantica per telefonare alla madre. Un completo inetto che però, quando si sdraia sul pavimento della cantina che servirà da ambientazione al racconto, e fissa il diciannovesimo scalino, è in grado di immaginare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“il popoloso mare, l’alba e la sera, le moltitudini d’America, un’argentea ragnatela al centro d’una nera piramide, un labirinto spezzato (che è la città di Londra), infiniti occhi vicini che si fissano in me come in uno specchio, tutti gli specchi del pianeta, un cortile, grappoli, neve, tabacco, vene di metallo, vapor d’acqua, convessi deserti equatoriali e ciascuno dei loro granelli d’acqua […]”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Sembra allora davvero che l’Aleph, una sfera di pochi centimetri di diametro in grado di contenere l’intero universo, sia veramente lì, a portata di mano. Se possiamo credere in uomo di quarant’anni che non ha mai imparato ad allacciarsi le scarpe da solo, e che eppure riesce a scrivere pagine inarrivabili, avremo in qualche modo affermato il segreto di Borges, un essere impossibile, fantastico, paradossale e piacevolmente contraddittorio, esattamente come i suoi racconti migliori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante la bravura degli attori, professionalità del regista, ed una sceneggiatura abilmente disseminata di riferimenti all’opera borgesiana, traspare una certa povertà di mezzi che troppo spesso ricorda una convenzionale produzione televisiva. Dannosa la colonna sonora originale, non di rado stucchevole. Resta una visione piacevole, almeno per gli amanti dell’opera del maestro argentino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-7711476164921542789?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/7711476164921542789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=7711476164921542789' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7711476164921542789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7711476164921542789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/06/cinema-belial-un-amor-de-borges-torre.html' title='Cinéma Belial: Un Amor de Borges (Torre 2000)'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SkjQ_pvlKCI/AAAAAAAAAOI/SNZEFQ_S470/s72-c/cinema+belial.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-7523268948354832024</id><published>2009-06-25T15:34:00.004+02:00</published><updated>2009-06-25T15:42:50.413+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Centogradi: un nuovo racconto su WebSite Horror</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://ecoalfabeta.blogosfere.it/images/giugno2008/Washing%20machine.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 434px; height: 302px;" src="http://ecoalfabeta.blogosfere.it/images/giugno2008/Washing%20machine.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su WebSite Horror - il sito di Marco Candida &lt;a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/06/11/website-horror/"&gt;recentemente segnalato su Nazione Indiana&lt;/a&gt; - è apparso un nuovo racconto di Hector Luis Belial. Potete leggerlo &lt;a href="http://www.websitehorror.com/index.php?content=website_horror&amp;id=74;"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-7523268948354832024?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/7523268948354832024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=7523268948354832024' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7523268948354832024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7523268948354832024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/06/centogradi-un-nuovo-racconto-su-website.html' title='Centogradi: un nuovo racconto su WebSite Horror'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-6149684732228390241</id><published>2009-06-02T16:16:00.008+02:00</published><updated>2009-06-02T16:32:14.944+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinéma Belial'/><title type='text'>Cinéma Belial: Youth Without Youth (Un'altra giovinezza, Coppola 2007)</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Nasce la rubrica Cinéma Belial: opinioni non richieste su film non troppo visti. In questo numero: il curioso caso di Francis Coppola, le regole della casa del sanscrito, e tutto il fascino dell’India in biplano…&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SiU1LfxYAYI/AAAAAAAAAN4/XCyormrAY84/s1600-h/cinema+belial.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 288px; height: 88px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SiU1LfxYAYI/AAAAAAAAAN4/XCyormrAY84/s320/cinema+belial.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342735004568387970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fulmini. Persone colpite da fulmini. Prima un uomo, poi una donna. Un vecchio linguista e una giovane proto-hippie, per la precisione. Nessuno dei due muore. Il primo ringiovanisce, diventa intelligentissimo e ricercato dalle SS. La seconda si mette a parlare in sancrito, in egiziano antico, in babilonese… Ah, oltre a ringiovanire, il linguista si sdoppia; ha un doppelgänger cattivo che gli parla dagli specchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il soggetto di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Youth Without Youth&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Un’altra giovinezza&lt;/span&gt;, 2007), è ridicolo, e allo stesso tempo affascinante. Portare sullo schermo una storia del genere dà luogo ad almeno due certezze: il fallimento al botteghino ed il biasimo di una parte della critica, nella fattispecie quella americana. Ma c’è chi se lo può permettere: Francis Ford Coppola, che ha scelto di tornare alla regia dopo dieci anni con un film estremamente europeo, piuttosto classico, ed altrettanto anomalo. A noi è piaciuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i115.photobucket.com/albums/n308/connors11s/200px-Youth_without_youth.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 293px;" src="http://i115.photobucket.com/albums/n308/connors11s/200px-Youth_without_youth.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Girato in digitale in un'ottantina di giorni, con Tim Roth come unica star, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Youth Without Youth&lt;/span&gt; deve buona parte del suo interesse e la quasi totalità dei suoi difetti alla sceneggiatura. L’ha firmata lo stesso Coppola, ed è un adattamento dell’omonimo romanzo (ristampato per l’occasione da Rizzoli) di Mircea Eliade, poliglotta e storico delle religioni rumeno. La trama presenta una sua precisa simmetria, ed un’originale mescolanza di fantastico borgesiano, fantascienza wellsiana, avventura stevensoniana, non senza tocchi di metafisica. Eliade si spinge anche a toccare tematiche non banali, come la seconda giovinezza e la glossolalia. Il tema del doppio, invece, appare un po’ banalizzato, forse addirittura superfluo nell’economia della storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dominic Matei, un linguista e poliglotto romeno ultrasettantenne (Roth), disperato dall’incombenza della morte e dall’impossibilità di completare il lavoro della sua vita – un saggio sull’origine del linguaggio e della coscienza – si reca a Bucarest per suicidarsi. Ed è qui che viene colpito dal fulmine; la scena in cui Roth viene sollevato da terra, elettrizzato ed infine abbandonato sull’asfalto è peraltro la più inguardabile dell’intera pellicola, ed ha l’unica qualità di finire presto. L’idiosincrasia di Coppola per gli effetti speciali digitali è nota, ma non costituisce un alibi per una scena indegna di un horror di serie b degli anni ‘20. Tornando a Matei, immediatamente ricoverato in ospedale, durante la sua convalescenza non solo si riprende completamente, ma si ritrova più giovane di almeno vent’anni, nonché dotato di una memoria e di risorse mentali pressoché illimitate. Userà questi doni per continuare la sua opera, che tuttavia non potrà essere completa fino a che, molti anni dopo, in Svizzera, non incontrerà una ragazza (Lara) che, dopo lo shock per la caduta di un altro fulmine, parla esclusivamente in sanscrito…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://blog.pennlive.com/talkingmovies/2008/02/timroth.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 500px; height: 375px;" src="http://blog.pennlive.com/talkingmovies/2008/02/timroth.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema del ringiovanimento rende inevitabile il confronto con&lt;span style="font-style:italic;"&gt; The Curious Case of Benjamin Button&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style:italic;"&gt;(Il curioso caso di Benjamin Button&lt;/span&gt;, 2008). In entrambi i casi, l’inversione della naturale tendenza all’invecchiamento viene dispensata da un’entità superiore che rimane innominata. Nel film di Fincher possiamo supporre un benevolo disegno divino – le difficoltà dell’infanzia di Benjamin vengono compensate dalla ricchezza, dall’amore e dall’avventura; e non sottovalutiamo il fatto che questo vecchio raggrinzito, ringiovanendo, diventa Brad Pitt… Il film di Coppola è molto meno consolatorio. Certo, grazie alla sua straordinaria intelligenza, Dominic  può vivere tranquillamente coi soldi sistematicamente al casinò; né gli è risparmiata la storia d’amore della sua vita e qualche scampagnata esotica (l’India, anche qui). Ma la sua “giovinezza senza giovinezza” è chiaramente di natura diabolica, faustiana. È vero, gli è stata concessa una seconda vita, ma solo affinché la sacrificasse per le sue ricerche; a quest’opera, che costituisce la sua speranza d’immortalità, dovrà immolare anche l’amata, consumata dall’attività mediatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito di glossolalia (il fenomeno per cui il parlante giunge ad esprimersi in lingue inesistenti oppure a lui sconosciute), è probabile che Eliade abbia tratto ispirazione dal caso di Hélène Smith, ampiamente trattato dal linguista Roberto Giacomelli in un volumetto del 2006. La Smith, una giovane commessa nonché sensitiva legata all’ambiente della teosofia nella Ginevra di fine Ottocento, si esibiva infatti mentre, in stato di trance, si esprimeva in sanscrito, sostenendo essere la reincarnazione della principessa indiana del XV secolo Simandini. Lo studio di Giacomelli, naturalmente, sfata i risvolti esoterici della vicenda, ma la somiglianza con la storia di Eliade rimane evidente. È d’altronde probabile che Eliade fosse venuto a conoscenza del caso della Smith dagli studi di Flournoy e Saussure. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo il film di Coppola fallisce nel mantenere intatta la sospensione dell’incredulità per le oltre due ore della sua durata. Paradossalmente, e nonostante una storia non meno improbabile, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Benjamin Button&lt;/span&gt; regge molto meglio sotto quest’aspetto; sarà che l’aura da kolossal hollywoodiano predispone meglio lo spettatore all’improbabile e al meraviglioso. Resta il fatto che il Padrino è tornato, e con un film originale, per molti aspetti raffinato, non senza pecche e non per tutti i palati, ma in fondo è meglio così. Per chi, come noi, l’aveva perso, vale la pena di recuperarlo; aspettando &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Tetro&lt;/span&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Bibliografia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Giacomelli, Roberto: “Lo strano caso della signora Hélène Smith”, Scheiwiller, Milano 2006.&lt;br /&gt;Eliade, Mircea: “Un’altra giovinezza”, Rizzoli, Milano 2007.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-6149684732228390241?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/6149684732228390241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=6149684732228390241' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/6149684732228390241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/6149684732228390241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/06/cinema-belial-youth-without-youth.html' title='Cinéma Belial: Youth Without Youth (Un&apos;altra giovinezza, Coppola 2007)'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SiU1LfxYAYI/AAAAAAAAAN4/XCyormrAY84/s72-c/cinema+belial.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-5292375682346543937</id><published>2009-06-01T14:23:00.002+02:00</published><updated>2009-06-01T14:31:34.554+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Saxophone Street Blues'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Interviste'/><title type='text'>Marco Montanaro Intervista Belial</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.library.cornell.edu/olinuris/ref/videodrome.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 515px; height: 371px;" src="http://www.library.cornell.edu/olinuris/ref/videodrome.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Su &lt;a href="http://malesangue.wordpress.com"&gt;il malesangue&lt;/a&gt;, blog di interviste fittizie e reali, potete leggere un'intervista di Marco Montanaro ad Hector Luis Belial a proposito di &lt;a href="http://www.lasvegasedizioni.com/scheda_libro2.htm"&gt;Saxophone Street Blues&lt;/a&gt;. La trovate &lt;a href="http://malesangue.wordpress.com/2009/06/01/intervista-a-hector-luis-belial/"&gt;qui&lt;/a&gt;. Un grazie a Marco Montanaro, già vincitore del primo Premio Belial.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-5292375682346543937?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/5292375682346543937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=5292375682346543937' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5292375682346543937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5292375682346543937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/06/marco-montanaro-intervista-belial.html' title='Marco Montanaro Intervista Belial'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-7860781262046486732</id><published>2009-05-19T09:59:00.003+02:00</published><updated>2009-05-19T10:08:14.727+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Una canzone ispirata a Babel</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.filmreference.com/images/sjff_01_img0237.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 517px; height: 391px;" src="http://www.filmreference.com/images/sjff_01_img0237.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La cantautrice Paola Franzini ha composto una canzone ispirata al racconto &lt;a href="http://www.subway-letteratura.org//index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=30&amp;Itemid=36"&gt;Babel&lt;/a&gt; di Hector Luis Belial. Potete ascoltarla &lt;a href="http://www.myspace.com/paolafranzini"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-7860781262046486732?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/7860781262046486732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=7860781262046486732' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7860781262046486732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7860781262046486732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/05/una-canzone-ispirata-babel.html' title='Una canzone ispirata a Babel'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-2532776270375683592</id><published>2009-05-14T11:13:00.003+02:00</published><updated>2009-05-14T11:21:49.624+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Altro'/><title type='text'>Alla Fiera Internazionale del Libro di Torino</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SgviRWoQAZI/AAAAAAAAANw/0Rz_Q-j6Q6s/s1600-h/logo_fiera_libro.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 87px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SgviRWoQAZI/AAAAAAAAANw/0Rz_Q-j6Q6s/s320/logo_fiera_libro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335606971310539154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Las Vegas Edizioni: Padiglione 1, Stand D87&lt;br /&gt;Domenica 17, alle 15, tavola rotonda al Sesto Padiglione nell'area pedonale Grattacielo Lancia di via Caraglio angolo via Lancia: Andrea Malabaila presenta L'amore ci farà a pezzi (Azimut), &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Hector Luis Belial presenta Making Movies&lt;/span&gt;, Beppe Marchetti presenta Un'altra estate, Alessandro Bastasi presenta La fossa comune (Zerounoundici).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-2532776270375683592?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/2532776270375683592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=2532776270375683592' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/2532776270375683592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/2532776270375683592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/05/alla-fiera-internazionale-del-libro-di.html' title='Alla Fiera Internazionale del Libro di Torino'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SgviRWoQAZI/AAAAAAAAANw/0Rz_Q-j6Q6s/s72-c/logo_fiera_libro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-2968384179980043701</id><published>2009-05-03T14:26:00.004+02:00</published><updated>2009-06-02T16:34:39.686+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinéma Belial'/><title type='text'>Cinéma Belial: Synecdoche, New York (Charlie Kaufman 2008)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SiU4aH4RSKI/AAAAAAAAAOA/Ja9Ar6erSI0/s1600-h/cinema+belial.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 288px; height: 88px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SiU4aH4RSKI/AAAAAAAAAOA/Ja9Ar6erSI0/s320/cinema+belial.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342738554387777698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un anno fa Charlie Kaufman, già sceneggiatore di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Eternal Sunshine of the Spotless Mind&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Essere John Malkovich&lt;/span&gt; ed &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il ladro di orchidee&lt;/span&gt;, presentava a Cannes il suo esordio alla regia. Il film ha un titolo – &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Synecdoche, New York&lt;/span&gt; – ma non ancora una data d’uscita in Italia. Il che, naturalmente, non ci ha dissuaso dal vederlo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.cinemaverdict.com/wp-content/uploads/2008/09/synecdoche_new_york_poster.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 338px; height: 450px;" src="http://www.cinemaverdict.com/wp-content/uploads/2008/09/synecdoche_new_york_poster.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una sinossi del film, a questo punto, si rivelerebbe utile; ma la nota complessità delle sceneggiature di Kaufman le rende assolutamente allergiche alla sintesi, e Synecdoche, New York non fa eccezione. Il confronto col video Bachelorette, diretto da Michel Gondry, sorge spontaneo, se non altro per una facile associazione di idee. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Synecdoche, New York&lt;/span&gt; propone lo stesso straniante meccanismo di mise-en-abyme in cui uno spettacolo teatrale riproduce infinite volte il reale – e quindi se stesso. Al posto di Bjork, però, troviamo un Philip Seymour Hoffman all’apice del nerdismo e dell’ipocondria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bOkUD4ZcEXc&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/bOkUD4ZcEXc&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hoffman veste i panni di Caden, regista di teatro frustato ed ambizioso; «a man already dead». &lt;br /&gt;La sua vita va esattamente per il verso giusto: i medici gli diagnosticano malattie oscure, la moglie fugge in Germania con la figlia, la relazione extraconiugale con Hazel è quantomeno insoddisfacente. Il teatro, invece, va a gonfie vele: la sua innovativa messa in scena di Morte di un commesso viaggiatore è un successo, tanto da valergli il premio MacArthur, che gli garantisce fondi illimitati per realizzare un nuovo progetto artistico. Deciso ad utilizzare il denaro per realizzare uno spettacolo di brutale onestà e realismo, acquista un gigantesco magazzino di Manhattan: diventerà il set per una riproduzione maniacale della sua vita – e di New York. Con l’aiuto di una gigantesca troupe, nel corso di decenni di lavoro, l’intera città viene fedelmente ricostruita dentro il capannone. Sammy, un feticista che ha seguito ogni istante della vita di Caden per vent’anni, viene ingaggiato per recitare la parte del regista. E mentre i rapporti di Caden con il tempo ed il mondo esterno vanno deteriorandosi, la finzione all’interno del capannone si fa sempre più vertiginosa, i piani del reale e del rappresentato s’ingarbugliano, la realtà inizia a collassare…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accostato agli altri film scritti da Kaufman, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Synecdoche, New York&lt;/span&gt; conferma tutta la forza, la coerenza e la compattezza di una visione autoriale che in qualche modo trascende il ruolo tradizionale dello sceneggiatore. Possiamo certamente parlare di film di Kaufman, e non più solo di film scritti da Kaufman, senza per questo sminuire il talento visionario di registi come Jonze e Gondry. Ancora meglio, siamo in grado di definire i tratti di un personaggio-Kaufman, declinato da attori anche diversissimi tra loro, ma che fa sempre capo ad un evidente paradigma – autobiografico, siamo portati a supporre. Al di là dell’autoritratto/autopsia che Kaufman attua instancabilmente su se stesso, con un’autocoscienza creativa senza precedenti, il personaggio-Kaufman si dimostra anche uno spietato, patetico tratteggio dell’artista contemporaneo (sia regista di teatro, autore televisivo, attore cinematografico, o pittore dell’infinitamente piccolo, come la moglie di Caden); ed in un certo qual modo, dell’uomo contemporaneo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema – almeno una parte di pubblico lo considererà tale – è che molti degli elementi topici del cinema Kaufmaniano (e del personaggio-Kaufman) sono deliberatamente disturbanti. Rabbia esistenziale, solitudine, paranoia, fobie sessuali, le molte ossessioni, non ultima quella della morte. La pillola è amara, e la sua regia non cerca in alcun modo di indorarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti la differenza tra la regia di Kaufman e quella di Jonze e Gondry non è tanto qualitativa, né quantitativa in termini di invenzioni visuali. La scrittura di Kaufman è sempre stata prepotentemente straniante, ma la sua regia sembra votata ad evitare quegli elementi giocosi, quelle invenzioni brillanti che i due registi di videoclip riuscivano ad inserire nella piena della mise-en-scene. Scrittore amaro e regista spietato, Kaufman ci propone per la prima volta il suo genio senza filtri, ma anche senza brio. Le situazioni paradossali in cui Caden si trova coinvolto non sono prive di humour (nero, assai spesso), ma qui l'autore sceglie di sopprimerne accuratamente il lato fantozziano, accentuando, con l’alienazione del personaggio, quella dello spettatore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le invenzioni restano numerosissime: una casa perennemente in fiamme, in cui Hazel sceglie di morire più che di vivere; il gioco di opposizioni tra il gigantismo di Caden ed i microscopici dipinti della moglie; l’inquietante – ed oscuramente rassicurante – doppelganger di Sammy; uno Zeppelin che sonda i cieli notturni di Manhattan; le imprevedibili ellissi temporali che regalano alla narrazione un ritmo improbabile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pellicola, tuttavia, risulta inevitabilmente monocorde, ossessivamente tetra, e quindi fatalmente destinata a pochi. E questo a dispetto delle idee vulcaniche, della produzione impeccabile, della straordinaria recitazione dei protagonisti. Kaufman riesce a disporre la totalità di questi elementi lungo un vettore che punta allo straniamento, ad un malessere esistenziale che trova nell’arte, nella medicina e nel sesso dei palliativi del tutto insufficienti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È tanto patetico quanto inevitabile constatare che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Synecdoche, New York&lt;/span&gt; è uno dei migliori film del 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I film di Charlie Kaufman:&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Essere John Malkovich&lt;/span&gt; (1999; diretto da Spike Jonze)&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Human Nature&lt;/span&gt; (2001; diretto da Michel Gondry)&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il ladro di orchidee&lt;/span&gt; (2002; diretto da Spike Jonze)&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Confessioni di una mente pericolosa&lt;/span&gt; (2002; diretto da George Clooney)&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Eternal Sunshine of the Spotless Mind&lt;/span&gt; [oscenamente localizzato in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Se mi lasci ti cancello&lt;/span&gt;](2004; diretto da Michel Gondry)&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Synecdoche, New York&lt;/span&gt; (2008; diretto da Charlie Kaufman)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-2968384179980043701?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/2968384179980043701/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=2968384179980043701' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/2968384179980043701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/2968384179980043701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/05/synecdoche-new-york.html' title='Cinéma Belial: Synecdoche, New York (Charlie Kaufman 2008)'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SiU4aH4RSKI/AAAAAAAAAOA/Ja9Ar6erSI0/s72-c/cinema+belial.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-6426897871924919649</id><published>2009-04-26T17:07:00.008+02:00</published><updated>2009-09-04T16:10:39.708+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divertissement'/><title type='text'>Racconti: Una Sera al Drive-in</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Una divertita belializzazione dell'omonimo &lt;a href="http://party.splinder.com/"&gt;racconto&lt;/a&gt; di Andrea Malabaila.&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.divshare.com/download/7212855-15a"&gt;[Pdf]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.cicibi.ch/rassegne08_09/automobile/immagini_auto/american_graffiti.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 521px; height: 394px;" src="http://www.cicibi.ch/rassegne08_09/automobile/immagini_auto/american_graffiti.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;El Niño aveva appena fatto saltare le cervella di Jason Smith ed attivato il detonatore che avrebbe inizializzato l’esplosione delle Manifatture Smith Ltd. quando mise piede nel California Snack Bar. Il killer professionista, unico cliente nel locale in chiusura, si presentò come Earl Grey, esattore fiscale. Ordinò una birra ghiacciata e quell’ultima fetta di crostata alle ciliegie che la cameriera, una rossa, avrebbe altrimenti dovuto buttare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Joe Badalamenti aveva avuto un’autentica giornata di merda. Aveva guidato il camion per 400 fottute miglia, nella pioggia e nella polvere, chiuso in una motrice puzzolente tappezzata di pin-up ritagliate dai più sudici giornaletti d’America, eppure tenendo sotto gli occhi l’unica foto che presentasse una donna vestita, ovvero la sua ragazza, Stella Robertson. Gli mancava giusto un pugno di miglia per tornare a strizzare quella fichetta quando un lurido sbirro aveva partorito la pensata di fermarlo per eccesso di velocità. Porca troia! Badalamenti l’avrebbe preso a calci, lo stronzo, ristrutturandogli la testa col cric, e l’avrebbe fatto, perdio, se il poliziotto, vedendolo saltare giù dalla motrice, due metri di cristiano con un diavolo per capello ed una spranga d’acciaio deforme salda nella mano destra, non si fosse pisciato sotto, lasciando ripartire il camionista con un semplice ammonimento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stella Robertson aveva venticinque anni, un sottopagato lavoro al banco del California, ed un fidanzato che stava accumulando un notevole ritardo sull’orario fissato per l’appuntamento. Così, quando il cliente vestito da becchino si presentò con un nome britannico ed un biglietto da visita con simboli ministeriali, l’idea di vendicarsi di Joe le sembrò inevitabile quanto la morte e le tasse. Servì Grey con un sorriso che avrebbe soddisfatto le curiosità di un odontotecnico, e che non venne meno neanche quando notò la macchia di sangue sul suo colletto. Non le importò, a quel punto, della bugia di Grey a proposito di un incidente di rasatura, ma della sua mano, della rapidità e della forza con cui aveva afferrato quella di lei prima ancora che riuscisse a sfiorargli la camicia, senza lasciarla andare, nemmeno quando Joe entrò sbattendo la porta a vetri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre parcheggiava di fronte al California Snack Bar, mentre, attraverso la vetrina, gli toccò di vedere quella troia della sua donna fare la scema col primo stronzo che passava per una birra, Joe Badalamenti ricordò le parole che suo padre gli aveva ripetuto per anni, e forse per la prima volta riuscì ad afferrarne il significato profondo. «Quando vai con le donne, non dimenticare il bastone». La mano di Stella era ancora in quella dello stronzo in giacca e cravatta quando Joe tirò fuori il machete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nuova Buick Special quattro porte morì ancora tre volte prima che Rupert Blavatski riuscisse a parcheggiarla correttamente al drive in. Ricordò le parole che suo padre gli aveva ripetuto per tutto il giorno, prima di prestargli l’automobile fresca di concessionario: «Andare con una donna non è diverso dall’andare in macchina. Certo, se non riesci nemmeno a mettere in moto…». Il volante, ora, gli tremava sotto le mani, le lenti degli occhiali erano appannate di un sudore che il sontuoso impianto d’aria condizionata non riusciva a raffreddare. Tentò di calmarsi, ma mentre cercava di spegnere l’autoradio dalla quale Bill Haley continuava ad urlare il suo ingenuo rock ‘n’ roll gli partì un colpo di clacson che gli valse più di un’occhiata feroce dagli abitacoli vicini. Sullo schermo comparve il titolo del film:&lt;span style="font-style:italic;"&gt; Donne-Gatto della Luna&lt;/span&gt;. Seduta al suo fianco, Susy Smith infilò gli occhiali 3D realizzando che il primo appuntamento con Rupert correva seriamente il rischio di essere anche l’ultimo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Stella lanciò un grido mentre la lama di Joe calava su El Niño, ma il killer, rapido come l’inferno, riuscì a schivare il colpo, la lama penetrò nel legno del bancone, mentre El Niño castigava il camionista con un destro sulla mandibola e un calcio ben assestato in pieno stomaco; il povero diavolo non aveva ancora fatto in tempo a piegarsi in due per il dolore che già l’assassino aveva estratto la pistola puntandogliela dritta alle palle. «Ti do trenta secondi per portare il culo fuori dalla mia vista, amico». Joe ne impiegò ventisette, per far uscire la motrice dal parcheggio del California; per allora, la lingua di Stella Robertson stava già saldamente nella gola del killer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le lenti bicromatiche degli occhiali 3D rendevano Rupert sostanzialmente cieco, ma non occorreva guardare il film per capire che si trattava di una stronzata. Del resto Rupert comprendeva che non era un problema di diottrie o di quelle ridicole tute spaziali, il problema era il silenzio che lo divideva da Susy, Cristo santo, doveva pur dirle qualcosa, ma cosa? Il discorso sull’eccitante possibilità di colonizzare la luna non aveva riscosso l’interesse della ragazza, e del resto Rupert era arrivato a credere che a Susy non importasse poi molto della fantascienza; certo leggeva molto, ma che genere di libri? Magari aveva letto anche lei quel racconto di Checov in cui uno stalliere non riesce a confessare il suo amore alla ragazza, anzi lo dichiara ma in seguito non riesce ad agire oltre, beh forse non era veramente uno stalliere ma il succo era che a causa della sua timidezza i due vivevano vite separate ed insipide ed un bel giorno si ritrovavano vecchi ed incapaci di amarsi, e mio Dio! Che Susy avesse letto quel racconto o meno, non era certo il caso di parlargliene! Così Rupert attaccò un discorso paranoico sull’aria condizionata della Buick.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El Niño guidava una Porsche 356 American Roadster nera, e Stella non se lo fece ripetere due volte, prima di chiudere il locale e saltarci dentro. Fuggivano nell'ombra della sera d’estate, rinfrescata dai pini che scorrevano lungo la strada, entrambi immersi  nei propri pensieri – lei cercava di ricordare la programmazione del drive in, lui di immaginare come si sarebbe sbarazzato della ragazza dopo averla portata a letto - così non si accorsero che Joe li aspettava al bivio, né che la motrice si era lanciata all’inseguimento della Porsche, guadagnando rapidamente terreno, nessuno dei due ci fece caso, fino a che Joe non li tamponò violentemente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Sai, Susy, questo sistema di aria condizionata che montano su tutte le Buick, è sviluppato separatamente dalla vettura, presso stabilimenti segreti nell’Oregon e brevettato in tutti i paesi del mondo. Ora, come mai tanta segretezza attorno a un sistema per rinfrescare l’aria? Supponiamo per un istante che non sia progettato esclusivamente per rendere la guida più confortevole. Immaginiamo le sue tubature interne, costantemente refrigerate, e sagomate in modo da costituire il perfetto habitat per una coltivazione artificiale di potenti bacilli portatori di una malattia mortale. I bacilli maturi sono espulsi automaticamente dal condizionatore, diffusi nell’abitacolo, inspirati dal conducente e dai passeggeri, cioè da noi, Susy, da me e da te. E provocano una forma incurabile di polmonite fulminante latente, che può ucciderci in un istante e del tutto casualmente tra dieci anni o diciassette secondi, così, senza che ci si possa fare assolutamente niente… se fosse così, Susy, se fossimo ormai condannati dal complotto farmaco-sovietico-automobilistico internazionale, non mi baceresti? Non mi baceresti ora? Perché potrebbe non esserci una seconda occasione». Susy era  ancora immobile con l’incertezza sulla mandibola pendente quando l’esplosione della fabbrica di suo padre insanguinò l’orizzonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Joe sghignazzò sadicamente mentre la fuoriserie usciva di carreggiata sollevando un nuvolone di polvere. Ma El Niño non era ancora fuorigioco: il killer si aggrappò al volante e riuscì a riportare le gomme sull’asfalto, mentre Stella urlava e sanguinava dal naso. Joe allora tornò a premere sull’acceleratore, ma questa volta lo scatto della fuoriserie la salvò dallo speronamento. L’insegna al neon del drive-in si stagliava tra la vegetazione, eppure lo sguardo del killer non era più rivolto alla strada, ma fisso sul volto dell’avversario, che ora lo affiancava sulla corsia di sorpasso, tamponandolo di lato, mentre il duello raggiungeva l’apice della velocità. El Niño voleva vederlo in faccia, il becco, voleva vedere la sua paura nell’istante in cui avrebbe tirato il freno a mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Susy non scoppiò a piangere né si mise ad urlare, ma il fiato le si fece corto, e Rupert la sentì appena, quando gli ordinò di portarla alle Manifatture Smith. Subito. Anche da quella distanza, si capiva che le proporzioni dell’incendio erano disastrose e che le fiamme non potevano che provenire dallo stabilimento del padre di Susy. Per la prima volta Rupert vide davanti a sé quel destino manifesto di cui parlavano le antologie, sentì che una mano misteriosa gli offriva l’insperata possibilità di essere un uomo, di guidare finalmente da uomo, così trovò l'insperata forza di guardare la ragazza negli occhi e di esclamare: «Non ti preoccupare, piccola! Andrà tutto bene.» E roteando il volante col solo palmo sinistro, come se non avesse fatto altro per tutta la vita, uscì dal drive-in in retromarcia, fece fischiare le gomme nel bel mezzo della strada, e si preparò a piegare l’acceleratore a tavoletta. Ed il motore non morì, la marmitta non sbuffò, le marce entrarono una dopo l’altra, lisce come l’olio, mentre Rupert lanciava la macchina di suo padre al massimo delle prestazioni. Gli sarebbe stata sufficiente una manciata di minuti per raggiungere lo stabilimento della Smith, se il frontale con la motrice di un camion lanciata in contromano non l’avesse ammazzato sul colpo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il freno a mano tirato all’improvviso, i tre testacoda successivi e la stridente mancia di gomma lasciata sull’asfalto, la prima immagine che Stella riuscì a distinguere davanti a sé fu la motrice di Joe. Ferma a cinquanta metri dalla Porsche di El Niño, e completamente circondata dalle fiamme. El Niño allora si spolverò la spalla destra, e rimise in moto, fermandosi per un istante di fronte alle carcasse incandescenti della motrice e della Buick bianca. «Dio mio!» disse Susy tra le lacrime, «c’erano due ragazzi, su quell’auto!». &lt;br /&gt;«Non ci pensare. Sarebbero morti comunque», rispose tranquillamente El Niño, «ammazzati dall’aria condizionata». Susy si asciugò le lacrime. Lontano, ma non troppo, le sirene avevano ormai iniziato ad urlare. &lt;br /&gt;«Che cosa faremo, ora?»&lt;br /&gt;«Al drive-in danno Casablanca.»&lt;br /&gt;«L’ho già visto… con Joe.»&lt;br /&gt;«Allora battiamocela. Dicono che Tijuana sia bellissima, in questa stagione, ed è a sole duemila miglia da qui.» &lt;br /&gt;L’auto imboccò l’autostrada, e fissando le linee tratteggiate perdersi nell’indistinto orizzonte notturno, ascoltando i motori e seguendo le scie evanescenti dei fanalini di coda di anime perdute sopra un fiume d’asfalto, Susy comprese che non aveva la minima idea di dove la strada la stesse portando. E per questo, per la prima volta, ringraziò Dio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-6426897871924919649?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/6426897871924919649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=6426897871924919649' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/6426897871924919649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/6426897871924919649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/04/racconti-una-sera-al-drive-in.html' title='Racconti: Una Sera al Drive-in'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-3094981509424219240</id><published>2009-04-26T16:50:00.002+02:00</published><updated>2009-04-26T17:06:11.081+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Altro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Babel Rivisitata da Francesco Spinelli</title><content type='html'>&lt;object width="450" height="587"&gt;&lt;param name="movie" value="http://backend.deviantart.com/embed/view.swf" /&gt;&lt;param name="flashvars" value="id=113423617&amp;width=1337" /&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always" /&gt;&lt;embed src="http://backend.deviantart.com/embed/view.swf" type="application/x-shockwave-flash" width="450" flashvars="id=113423617&amp;width=1337" height="587" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.deviantart.com/deviation/113423617/"&gt;Babel: cover&lt;/a&gt; by *&lt;a class="u" href="http://galhad.deviantart.com/"&gt;Galhad&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://www.deviantart.com"&gt;deviant&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.deviantart.com"&gt;ART&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Francesco Spinelli ha re-immaginato la copertina di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Babel&lt;/span&gt; per l'edizione corrente del concorso &lt;a href="http://subway-letteratura.org/"&gt;Subway Letteratura&lt;/a&gt;. Potete vedere le copertine &lt;a href="http://galhad.deviantart.com/art/Babel-cover-113423617"&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://galhad.deviantart.com/art/The-Tower-of-Babel-cover-113620997"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-3094981509424219240?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/3094981509424219240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=3094981509424219240' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3094981509424219240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3094981509424219240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/04/babel-rivisitata-da-francesco-spinelli.html' title='Babel Rivisitata da Francesco Spinelli'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-9091278207357403558</id><published>2009-04-18T16:30:00.004+02:00</published><updated>2009-04-18T16:40:20.940+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti Macabri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Racconti Macabri: Abissi</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.divshare.com/download/7132753-7a7"&gt;[Pdf]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm4.static.flickr.com/3232/3093309448_58901de54c.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 322px; height: 480px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3232/3093309448_58901de54c.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciati alle spalle la porta occidentale della città santa di Q’zar. Cammina per tre giorni e tre notti verso il tramonto: troverai il silenzioso deserto, il lungo crepaccio, e infine, la misteriosa morte. Quanto alla leggenda, l’avrai già trovata tra le mura di Q’zar.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La leggenda è estremamente chiara nel riferire fatti che nessuno potrà mai confermare. Parla di un crepaccio che divide le sabbie e di cui non si scorge la fine; di un guardiano immortale e spietato; di un abisso in cui si precipita per sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cammina lungo l’orlo del crepaccio: in principio è poco più che una linea nera che vomita formiche rosse; ma dopo alcuni giorni di viaggio, lo vedrai crescere in larghezza e profondità, fino a diventare un burrone del quale non potrai scorgere il bordo opposto, né  immaginare la profondità. Incontrerai, allora, il guardiano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedere questo jinn è impossibile, udirne la voce, inevitabile. Con parole suadenti o minacciose, sarai costretto o persuaso a muovere due passi verso l’abisso. I tuoi occhi conosceranno la voragine. Il tuo panico supererà ogni vertigine; sarà la più pura sensazione della morte, in cui la repulsione si mescola a un’invincibile attrazione. Nessuno, giunto a quel punto, resiste oltre. E anche tu muoverai il terzo passo, quello finale. Il tuo corpo non smetterà mai di cadere nel vuoto, e anche dopo che sarai morto, le tue ossa continueranno a precipitare in eterno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel tempo la leggenda ha spinto occultisti, santi, eccentrici, diesperati, aspiranti suicidi, appestati, e semplici creduloni, a lasciare Q’zar per guadagnare il crepaccio. L’immortalità, il potere, il paradiso: alcuni vaneggiano di questi e altri premi per chi riuscirà a vincere la tentazione del jinn. Ma nessuno fa mai ritorno dalla voragine, nessuno conosce la fine dell’abisso né l’origine della leggenda.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;II.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Broadway. Una finestra al cinquantacinquesimo piano del Woolworth Building. Cornici: quella in acciaio della finestra, quella in alluminio di un computer portatile, quella in mogano di una fotografia in bianco e nero. Una scrivania di betulla.&lt;br /&gt;Jessie Metz stringe la mano al cliente; gli fa dare uno sguardo dalla finestra, vista spettacolare quanto pericolosa, commenta. Come sempre. Il cliente combatte per un attimo contro il suo stesso sguardo: cedere alla tentazione di guardare di sotto, le linee rette del grattacielo, il loro sconvolgente restringimento verso il basso, la convergenza verso un punto di fuga negato, annullato dall’impatto con l’asfalto, e poi puntini gialli e grigi, automobili e persone come microbi nell’infezione fulminante della vertigine – oppure – oppure non abbassare gli occhi, fingersi dèi, restringere il campo visivo all’azzurrità del cielo, al delirio d’onnipotenza dello skyline newyorkese, scintillante, come se non portasse i segni di una mutilazione orrenda…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metz gli offrirà da bere, se vuole, poi lo farà accomodare. Non parleranno subito di soldi, naturalmente. Metz gli racconterà una storia logora e confortevole come una vecchia giacca di panno. Parlerà prima della finestra, poi delle azioni, e infine della fotografia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tacerà il prezzo della sua vista su Manhattan, ma lascerà intendere che l’acquisto di quell’ufficio è il lavoro di una vita che non è iniziata nella bambagia. Non si dilungherà sui buchi sotto le scarpe da ginnastica dell’infanzia, ma enumererà i suoi pacchetti azionari più forti: Google, Apple, Samsung – su quelli in perdita potrà sorvolare agevolmente, grazie all’aggiornamento in tempo reale delle quotazioni. Poi lancerà un’occhiata all’uomo nella cornice di mogano; nella fotografia in bianco e nero è seduto ad una scrivania pesante, ingombrata da una ponderosa macchina da scrivere. Alle sue spalle, una finestra ben riconoscibile. Metz indicherà l’uomo come suo nonno e l’ufficio come il suo. Parlerà della sua rapida fortuna e immediata rovina nel 1929. Aveva perso tutto, incluso il prestigioso ufficio in quello che era all’epoca il più alto grattacielo del mondo, e che ora il nipote ha riconquistato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cliente non ha nome né volto. Non è nemmeno un uomo, ma una serie discreta di cifre, dollari e appuntamenti, una statistica che Metz ha raffinato per anni. Nove volte su dieci, dopo aver sentito la storia di Metz e di suo nonno, il cliente lascia l’ufficio con una sorta di sollievo, una ritrovata fiducia in qualcosa che pensava perduto e che invece Metz incarna alla perfezione. Nove volte su dieci, il cliente firma il contratto. Poi, un’ultima occhiata a quella finestra aperta su tutta l’America, una stretta di mano, e la porta che si chiude alle sue spalle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo un cliente su venti, forse trenta, non firma perché crede che la storia di Metz sia inventata. Potrebbe benissimo esserlo. L’ufficio potrebbe essere in affitto, la foto, acquistata per un pugno di cent al mercato delle pulci. Non è così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’importante, in fondo, non è che il cliente creda o meno alla storia. Ma che non venga mai a conoscenza di tre fatti: che i vetri della finestra “spettacolare quanto pericolosa” furono infranti il 28 ottobre 1929; che attraverso quei vetri il nonno di Metz si tolse la vita in un lunedì nero; e che, con tutta probabilità, lo stesso farà il nipote, dopo che avrà perso tutto.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;III.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedo che lei vorrebbe domandarmi di mio marito. Esita, però. Sa che Franz è un uomo famoso; immagina che mi vengano più spesso rivolte domande su di lui che su me stessa. Come se fossi condannata a sparire nel cono d’ombra della sua celebrità, non essere più considerata una donna, ma solo la moglie di.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, a volte è esattamente così. Ma non si preoccupi. Non mi dà alcun peso parlare di Franz. Forse perché siamo così diversi, o lui, per me, rimane lo stesso ragazzo che ho sempre conosciuto. Non era certo famoso, all’epoca. Tutto il contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, devo dirle che io non ho mai amato la montagna; la sorprenderà, questo non ha influito sul nostro matrimonio. Del resto saprà che Franz scala esclusivamente in solitaria. Né l’ho mai trattenuto dal partire per le sue imprese, fossero le Alpi o le Ande o il K2… lui ha i suoi spazi, io i miei, lei mi capisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è che la montagna… l’umidità della foresta, poi la vegetazione che si dirada… diventa quasi meschina, poi scompare quasi del tutto… e infine l’aria sempre più rarefatta, l’acqua che diventa ghiaccio, il freddo pungente, il sole accecante… ecco, per alcuni è una specie di cammino verso la purezza, verso Dio, non è così? Per Franz certamente è così, anche se non lo definirei certo un religioso. Ma per me, oh no. A me sembra un cammino verso la morte. Ci pensi: ogni passo lungo la salita è un progressivo allontanamento dalle città, gli uomini, gli animali, gli alberi… la vita! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E io invece voglio vivere. Io amo vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un uomo apprezzo la profondità dello sguardo, la reticenza… e – lo ammetto – la forza fisica. In Franz queste caratteristiche sono portate all’esasperazione. Tante volte ho provato a chiedergli il motivo di tutti i suoi sforzi. L’allenamento sfibrante, i numerosi rischi, la sete di conquistare vette sempre più alte, imprese sempre più estreme… inoltre, lo sa, non è più un ragazzino… e tutto questo per arrivare sulla cima di una montagna! Lei non può immaginare quante volte gli ho domandato perché. E lo sa cosa mi ha risposto? Cosa mi ha risposto ogni singola volta? «Per guardare di sotto.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per guardare di sotto! Si figuri. Beh, qualunque cosa veda da lassù, di certo non lo saprebbe raccontare a parole. E del resto, riuscirei mai capirlo? Quello che so è che quando mi affaccio nei suoi occhi – ed è una vista insostenibile, a volte – veramente mi sembra di sporgermi in un abisso. Insondabile.&lt;br /&gt;Ecco, mi dico allora. Ecco un uomo che non morirà tranquillamente nel suo letto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-9091278207357403558?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/9091278207357403558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=9091278207357403558' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/9091278207357403558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/9091278207357403558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/04/racconti-macabri-abissi.html' title='Racconti Macabri: Abissi'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3232/3093309448_58901de54c_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-3223233185783403761</id><published>2009-04-07T19:51:00.001+02:00</published><updated>2009-04-07T19:59:05.551+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Altro'/><title type='text'>Websitehorror su Radiodeejay</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm3.static.flickr.com/2355/2370811833_8727d8ebfe.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 500px; height: 330px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2355/2370811833_8727d8ebfe.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stasera alle 20.35 cinque minuti di &lt;a href="http://www.websitehorror.com/"&gt;Websitehorror&lt;/a&gt; su &lt;a href="http://www.deejay.it"&gt;Radiodeejay&lt;/a&gt; con &lt;a href="http://mydeejay.deejay.it/lauradeejay"&gt;Laura Antonini&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-3223233185783403761?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/3223233185783403761/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=3223233185783403761' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3223233185783403761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3223233185783403761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/04/websitehorror-su-radiodeejay.html' title='Websitehorror su Radiodeejay'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2355/2370811833_8727d8ebfe_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-7317333060845156257</id><published>2009-04-04T11:05:00.003+02:00</published><updated>2009-04-04T11:25:24.470+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Interviste'/><title type='text'>Quattro Chiacchiere con Matteo Grimaldi su Sololibri.net</title><content type='html'>&lt;a href="http://static.guim.co.uk/sys-images/Media/Pix/pictures/2008/08/07/GeneHackman460.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 460px; height: 276px;" src="http://static.guim.co.uk/sys-images/Media/Pix/pictures/2008/08/07/GeneHackman460.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lastanzadelmatto.splinder.com/"&gt;Matteo Grimaldi&lt;/a&gt;, che ringraziamo, ha intervistato Hector Luis Belial per la sua rubrica settimanale &lt;a href="http://www.sololibri.net/public/spip.php?rubrique=8"&gt;4 Chiacchiere (contate)&lt;/a&gt;. Potete leggere l'intervista &lt;a href="http://www.sololibri.net/public/spip.php?article629"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-7317333060845156257?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/7317333060845156257/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=7317333060845156257' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7317333060845156257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7317333060845156257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/04/quattro-chiacchiere-con-matteo-grimaldi.html' title='Quattro Chiacchiere con Matteo Grimaldi su Sololibri.net'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-1147204834827334884</id><published>2009-04-01T19:08:00.005+02:00</published><updated>2009-04-03T17:12:45.522+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti Macabri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Racconti Macabri: la Moneta, la Chimera, la Morte</title><content type='html'>&lt;em&gt;Non è un pesce d'aprile ma un nuovo trionfo della morte, per tutti gli amanti del genere...&lt;/em&gt; &lt;a href="http://www.divshare.com/download/7003079-b13"&gt;[Pdf]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SdSd0XYUaXI/AAAAAAAAANo/MS4CKhlOicI/s1600-h/1e67a7f1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 229px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SdSd0XYUaXI/AAAAAAAAANo/MS4CKhlOicI/s400/1e67a7f1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320050582786173298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questa terra desolata fu, un tempo, il regno più esteso della terra. Aveva inizio dal più estremo lembo di terra orientale, e terminava, assieme al mondo, sulle sponde dell’oscuro oceano dell’ovest. L’incandescente occhio del cielo impiegava un dì ad abbracciarlo nella sua interezza; ad un occhio umano, un’intera vita non sarebbe stata sufficiente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo dimenticato il nome, ma non l’impresa, dell’uomo che volle attraversare il regno a piedi. L’iconografia tradizionale ce lo tramanda già vecchio, povere vesti sulle spalle ormai curve, la sconosciuta fronte contro il sole che muore. Il giovane figlio, pochi passi più indietro, lo segue nel cammino. Del viandante sappiamo poco: lo sospettiamo vedovo; assumiamo che i suoi possedimenti, abbondanti o scarsi che fossero, se li fosse lasciati alle spalle, assieme alle natie coste dell’estremo oriente. Presa l’antica via che porta alle acque in cui il sole riposa, camminò per tutti gli anni che gli rimanevano, senza per questo raggiungerle. Alla sua morte, il figlio proseguì il viaggio per lui, portando con sé le ceneri paterne in un’urna di bronzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’estensione del regno e l’abnegazione del suo popolo erano, in quel tempo, pari soltanto alla sua famosa prosperità. Dalla più remota antichità, ogni suddito sopra i quindici anni era – prima ancora che contadino, scriba, sacerdote – un fiero soldato del Re. Le antiche guerre erano state numerose, i bottini copiosi, la vittoria, costante. In seguito, per sette generazioni non si era udito il clamore della spada contro la spada, né dell’oscura campana che suona a peste o a carestia. La pace restava salda, la terra, verdeggiante. Né l’invasore osava violare il confine, oltre il quale l’attendeva il più vasto esercito sotto questo cielo.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I battenti del porto più occidentale della terra erano solidi, oscuri e finali; e dovettero passare innumerevoli inverni prima che un anziano viandante vi giungesse di fronte. Attraversata l’ultima porta dell’ultima città, l’uomo guadagnò l’ultima cattedrale prima del mare; lì depose tre urne di bronzo: le ceneri di suo padre, del padre di suo padre, e del padre del padre di suo padre, il quale era partito, un giorno, dalla punta più orientale del regno. Nei dipinti il viandante che giunge all’ovest non appare differente da quello – suo avo – che era partito dall’est: si tratta dello stesso viaggio, e quindi, del medesimo viaggiatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quei giorni d’abbondanza viveva un grande profeta, le cui doti di preveggenza, fonte di consiglio prediletta dal monarca, erano note fin oltre i mari e i deserti. &lt;br /&gt;Ebbene, egli fu colpito da una visione tanto dolorosa da renderlo, in un solo istante, infermo e cieco. Prima di spirare dolorosamente, pronunciò un’ultima profezia. Fu l’epitaffio di un’epoca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Udite le tremende parole, il Re convocò d’urgenza i potenti del regno – ministri e sapienti, generali e sacerdoti, consiglieri e filosofi – nel futile e disperato tentativo di cambiare la sorte. In seguito a quel conclave, le teste sarebbero iniziate a cadere, ed il regno, a declinare.&lt;br /&gt;Il profeta aveva annunciato che il regno sarebbe crollato per mano della pazzia. Ma che cos’era la pazzia? Come vincerla? Gli atti del gran convegno sono da lungo tempo perduti, o forse criptati in maniera tanto accurata che la chiave è ormai irrecuperabile. Ricordiamo la versione, grandemente banalizzata, che fu diffusa tra il volgo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giudice sostenne che non c’era atto di pazzia che non portasse a trasgredire la legge con il furto, l’assassinio, il dolo, il tradimento, e così via; la cura era l’applicazione rigidissima del codice. Per il generale, la pazzia negli atti ingiustificati ed ingiustificabili; soldati che disertavano urlando, si denudavano in pieno giorno, si seviziavano da soli. Atti come questi, non sempre illegali, mettevano a repentaglio il controllo sul milite e sulla guerra; non nascevano dalla ragione né dalla ragione potevano essere sanati. Meglio allora il patibolo. Secondo il consigliere, una mente che mirasse ad un fine più grande del bene immediato e del senso comune poteva, talvolta, agire contro la legge e la logica apparente. Si rischiava dunque di confondere la pazzia con il segno del genio. Il sacerdote aggiunse che a volte il volgo scambiava per pazzia i segni della preveggenza e della santità; quanti profeti, nel corso dei millenni, erano stati ammazzati tra il pubblico ludibrio? Due medici non riuscirono a trovarsi d’accordo sull’ubicazione della pazzia: il cervello, oppure il cuore? Per il filosofo, la pazzia era stata distribuita ad ogni uomo, in porzioni non quantificabili né distillabili dagli altri umori che ne compongono l’essenza. A queste parole, tutti gli astanti gridarono all’oltraggio: se così stavano le cose, ogni uomo era un pazzo, e così anche il Re; c’era dunque da disperare nella salvezza del regno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Re concluse che la pazzia era un’indefinibile chimera in cui lo sguardo di ciascuno riconosceva una bestia diversa. Abbracciando una definizione ed escludendo le altre, rischiava di perdere il regno. Meglio allora lasciare che ciascun suddito scandagliasse il prossimo alla ricerca dei segni della pazzia. Qualora li avesse trovati, per decreto, era da quel momento in avanti tenuto a denunciarlo all’autorità. Discusso il caso, se il giudice si fosse trovato d’accordo con l’accusa, si sarebbe proceduti al taglio della testa dell’imputato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La legge, entrata in vigore seduta stante, portò nei tribunali un numero inusitato di accusati. La marea di presunti folli fu tale che la giustizia ne venne presto congestionata. Nella corruzione della capitale, lo scambio d’accuse di malattia mentale divenne strumentale, popolare, frequente e reciproco tra il nobile e l’avversario politico, tra l’amante e il rivale in amore, tra il pavido e lo sfidante a duello, tra il commerciante e il concorrente, tra il figlio ereditiere ed il vecchio padre, tra il locandiere e il pensionante insolvente, tra il caporale e la recluta, tra il questuante e il signore, tra il sacerdote e l’eretico. Ogni controversia si fece motivo d’accusa; i giudici, nella speranza di disincentivare la nuova usanza, e spesso, nel dubbio di assolvere un potenziale pazzo, mietevano teste. In quel periodo tre gilde crebbero di prestigio: quelle dei sacerdoti, dei boia, e dei necrofori regali. La morte divenne e rimase per sempre la prima e più remunerativa attività della capitale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avvistosi del disastro, il Re emise il suo ultimo decreto: avrebbe lasciato tutti poteri al reggente, meno quello di giudicare la sanità dei suoi sudditi. Se cittadini si erano mostrati cattivi accusatori e i magistrati pessimi giudici, occorreva abolire tanto i tribunali quanto le accuse. Solo il Re, da quel giorno, avrebbe diviso il sano dal folle. Quanto ai sudditi, dovevano considerarsi tutti colpevoli fino a prova contraria, e tenuti a recarsi personalmente a palazzo per sottoporsi al giudizio regale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima che la notizia raggiungesse le più remote province del regno, alle porte della capitale erano stati impilati tanti teschi umani da elevarsi in mura, torri, piramidi. Nelle luci della sera, l’ombra degli edifici macabri si stendeva per miglia e miglia. Il Re aveva così iniziato il suo logorante officio. I sudditi venivano ammessi al suo cospetto uno per volta. Il sovrano poneva loro domande volte a indagare la logica, la cognizione di causa, la fedeltà alla corona. Durante i primi anni, impiegava diversi giorni per assodare la salute mentale di un singolo cittadino, o per condannarlo a morte. Ma nel corso delle stagioni, i tempi di giudizio si contrassero; venivano processati due, cinque, sette sudditi al giorno. E con l’avanzare degli anni, il sovrano si decise a continuare il lavoro anche durante la notte. Non si alzò mai più dal seggio del potere, dove consumava pasti frugali, sonni brevi e fustigati dall’incubo osceno del suo paese in fiamme. Vista la crescente economia delle sue domande, si disse che il Re aveva iniziato a tracciare i contorni dell’oscura chimera chiamata pazzia, e che poteva riconoscerla con sempre maggiore facilità. Si sostenne, nondimeno, che il monarca fosse affrettato dalla paura dell’incalcolabilità di due numeri:  quello dei sudditi ancora da giudicare, e quello dei giorni che gli rimanevano da vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel mentre, uomini e donne abbandonavano case e raccolti, reti e imbarcazioni; la polvere di gigantesche carovane si sollevava dai quattro angoli del regno, stringendosi verso il centro in una nuvola tale da oscurare l’orizzonte. Molti partivano sapendo che non avrebbero vissuto abbastanza per vedere le candide mura della capitale. Ciò non aveva nessuna importanza: sarebbero stati i loro figli a giungere al cospetto del Re e a farsi assolvere per loro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sovrano aveva intanto ridotto i tempi di un processo ad un singolo istante. Ora non rivolgeva più alcuna domanda all’imputato: si limitava a guardarlo fissamente negli occhi. Poi, con un cenno della testa, gli indicava la direzione da seguire. Due porte stavano alle spalle del trono: quella di destra portava all’uscita dal palazzo, quella di sinistra, direttamente al patibolo. Secondo alcuni, il monarca aveva acquisito l’abilità di riconoscere i segni della pazzia nella profondità dello sguardo. Ma altrettanti sostennero che il suo giudizio era ormai del tutto casuale. Fu il disgusto per l’umanità, che in tanta parte sfilava ai suoi piedi, oppure il disprezzo per se stesso, incapace di riconoscere la mela marcia da quella sana, a gettare il Re in quel muto e sistematico delirio che gli permetteva di disporre della testa di un uomo con un singolo gesto del capo.&lt;br /&gt;Il Re invecchiò e morì senza eredi, il suo volere continuò ad essere eseguito. Il popolo seguitò ad abbandonare campagne e città e ad affluire alla capitale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frattanto i figli di chi era stato assolto raggiungevano l’età per essere a loro volta giudicati, ed attendevano il loro turno per comparire all’ombra del trono. In quel tempo il teschio del Re fu incoronato ed appeso sopra il seggio con una corda d’oro. La sua oscillazione a destra o a sinistra, mossa dal capriccio del vento, determinava la condanna o la salvezza per l’imputato.&lt;br /&gt;Dopo il teschio venne la moneta, dopo l’effige, il geroglifico. Mentre si dimenticava l’uso della scrittura, marchingegni sempre più sofisticati vennero a sostituire la mannaia nel taglio della testa. Ingegneri idrici studiarono nuovi sistemi di tubature per convogliare il sangue dei condannati dal palazzo alle porte della città. Nuovi dei furono inventati, le liturgie religiose si fecero più oscure, il titolo di necroforo, privilegio ereditario. La vita umana si svalutò fino a risultare inferiore a quella di un cane rognoso, e la perversione delle lotte di potere per il ruolo di reggente superarono ogni depravazione a memoria d’uomo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo fece polvere del cranio regale, ed il reggente fece allora forgiare una moneta d’oro. Al recto i lineamenti dell’ultimo Re, al verso, quelli della Morte. Gli imputati continuarono ad essere convocati uno ad uno presso la sala del trono, dove un sacerdote, chino ai piedi del seggio vuoto, li giudicava col lancio della moneta. Ma l’usura delle generazioni appianò le due facce della moneta; il volto del sovrano e quelli della mietitrice sfumarono l’uno nell’altro, e quando infine divennero indistinguibili, ci si risolse a forgiare una nuova moneta. Per allora l’effige regale era stata dimenticata; per evitare il sacrilegio di falsificarla, la si sostituì con un monogramma. Quand’anche il monogramma fu consumato dall’uso, i segreti della scrittura erano ormai stati lungamente obliati dal nostro popolo. Nuovi simboli occulti fanno da allora le veci del Re, simboli che nessuno può decifrare, salvo il suo fautore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi la capitale è un informe groviglio di macerie: i suoi palazzi sono rovine, le sue strade, fogne a cielo aperto in cui lo sterco ed il sangue si mescolano indifferentemente. La superstizione spinge ancora le guardie a trasportare le teste dei condannati fuori dalle mura in rovina, e ad impilarle frettolosamente sui cumuli millenari. Ma i corpi decapitati vengono gettati al popolo, che se li litiga violentemente per divorarli. Questi miserabili, divorati dalla fame e dalle pestilenze, attendono il momento del loro giudizio in disperate ed incessanti orge di storpi. Richiamati dalle guardie, si trascinano attraverso le vie, che sono strade e fogne e lazzaretto, come cani con una gamba sola. Qualora vengano assolti dal giudizio della moneta, perdono la possibilità di essere processati di nuovo; molti scelgono allora il suicidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è possibile lasciare la città. Oltre le mura, per infinite miglia, la terra è morta, abbandonata e riarsa. Il cielo è divenuto oscuro, tanto che il punto in cui il sole sorge e quello in cui tramonta non sono che indistinti ed ipotetici rossori oltre nuvole che hanno dimenticato altro colore che quello del lutto. Selve nerissime divorano le antiche piantagioni, i fiumi straripano in paludi mefitiche, la gramigna, dove ancora cresce, scalza le pietre dalle strade deserte. Delle città non restano che pochi cumuli di sassi anneriti dalla fiamma, covi di lupi tanto famelici quanto deperiti per l’assenza di prede. I barbari hanno smesso da tempo di saccheggiare le terre oltre il confine, perché non c’è più nulla di cui fare incetta. Zolle di terra gelida e nera e senza frutto si stendono a perdita d’occhio, tempestate di teschi o di pietre taglienti. Benché i cancelli del regno siano stati scalzati e le torri di guardia rase al suolo, nessuno osa più varcare i confini. Se un viandante osasse addentrarsi nel regno, se anche non morisse per fame o per sete, lo ucciderebbe il silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presto anche gli ultimi abitanti della capitale saranno giudicati e giustiziati. Si smetterà, allora, perfino l’uso di seppellire le teste in fosse comuni, perché non si conteranno più abbastanza braccia nemmeno per questo. Infine, un reggente ancora in fasce ed un vecchio sacerdote rimarranno gli unici esseri viventi. Il sacerdote tirerà la moneta per il bambino e per sé, ma a quel punto, che il giudizio sia di grazia o di condanna, non farà alcuna differenza. Anch’essi sono destinati a morire, e con la loro scomparsa, il regno sarà finalmente mondato dalla pazzia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-1147204834827334884?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/1147204834827334884/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=1147204834827334884' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1147204834827334884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1147204834827334884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/04/racconti-macabri-la-moneta-la-chimera.html' title='Racconti Macabri: la Moneta, la Chimera, la Morte'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SdSd0XYUaXI/AAAAAAAAANo/MS4CKhlOicI/s72-c/1e67a7f1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-4284330759704276083</id><published>2009-03-27T14:34:00.002+01:00</published><updated>2009-03-27T14:37:50.919+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Saxophone Street Blues'/><title type='text'>Saxophone Street Blues su Società dei Poeti Morti</title><content type='html'>Ringraziamo Penelope Silver, che ha recensito &lt;a href="http://www.lasvegasedizioni.com/scheda_libro2.htm"&gt;Saxophone Street Blues&lt;/a&gt; sul blog &lt;a href="http://societadeipoetimorti.blogspot.com/2009/03/saxophone-street-blues.html"&gt;Società dei Poeti Morti&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-4284330759704276083?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/4284330759704276083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=4284330759704276083' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/4284330759704276083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/4284330759704276083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/03/saxophone-street-blues-su-societa-dei.html' title='Saxophone Street Blues su Società dei Poeti Morti'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-5599080011347441212</id><published>2009-03-26T17:02:00.007+01:00</published><updated>2009-03-26T18:26:05.966+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti Macabri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Racconti Macabri: Mistificazioni e menzogne attorno a un diamante su un teschio di platino</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Su &lt;a href="http://www.websitehorror.com"&gt;Website Horror&lt;/a&gt;, un nuovo racconto macabro di Hector Luis Belial.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/Scu6L9zc4AI/AAAAAAAAANg/wUdfGsCiDEk/s1600-h/hirstskull2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 298px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/Scu6L9zc4AI/AAAAAAAAANg/wUdfGsCiDEk/s320/hirstskull2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317548499772694530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non ha più alcun senso parlare di For the Love of God. Il teschio coperto di platino e diamanti ha già contato i suoi ammiratori e detrattori. Schierarsi con gli uni piuttosto che con gli altri, ormai, significa scegliere tra l’ingenuità più pretenziosa ed una banalità che sfiora il paradosso. Quanto a chi si astiene, lo fa meno per ignoranza che per sdegno.&lt;br /&gt;Del resto, ogni controversia etica, estetica ed economica legata a ideazione, finanziamento, lottizzazione e incanto dell’opera è già stata discussa fino alla noia. Il mondo ha avuto modo di sbadigliare a morte per l’unico eccesso che può veramente uccidere un’opera votata all’esubero: quello di notorietà.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.websitehorror.com/index.php?content=website_horror&amp;id=35;"&gt;[Continua a leggere]&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-5599080011347441212?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/5599080011347441212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=5599080011347441212' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5599080011347441212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5599080011347441212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/03/racconti-macabri-mistificazioni-e.html' title='Racconti Macabri: Mistificazioni e menzogne attorno a un diamante su un teschio di platino'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/Scu6L9zc4AI/AAAAAAAAANg/wUdfGsCiDEk/s72-c/hirstskull2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-5109330264028410628</id><published>2009-03-21T18:18:00.008+01:00</published><updated>2009-04-05T15:37:18.410+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti Macabri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Racconti Macabri: Il Regno a Venire</title><content type='html'>&lt;em&gt;Prosegue, del tutto impunemente, l'unico appuntamento al quale nessuno di noi potrà tardare...&lt;/em&gt; &lt;a href="http://www.divshare.com/download/7018612-ebd"&gt;[Pdf]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nicksherman.com/design/valentinesFiesta/saucyServingWenches.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://www.nicksherman.com/design/valentinesFiesta/saucyServingWenches.gif" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Accadde – fatto inconsulto nell’Italia contemporanea – che la nota soubrette s’innamorasse di un morto. La coppia destò il prevedibile scandaletto e diede un po’ di lavoro alle mai inflazionate malelingue. Non saremo certo noi, comunque, a parlar male di un morto. Anzi va detto, né mancò di notarlo la stampa mondana più accorta, che si trattava di un cadavere di tutto rispetto. D’impeccabile eleganza, dalla &lt;br /&gt;prestanza statuaria (pur nei limiti del suo stato di conservazione), la salma si distingueva non poco dalla cricca di sportivi e palazzinari che costituivano l’usuale cerchia di accompagnatori della velina. Parco nella conversazione, la sua idiosincrasia per lo sproloquio costituiva un caso più unico che raro. Il sontuoso matrimonio fu allestito in tempi record.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, nei primi tempi, a vederlo a spasso con la giovane sposa, faceva sensazione. I paparazzi non gli davano tregua, ma egli, nella tranquillità d’animo che lo contraddistingueva, non si sottrasse mai agli obiettivi. Frustrati dall’impossibilità di coglierlo in pose che non mostrassero la massima dignità, i fotografi smisero ben presto d’inseguirlo per le strade. Nel frattempo, però, le foto della coppia in automobile avevano fatto il giro del paese, riportando in voga un tipo di vettura – il carro funebre – solitamente poco apprezzata fuori dalla cerchia degli addetti ai lavori. L’autofunebre (specie se di fabbricazione tedesca) divenne, per qualche tempo, più popolare del SUV. Dapprima status symbol del bel mondo, non mancò di affascinare anche le casalinghe, le quali scoprirono, nell’ampio bagagliaio, un incomparabile aiuto nelle compere di tutti i giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, inevitabilmente, si iniziò a vedere nell’inedita coppia qualcosa di raccapricciante, ovvero il cattivo gusto della velina. La quale, nella sua usuale frivolezza, insisteva nel voler trascinare il dignitosissimo morto in ambienti ch’egli non poteva non sentire alieni: il club di grido, la boutique di Gucci, la beauty farm (le cui lampade regolarmente fallivano nel risuscitarne il colorito), il ponte dello yacht dell’amico, e via dicendo. Per la verità, tutti si erano ormai resi conto che l’impeccabile contegno del defunto era del tutto incompatibile con quello, banalmente sciatto, della ballerina. Si malignò molto sul fatto che, tra le molte virtù del marito, ella non apprezzasse che il rigor mortis. Il decadimento della sciacquetta, che già da mesi si dedicava a tempo pieno alla più plateale cornificazione del defunto, coincise con l’inizio della nuova stagione televisiva. &lt;br /&gt;Epurata dai palinsesti, privata anche dell’ultima colonna di giornaletto da teenager in cui lamentarsi della freddezza del marito, seguitò per qualche tempo nelle sue tresche via via più squallide – il sedicente produttore cinematografico, l’imprenditore, il salumiere, il venditore d’auto usate, l’idraulico, il testimone di Geova, la centralinista del call center della carta di credito bloccata… Fallendo nel rompere l’oblio in cui il suo nome era stato gettato, sfiorita al punto da essere rifiutata ai provini di un film porno, ottenne il divorzio dal morto e tornò a vivere dalla madre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fortuna del morto, di contro, non accennò a scemare. Anzi l’interesse per il cadavere aumentò di prestigio: dalla cronaca rosa passò a quella politica. Ma questo morto sarà di destra o di sinistra? La domanda serpeggiava in seconda serata e nei corridoi di palazzo. Astensinista, democristiano, trasformista, bipartisan – ognuno interpretò il silenzio del morto a modo suo. Su una cosa si trovarono tutti d’accordo: sembrava il leader di partito ideale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carismatico, inflessibile, più ben conservato che buon conservatore, il suo humour era esclusivamente nero. In compenso, si trattava indubitabilmente di un uomo tutto d’un pezzo. Il personaggio adatto a riportare la serietà nell’arena politica italiana. Perfino senza un profilo su Facebook o dei video su Youtube, il morto era proiettato nel futuro – il futuro di tutti! – come nessun altro. Specchio ideale dell’elettore medio, il morto fu accolto in Roma da cortei e corone di fiori. Esordì impeccabilmente al Ministero della Cultura. Non sappiamo ancora quando, ma è ormai una certezza universalmente nota: il suo governo verrà. E, presumibilmente, non avrà fine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-5109330264028410628?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/5109330264028410628/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=5109330264028410628' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5109330264028410628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5109330264028410628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/03/racconti-macabri-il-regno-venire.html' title='Racconti Macabri: Il Regno a Venire'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-3173678644680750137</id><published>2009-03-15T16:11:00.006+01:00</published><updated>2009-04-05T15:44:38.389+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti Macabri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Racconti Macabri: Simón del Desierto</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Primo racconto di una serie a sfondo macabro.&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.divshare.com/download/7018629-327"&gt;[Pdf]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://radiofreemike.com/images/7.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 455px; height: 300px;" src="http://radiofreemike.com/images/7.gif" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da quando la fama di Simón arrivò a spandersi, suo malgrado, ben oltre i confini del deserto, l’attività di stilita è passata, da inusuale stile di vita, a professione consolidata. Il vago sentiero attraverso le dune, dalle polveri raramente smosse da rade carovane, è oggi un’ampia via ben lastricata. Il viavai di mercanti e pellegrini è tale che il vento solleva cori di preghiera ed urla di banditori di bestiame, le mescola alla polvere di strada, e le trasporta attraverso il cielo per incalcolabili miglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il viandante che si trovi a passare sotto quello stesso cielo, un tempo colorato di un azzurro vuoto, ed insostenibilmente tendente all’infinito, lo troverà oggi puntellato di colonne. Pilastri di pietra, di marmo, di mattoni cotti al sole; alcune colonne sfoggiano scanalature e capitelli corinzi, altre sono semplicemente imbiancate, molte rimangono orgogliosamente al grezzo. Le più alte svettano contro il sole per diversi cubiti, benché le più antiche non superino la statura di un uomo che di poche teste. Le colonne più fastose giungono come doni dai miracolati di famiglie abbienti, le più frugali consistono spesso d’un tronco spoglio, piantato nel terreno, con una minuscola pedana fissata alla sommità. Alcuni pellegrini giurano che almeno sette di queste colonne sono alberi maestri di antichi velieri; come, dal mare, siano giunte al cuore ardente del deserto, è solo uno dei misteri che fa la fortuna degli stiliti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sopra ogni colonna, naturalmente, vi è un uomo. Il mondo dello stilita è ridotto ad una pedana sollevata da terra, spazio vagamente sufficiente per il suo solo corpo, e che gli fa da letto, cesso e pulpito. Lo stilita non ha mai un tetto sopra la testa; il suo corpo è arso dal sole e schiaffeggiato dal vento; la sabbia gli si infila nelle pieghe delle pelle, tra i lunghi fili della barba mai rasa; è la rara pioggia, quando viene, a lavarlo. Al mattino cala il suo cesto fino a terra, con una lunga corda; vive della carità del pellegrino che lo riempie con un tozzo di pane ed una zucca d’acqua. Le carni ed il vino erano tradizionalmente rifiutati, ma col proliferare degli stiliti, si moltiplicano le usanze, e si inteneriscono le regole. Di giorno, lo stilita prega per la sua anima e per quella dei fedeli che si radunano ai suoi piedi; essi non sempre sono numerosi, e non sempre abitano i dintorni. Gli capita di fustigarsi o di imporsi penitenze dolorose, lo si vede restare in posizioni dalla scomodità impraticabile per ore, per giorni e notti, per settimane, ben al di là del limite di sopportazione conosciuto dagli uomini. Gli si attribuiscono, immancabilmente, eresie e miracoli, perché la gente è tradizionalmente disposta a credere, e tendenzialmente incline a dubitare. Ha i suoi tormenti, le sue visioni, e le sue crisi. A volte, dopo anni inflessibili di vita nel deserto, implora i passanti di alzargli una scala, piangendo e strappandosi i capelli. La gente allora si affolla ai suoi piedi, lo lascia scendere, lo lascia passare. Qualcuno gli strappa un lembo della veste, alcuni baciano i suoi piedi nudi, le piaghe sotto le ginocchia. Infine gli fanno largo, molti se ne vanno, alcuni rimangono a guardare i suoi passi malfermi, mentre scompare nel tramonto. Quale destino attenda l’eremita che lascia il suo posto, è un altro di quei misteri che alimentano la fede negli stiliti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stilita è raramente un santo, quasi mai un sacerdote, sempre più spesso un autentico peccatore. Non è infrequente, ormai, che sia un assassino o un ladro a prendere la via del deserto, e a ritirarsi sulla sommità di una colonna. Non tutti hanno accolto favorevolmente questa recente tendenza; tuttavia, il diritto di predicare non è mai stato precluso ad un peccatore. Quanto alla possibilità di essere ascoltato, si è trovato che gli stiliti dal passato torbido riscuotono la simpatia e la devozione di non pochi viandanti. Essi colorano il loro messaggio delle tinte della vita vissuta; a chi si ferma ad ascoltarli, più che ad una messa, pare a volte di assistere a una confessione. Fra loro, non è mistero, si contano anche dei cialtroni, banditi scampati alla forca grazie allo stratagemma della colonna; essi fingono il digiuno di giorno, ma non appena cala la notte, ecco arrivare le orde di sghignazzanti compagni di rapine. L’aria si riempie di echi di spari nell’aria e nitriti agonizzanti di cavalli spronati a sangue, che stramazzano ai piedi della colonna. Là i fuorilegge appiccano dei falò, estraggono chitarre e fiaschi di vino, cantano e s’ingozzano per tutta la notte. Il loro compagno, dall’alto della colonna, partecipa ai festeggiamenti come può: cala frettolosamente il cestello, che i compari non lesinano di caricare di carne di porco, e vino a volontà. Ma nonostante queste consolazioni, questi derelitti si stancano presto della vita d’eremitaggio. I finti stiliti, generalmente, non durano molto come predicatori, e a meno che non sorprendano, nei momenti di solitudine, almeno un briciolo di vocazione, e si danno ben presto alla macchia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gran crescita del numero di colonne ha portato, paradossalmente, alla formazione di confraternite di stiliti. Il sodalizio tra uomini che, per forza di cose, non solo non condividono lo stesso pane sotto i denti, ma nemmeno lo stesso suolo sotto i piedi, non può che avere una natura puramente spirituale, e risolversi in una condivisione di vedute e toni di predicazione. Questi ordini di uomini solitari contano sempre un numero esiguo d’iscritti; però si può immaginare che, un giorno, i maggiori tra essi diventeranno numerosi ed influenti, e conteranno colonne e proseliti nei deserti di tutto il mondo, rispettando rituali e tradizioni comuni. Per ora, è rimasto celebre il caso di quei tre stiliti i quali, dopo anni di vicinato nell’eremitaggio, si erano fatti costruire tre colonne identiche, vicine ed allineate tra loro. Essi erano noti semplicemente come “i tre”, e si narra delle loro predicazioni a più voci, non di rado spettacolari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tempi stanno rapidamente cambiando, e nemmeno il deserto rimane uguale a se stesso. Si aprono chioschi e si piantano tende. I mercanti sostano, a poche iarde dalle colonne, per far riposare uomini e bestie, ed è allora che notizie, persone e merci si mescolano tra loro e cambiano per sempre. Vi sono, ogni giorno che passa, più stiliti, più fedeli e più merci, in un circolo di interessi tanto vasto e variegato che ormai di rado viene definito vizioso. Cosa porterà il domani, non ci è dato vederlo. Avremo probabilmente stiliti di sesso femminile, occorrenza che non si è ancora registrata. Magari il numero di colonne crescerà al punto da ricoprire l’intero manto del deserto, ed il pellegrinaggio verso gli stiliti arriverà a coinvolgere l’intero popolo. Le terre desolate, allora, saranno largamente abitate, mentre le città, abbandonate, cadranno in rovina. Il nostro popolo smetterà di coltivare i campi e di costruire ferrovie, e le poche navi entreranno nei diroccati porti solo per far scendere i pellegrini giunti dall’altra parte del mare. La gente imparerà dai nomadi i costumi dell’apolide, e vagherà per le sabbie per molti secoli. Ad un uomo che si affaccia alla vita, non si porranno che due destini: la predicazione, o la diaspora. Per bocca dei suoi innumerevoli profeti, perfino Dio si farà molteplice e pellegrino, e la ricerca delle sue tracce, interminabile, coinvolgerà infine ogni nazione. &lt;br /&gt;Per il momento, il nuovo corso dello stilitismo conta, naturalmente, innumerevoli detrattori. La chiesa romana, innanzitutto, non ha visto di buon occhio il proliferare di predicatori eterodossi. Tuttavia, finora, non è veramente riuscita ad arginare il fenomeno. Alcuni sospettano la presenza, tra i viandanti, di osservatori vaticani mandati in segreto nel deserto. Essi, osservatori discreti, censiscono continuamente il numero degli stiliti, stendono liste di eresie presunte, in ordine di gravità, e le consegnano a Roma tramite messi mascherati e rapidissimi. Questi inquisitori in incognito si dice siano abilissimi nell’orientare le quotidiane folle di fedeli verso questo o quello stilita, di fare, con un pugno di parole, la fortuna di un predicatore e la disdetta di un altro. Sarebbero dunque loro i maggiori inventori di prodigi, i manipolatori occulti della lotta di potere più lontana dall’urbanità che la storia dell’uomo ricordi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche molti mistici ed eremiti hanno ormai orrore delle colonne, che dicono divenute incompatibili col ritiro spirituale. Essi si domandano, infatti, se questi nuovi stiliti cerchino il contatto col divino meno di un piedistallo per parlare alle folle. Il derelitto, l’emarginato, il criminale; colui che non ha mai ricevuto un briciolo d’amore dalla gente, che è stato bandito dalla società e braccato dalla legge, guadagna oggi, nella colonna, un pulpito gratuito, e si vede finalmente attorniato da folle, per quando esigue, finalmente disposte ad ascoltare le sue parole, ad amarlo, ad adorarlo, perfino. Per reazione, gli eremiti più ortodossi, oggi, evitano le colonne come la peste; piuttosto, si addentrano per giorni nei più ignoti anfratti della terra, portando con sé un numero d’assi di legno e di chiodi che sarebbero insufficienti per la costruzione di una bara. Essi non iniziano a scavare la propria fossa prima di aver raggiunto l’assoluta certezza di trovarsi a miglia e miglia dal più flebile odore d’umanità. La fossa non è mai più larga né lunga di pochi cubiti, e le assi servono a sostegno del soffitto, di rado abbastanza alto da permettere a un uomo di alzarsi in piedi; è dotata di un unico ingresso, rigorosamente nascosto da un cespuglio, da pietre, da teschi bovini. Terminata l’edificazione delle buche, gli eremiti vi si ritirano definitivamente. Così essi siedono nel ventre del nulla, mormorano le loro preghiere all’oscurità. Non ricevono elemosina alcuna, né l’accetterebbero, nemmeno se un viandante, per pura ventura, scoperchiasse uno dei loro nascondigli. Muoiono d’inedia e consunzione, nella più ricercata indifferenza degli uomini; e non manca chi maligna sulla loro sfiducia nel prossimo, tanto radicale che, al pari dei condannati al patibolo, si preoccupano di scavarsi la fossa da soli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli scettici sbagliano, tuttavia, quando sostengono che l’ormai caotico culto degli stiliti abbia dimenticato il silenzio ed il distacco dal mondo. Fra tante colonne, la più frequentata, la più ricca di devoti, quella alla quale si attribuiscono i miracoli più numerosi e stupefacenti, rimane costantemente muta. Né canti né predicazioni si levano da quel pilastro. Perché appartiene a Simón, e Simón è morto vent’anni fa. Il suo teschio, fissato alla sommità di un palo in cima alla colonna, continua a gettare il suo sguardo portentoso e severo sopra i fedeli prostrati e muti. Quelle orbite vuote, in fondo, non appaiono meno luminose degli iridi del mistico più febbricitante, in quanto uno stilita rimane, in primo luogo, un uomo che ha deliberatamente abbandonato il mondo dei vivi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-3173678644680750137?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/3173678644680750137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=3173678644680750137' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3173678644680750137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3173678644680750137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/03/racconti-macabri-simon-del-desierto.html' title='Racconti Macabri: Simón del Desierto'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-4503217618733079416</id><published>2009-03-07T15:45:00.010+01:00</published><updated>2009-04-05T15:40:50.687+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Racconti: La Teoria del Caos</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Un nuovo racconto di Hector Luis Belial. Notturno, inedito, post-paranoico.&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.divshare.com/download/7018622-ca1"&gt;[Pdf]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SbKLLBeWLRI/AAAAAAAAANQ/1sODtRDK4Tw/s1600-h/Hector+Belial.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 292px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SbKLLBeWLRI/AAAAAAAAANQ/1sODtRDK4Tw/s320/Hector+Belial.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5310459932113775890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Semplificando al massimo, possiamo considerare “postmoderna” l’incredulità nei confronti delle metanarrazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;J.F. Lyotard &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel film che ho visto – quello degli uomini arancioni e dei motorini rubati – il protagonista si sveglia nel cuore della notte per un rendez-vous: vuole raggiungere un bar in cui non ha mai messo piede per incontrare una donna che non ha mai visto. Assistiamo ad alcune scene abbastanza oscure, con dettagli di mani e piedi nudi, riflessi di neon su piastrelle polverose, ed altri particolari indistinguibili per via del buio pressoché totale. Come se non bastasse, l’intera sequenza è girata a mano, con oscillamenti eccessivi e voluti. Ecco, io credo che con tutto questo, il regista intendesse illustrare l’alienazione del protagonista nel momento del proprio risveglio: la sua stanza non appare come un insieme di forme e colori familiari, ma al massimo con le gelide dimensioni del pavimento sotto i piedi e della sottile granulosità della vernice sulle pareti sotto i polpastrelli. Tuttavia, c’è chi leggerebbe la scena come accozzaglia di inquadrature casuali, e non so fino a che punto potrei contestare questa interpretazione. In effetti, la mia passione per film di questo genere ha incrinato, in passato, diverse amicizie e compromesso almeno un paio di rapporti sentimentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque sia, tutto diventa più chiaro quando il protagonista accende la luce sopra lo specchio del bagno, cosicché noi possiamo finalmente distinguere sia i contorni del suo volto che quelli, non meno dubbiosi, della sua stanza da bagno. Questo accade al trentatreesimo minuto del film. Nei trentadue minuti precedenti, il regista e gli sceneggiatori si sono già dati da fare per presentarci il personaggio, con cui auspicabilmente ci siamo già identificati, per mezzo di immagini eloquenti ed evocative. Sappiamo (ci è stato mostrato, non detto!) che il protagonista ha un nome (Paul), un amico obeso (Bob), ed una fidanzata (Tina). Ci siamo anche resi conto dell’abissale mancanza di fantasia degli sceneggiatori nel battezzare i personaggi. &lt;br /&gt;Insomma, quando arriviamo a vederlo davanti allo specchio, con le labbra contorte come per un saporaccio nella bocca, e le dita sulle tempie e poi sulle palpebre come per un’emicrania epocale, possiamo praticamente dire di conoscere Paul, la sua vita sconclusionata e caotica, la sua condizione esistenziale di pesce fuor d’acqua – acqua che non si sa bene dove o quando sia. Il prolungato primo piano ci dà anche l’opportunità di leggere i due adesivi che Paul ha incollato sullo specchio: uno dice “è pericoloso sporgersi all’interno”, l’altro: “C’est pas moi!”. Sappiamo anche che Paul nutre grandi aspettative per questa notte, alimentate da un dialogo in cui Bob (personaggio, per la verità, del tutto bidimensionabile ed ascrivibile allo stereotipo del nerd arrapatissimo il cui unico rapporto con l’altro sesso si consuma sulle pagine di siti internet dai nomi fortemente evocativi) ha veemente sostenuto come la misteriosa donna con cui Paul ha appuntamento sia oggettivamente una gran fica. Allo stesso tempo, e non so se considerarla una falla o un pregio della sceneggiatura, tendiamo a far nostri i dubbi che animano Paul, il quale non ha alcuna esperienza di appuntamenti al buio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La motivazione che muove il personaggio ha ovviamente a che fare con il suo rapporto con Tina, e questo ci viene chiarito fin da una delle prime sequenze del film. Paul e Tina conversano su un motorino in corsa. La ragazza, attraente senza essere vistosa, è appena uscita dal lavoro. Paul lancia il mezzo in un forsennato slalom nel traffico, dando fiato al clacson e bruciando i semafori, lei lo rimproverava strillandogli nelle orecchie e colpendolo alla schiena, ma mai troppo forte. La ragazza lamenta poi le cattive condizioni del mezzo. Suggerisce al fidanzato, con una veemenza che suona d’abitudine, di trovarsi un lavoro e di cambiare quel vecchio catorcio. Al che la macchina da presa indugia su ogni ammaccatura sulla carrozzeria di plastica nera, su ogni crepa e rigatura, sul posto vuoto lasciato dallo specchietto destro. Paul commenta ciascuno di questi danni con la commossa memoria di come l’ha procurato, nel corso di sette anni, rivelando un grande attaccamento alle due ruote che si portava dietro dall’adolescenza. Ci rimane l’impressione che Tina sia troppo carina, premurosa e perbene per risultare soddisfacente in una come quella di Paul; una vita coperta di ruggine e graffi, ma che si tiene alla larga da autolavaggi e carrozzieri. E che, a dispetto di tutti, continua a funzionare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie a Dio, dopo questa mezz’ora paurosamente convenzionale, il film assume il tono che piace a me: quello allucinante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti quando Paul scende per strada dopo una lavata sommaria – molto sommaria – quando si chiude alle spalle la porta del condominio, e lancia uno sguardo poco convinto alla via deserta, al suo fedele scooter, legato con un catenaccio rugginoso al palo d’acciaio che sostiene il cartello “divieto di sosta”…  rimane con lo sguardo fisso, le mani immobili, mentre la sigaretta gli si consuma tra indice e medio. Esplora, con gli occhi, tutti i difetti della carrozzeria, ritrovandoli mirabilmente al loro posto. Arriva, perfino, a frugarsi nervosamente nelle tasche, ad infilare la chiave nella toppa della sella del motorino, che si spalanca, rivelando i due caschi che gli sono familiari. Eppure qualcosa non va – l’attore protagonista è grande nel disegnarsi quest’espressione di incredulo dubbio sulla faccia, espressione che è un po’ il correlativo oggettivo dell’intera vicenda narrata nel film. Lo scooter è diventato verde. Voglio dire, è sempre stato nero, e noi lo sappiamo, l’abbiamo visto nero in tutte le scene precedenti. Ma ora, pur essendo a tutti gli effetti lo stesso motorino, è diventato verde. British racing green, per la verità. E non è come se qualcuno avesse sommariamente spruzzato del colore con delle bombolette di vernice, anzi. Per accertarsene, Paul arriva ad un gesto che evidentemente gli costa molto: estratta la chiave dalla toppa della sella, la utilizza per rigare il fianco dello scooter. L’inquadratura indugia, a questo punto, sul portachiavi in metallo argentato, raffigurante uno sghignazzante teschio con addosso un cappello da curato. Subito il dettaglio si sposta sulla nuova ferita della plastica, che non è verde solo in superficie, ma anche in profondità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scuotendo la testa, Paul sputa a terra. Paul ci è stato presentato, finora, come un tipo, se non completamente razionale, a suo modo pragmatico. Un tipo, insomma, che non ama supporre improbabili convergenze tra i misteriosi segni bianchi sulla copertina di The Idiot (1977) e lo scioglimento dei New Order, tra i teleobiettivi preferiti da Stanley Kubrik e l’allunamento del ’69, tra l’FBI, Walt Disney e i messaggi subliminali ne La Sirenetta (1992). Un tipo, di contro, che trovandosi di fronte alla sella aperta non dimentica che il motorino, verde, nero o a pois, va pur sempre a benzina. Così non manca di svitare il tappo del serbatoio per controllare il livello del carburante secondo il tradizionale metodo che, fin dagli albori dell’umanità, ha contribuito all’incendio e all’esplosione di un numero in calcolato di veicoli a scoppio. Ovvero facendosi luce con l’accendino, avvicinando la fiamma alla bocca del serbatoio. Naturalmente, nel film, lo scooter non salta in aria e Paul non viene ricoverato con gravi ustioni al volto, anche perché di benzina, nel serbatoio, non ce n’è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Che serata di merda», commenta Paul sputando nel mezzo della strada deserta. Guarda nervosamente l’orologio, sta accumulando ritardo. Si allontana per la strada vuota, che muore in un cantiere dalle recinzioni arancioni. E’ apprezzabile, a questo punto, la scelta della fotografia: un singolo carrello in alto abbraccia Paul di spalle, la voragine dietro le palizzate del cantiere, che occupa un’intera piazzetta circolare all’incrocio tra quattro strade, e, dall’altra parte, le luci al neon di un distributore di benzina. Paul passa ai piedi di un cartello che annuncia la costruzione di un parcheggio sotterraneo. Attraversa la strettoia pedonale tra le vetrine di negozi chiusi e la recinzione; intravediamo l’entità della voragine di terra nera e cemento, una gru immobile, le fauci di una ruspa, minacciosamente quieto. Incrocia tre uomini vestiti d’arancione, e due vecchie. Arriva al distributore. Sotto la luce gialla, livida, irreale, il sorriso di un vecchio benzinaio in tuta e cappello da baseball. I pugni piantati nei fianchi, sembra stia aspettandolo proprio Paul. Senza che quest’ultimo dica niente, il vecchio inizia a colmare di carburante una tanica da cinque litri, continuando a fissarlo con un invariabile ghigno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Tenete aperto fino a tardi, eh?», domanda il nostro, un po’ sconcertato.&lt;br /&gt;«Tutto quello che deve succedere», risponde il vecchio, gli occhi nascosti dal frontino puntati sulla strada morta, «succederà stanotte.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campo totale sul distributore. Paul paga frettolosamente e se ne va con la tanica in mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripercorre la strettoia, incrociando tre vecchie e quattro uomini vestiti d’arancione. Inizia anche a piovere. Due cinesi affiggono un manifesto senza disegni, coperto d’ideogrammi, sopra una saracinesca abbassata e imbrattata di tag smunte. Paul tira dritto verso il cartello di divieto di sosta dov’era parcheggiato lo scooter, che naturalmente non c’è più. La catena, beffardamente, è ancora al suo posto. Intatta. Ma il motorino non c’è più. Paul posa la tanica a terra, rimane perfettamente immobile. Gocce di pioggia gli scendono sul viso; non sapremo mai se sta piangendo. Alla fine di toglie di tasca il pacchetto di sigarette, solo per trovarlo vuoto. Così se lo lancia dietro le spalle, mentre riprende a camminare tra l’asfalto e la pioggia. Un uomo incappucciato in una sorta di tela cerata arancione raccoglierà quello stesso pacchetto da terra, ne estrarrà una sigaretta e, la schiena contro il cartello “divieto di sosta”, se la accenderà. Secondo un espediente noto all’estetica del film noir, la luce dell’accendino rivelerà nuove ombre sul volto dello sconosciuto. Ma a quel punto, Paul sarà già troppo lontano per notarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scena successiva si svolge sottoterra. Paul è sceso in una stazione della metropolitana; anche qui c’è pochissima gente: una vecchia cinese e due uomini che sostituiscono i cartelloni pubblicitari di un deodorante con quelli di un musical indiano. Benché il musical sia indiano, il cartellone è coperto di ideogrammi cinesi. A questo punto, Paul nota che tutti i cartelloni pubblicitari sono in cinese. Lancia un’occhiata ad uno schermo al led, che recita: prossimo treno, 14 minuti. C’è tutto il tempo per una pisciata, deve dirsi Paul, perché si avvia verso i cessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due uomini muscolosi in canottiera a righe e cappello da marinaio si zittiscono improvvisamente quando Paul apre la porta della toilette. Paul nota un paio baffi neri, eccessivamente lucidi, ed un silenzio meno imbarazzato che imbarazzante. Almeno per Paul, che si riallaccia la patta, si allontana dall’urinale ed entra in un cacatoio assicurandosi di chiudere bene la porta. Minge, e la pisciata dura abbastanza perché la macchina da presa esiti sulle scritte che ricoprono i muri. Ci sono insulti e numeri di telefono. Ci sono minacce e risposte in colori diversi. Scarabocchi a tema fallico, prefissi di cellulari e telefoni fissi, come un elenco, come un insieme di riferimenti bibliografici a una biblioteca occulta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ma perché cazzo non me ne sono rimasto a letto.» si domanda Paul, tirando mentre l’acqua dello sciacquone scompare in un vortice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornato al binario, il nostro nota che il led segna ora 16 minuti al prossimo treno. «Ma che diavolo…?» Due cinesi, frattanto, infrangono con una spranga il vetro che protegge la bacheca pubblicitaria, e, con una rapidità furtiva, sostituiscono al cartellone del musical indiano un poster senza disegni, coperto di ideogrammi stampati in arancione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non appena escono di scena, il treno entra in stazione. Il led segna ora il numero zero. Le porte scorrevoli del vagone si spalancano giusto di fronte a Paul, che entra con una certa titubanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paul prende posto posando a terra la tanica di benzina. Il vagone è deserto, il pavimento, cosparso di giornali free-press. Paul ne raccoglie uno, che titola: «Emergenza ciclomotori: è boom dei furti». Paul bestemmia e volta la pagina con una rabbia annoiata. In fondo al giornale, legge l’oroscopo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Le stelle vi invitano a dedicare il vostro tempo all’amore e all’appagamento dei sensi. Affari e viaggi nascono sotto ottimi auspici.»  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Stronzate!», tuona Paul, e gira di nuovo pagina. Lo spazio culturale è principalmente occupato dalle colonne di un articolo con un vistoso errore grammaticale nel titolo: «In mostra il celebre artista pecinese». Incuriosito, Paul legge ad alta voce l’articolo, che non specifica né il nome, né il tipo d’arte praticata dal “noto artista”. In effetti, l’articolo tratta la Cina, la mostra, e l’arte in generale in termini talmente vaghi da far dubitare della benché minima familiarità dell’autore con uno qualsiasi di questi concetti. L’ambiguità dello scritto è talmente fastidiosa che Paul sta per stracciare il giornale, quando nota che l’unica foto che correda l’articolo rappresenta la cella di un carcere, il cui unico arredo è il poster di un musical indiano, ma coperto di ideogrammi cinesi. Paul allora strappa l’angolo della pagina in cui è riportato l’indirizzo della galleria d’arte in questione, se l’infila in tasca, e poi richiude il giornale. Confronta la data sulla prima pagina con quella sul quadrante del suo orologio da polso. Il quotidiano è del giorno prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paul scende ad una seconda stazione della metro. Dall’altra parte della banchina, un treno sta partendo in direzione opposta. Ma quando entrambi i treni se ne sono andati, Paul nota un terzo binario nella stazione. Non c’è una banchina per raggiungerlo, eppure sta lì, lucido, e corredato da gallerie oscure. «Scusi, dove porta quel binario?», domanda Paul ad un addetto dei trasporti. «E che ne so io», risponde l’altro, mentre smanetta con un pannello di comandi sul muro, «non può controllare sulla cartina?»&lt;br /&gt;«Ma la cartina dice che di qui passa una sola linea della metropolitana.»&lt;br /&gt;«Infatti è così.»&lt;br /&gt;«Ma allora…?»&lt;br /&gt;«Allora, se la cartina dice così, è così. E lei chi cazzo sarebbe? Come si permette di presentarsi qui, a quest’ora della notte, a porre domande che non la riguardano?» La voce è alterata, stridula, quasi un falsetto.&lt;br /&gt;«Senta, era soltanto una curiosità…» &lt;br /&gt;«Ma perché non se ne torna a casa sua, piuttosto? Ma si è visto in faccia? Lei puzza. Mi fa schifo solo a guardarla. E non mi tocchi! Non mi metta le mani addosso! Lurido pezzente! Sicurezza! Sicurezza!»&lt;br /&gt;L’eco di uomini in corsa rimbomba nel corridoio sotterraneo, sempre più vicino.&lt;br /&gt;«Lei è completamente fuori di cervello!»&lt;br /&gt;«E lei è una merda! Merda! Viene qui a fare che? Ad insegnarmi a lavorare? Il mio lavoro? Proprio lei? Parassita! Nullafacente di merda!»&lt;br /&gt;L’uomo sta per strangolare Paul, quando i due ragazzi dell’azienda di trasporti arrivano di corsa. Lo prendono per le braccia e lo trascinano via, mormorando scuse indistinguibili a proposito di nervi e turni notturni. «Si crede meglio di me? Non è nemmeno capace di pisciare dritto! Disoccupato! Checca del cazzo!» &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La testa dell’uomo è paonazza ed urlante ed abbandonata sulla spalla destra, e solo un attimo prima che scompaia, trascinata dietro una porta riservata al personale, Paul riesce a distinguervi un inquietante strabismo, e peggio, un paio di baffi neri ed eccessivamente lucidi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paul cammina per una strada buia, la tanica di benzina nella mano destra. A tratti, con l’indifferenza del lampo, fari di automobili passano e scompaiono nella notte. I marciapiedi sono puntellati simmetricamente di paletti d’acciaio. Ai paletti sono legate catene, alle catene, lucchetti serrati e intatti. Ma nessun motorino. Neanche un singolo scooter.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paul gira l’angolo; s’imbatte in una camionetta dai colori militari, attorno alla quale un crocchio di quattro frati francescani sta fumando e sghignazzando.&lt;br /&gt;«Scusate, fratelli, non avreste una sigaretta?»&lt;br /&gt;«Ma certo, figliuolo; prendi un’Abbazia Strong!» Al che la macchina da presa inquadra il frate con la luce circolare di un lampione dietro la tonsura, mentre solleva il pacchetto di fronte a Paul in un gesto che sa tanto di eucarestia quanto di televendita. L’obiettivo stringe quindi su una delle immagini a mio avviso più significative dell’intera pellicola: il pacchetto di Abbazia Strong. La confezione color crema è decorata dal ritratto di un francescano in sandali e saio, confortevolmente bonario nella sua pinguedine, che solleva indice e medio della mano destra in un benevolo saluto, mentre con la sinistra distribuisce, a mo’ di corpus Christi, sigarelli artigianali a tre fanciulli festanti. Sotto l’illustrazione, anziché le solite avvertenze tipo “Il Fumo Uccide” o “Fumare Causa lo Scioglimento dei Ghiacci”, il pacchetto ammonisce: “Ama la Vergine Maria!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Le piace la sigaretta?» domanda il frate a Paul.&lt;br /&gt;«Ah, certo… veramente io pensavo che… beh, insomma, voi…» &lt;br /&gt;«Che ai servi di Dio fosse proibito il sapore del tabacco?» E scoppia una clericale risata.&lt;br /&gt;«E’ un errore teologico assai comune», interviene un fraticello più giovane, «ma in fondo, non renderemmo un buon servigio al Signore discriminando il tabacco dagli altri verdeggianti frutti che Egli ha tanto generosamente distribuito sulla terra…» &lt;br /&gt;«Vede, fu nell’anno di Grazia MDCCLI che Fratel Nico, di ritorno da una missione nel Nuovo Mondo, sottopose al soglio pontificio un tabacco di tale pregevolezza da commuovere Sua Santità.»&lt;br /&gt;«Da allora, le sigarette Abbazia Strong hanno perpetrato l’opera di Fratel Nico, elevando il tabagismo a conforto del givinetto e a veicolo lodevole della Parola.»&lt;br /&gt;«Le vie del Signore sono infinite.», aggiunge il quarto frate, che non ha aperto bocca fino a quel momento. &lt;br /&gt;«Usate le sigarette per convertire nuovi fedeli!?»&lt;br /&gt;«Soprattutto nelle Afriche, caro giovanotto. Pensate che vi sono villaggi, laggiù, in cui i bambini non hanno mai visto un pacchetto di sigarette!»&lt;br /&gt;«Terribile.»&lt;br /&gt;«Altroché. D’altronde, in quei luoghi remoti, la scoperta del fuoco è talmente recente che è facile acquistare una miniera di diamanti, quando si è disposti a scambiarla con un accendino nuovo.»&lt;br /&gt;«E lei, giovanotto, non vorrebbe donare qualcosa a questa povera nigrizia, che si consuma di fame sotto il sole ardente?»&lt;br /&gt;«Beh, io…» &lt;br /&gt;«Quella tanica, ad esempio. Non contiene forse del carburante?»&lt;br /&gt;«Sì, padre.»&lt;br /&gt;«E allora, suvvia, fratello mio, ne versi il contenuto nel nostro serbatoio, poiché lunga è la strada che conduce al regno dei Cieli, e noi non siamo che pellegrini di passaggio.»&lt;br /&gt;«E questo sarebbe il vostro pulmino parrocchiale?», domanda Paul fissando l’enorme mezzo mimetico.&lt;br /&gt;«Le vie del signore sono infinite», ripete il quarto frate, mentre si cura i denti con la punta di un coltello a serramanico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con una scrollata di spalle, Paul vuota la tanica nel serbatoio del fuoristrada militare. «Ad ogni modo», mormora tra sé e sé, «questa benzina non mi serve più a niente. E quella sigaretta era davvero buona».&lt;br /&gt;«Padre», chiede infine Paul al frate più anziano, mentre gli altri prendono posto in vettura, «le capita mai di vedere… segni? Segni che le sono messi davanti agli occhi. A cui non riesce a dare un senso.»&lt;br /&gt;«Caro figliolo», risponde il sacerdote, una mano sulla spalla di Paul, «i segni sono dappertutto. Basta saperli vedere.»&lt;br /&gt;«Ma che cosa rappresentano, padre? Cosa significano?» &lt;br /&gt;«I segni sono infiniti, ragazzo, e misteriosi. Ma il significato, il significato ultimo, è uno soltanto.» Ed indica il cielo muto sopra la città.&lt;br /&gt;«E’ come se stesse accadendo qualcosa, Padre. Qualcosa di grosso, proprio attorno a noi. E’ qui ed ora, e non ho la minima idea di che cazzo sia.»&lt;br /&gt;«E ti spaventa, non è così? Abbi fede, figliolo. La fede è la risposta, e l’unica alternativa alla paura.» Il frate mette in moto il mezzo e passa un biglietto da visita a Paul attraverso il finestrino abbassato. «Ora devo andare, Paul. Ma prendi questo; se avrai ancora dubbi, vienici a trovare. Troverai la porta aperta.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Preti!», mormora Paul mentre la targa dell’esercito scompare nell’oscurità. «Sempre pronti a seppellirti di stronzate!» Poi lancia un’occhiata al bigliettino da visita. E’ coperto di ideogrammi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paul lo straccia, e riprende a camminare. Sirene di vigili del fuoco in lontananza. Un vociare indistinto. Poi, l’inconfondibile odore di bruciato. Dopo alcuni passi, viene travolto da una dozzina di uomini vestiti d’arancione, che lo investono nella loro corsa, lasciandolo a terra, e scomparendo all’orizzonte. Paul si rialza, si spolvera, raccoglie la tanica di plastica ormai vuota. Girato l’angolo, vede il capannello di curiosi, i getti poderosi degli idranti, le fiamme che salgono da una vetrina infranta, fino a lambire un’insegna già mezza carbonizzata, che dice: “la Grande Muraglia”. Paul rovista nelle tasche fin che non emerge un lembo strappato di carta di giornale. Confronta l’indirizzo sul pezzo di carta con quello della “Grande Muraglia”. Corrispondono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Senta, ma quel posto… quello che sta andando a fuoco… non era per caso una galleria d’arte?», domanda Paul a una vecchietta di passaggio.&lt;br /&gt;«Arte? Nossignore. Quella era una motofficina. Altro che arte! Dio solo sa che affaracci organizzavano quei cinesi, là dentro.» &lt;br /&gt;«Una motofficina di cinesi!? Con quel nome? Ma è proprio sicura, signora?» &lt;br /&gt;«Senta, giovanotto, abito qui da cinquantatre anni, e perdiana, conosco la gente che gira da queste parti. A lei, ad esempio, non l’ho mai vista. Che ci fa da queste parti? E che diavolo ha in mano? Una tanica!? Criminale! Polizia! POLIZIA!»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto del film, il regista ha voluto inserire una scena – una caduta di stile, secondo me – in cui Paul viene inseguito da una banda di cinesi inferociti, armati di spranghe, fiaccole, e perfino qualche forcone. E’ una classica sequenza slapstick che vanta innumerevoli precedenti, ma nella fattispecie, non mi pare faccia così ridere. Anche perché, naturalmente, per quando Paul corra a gambe levate, non riesce ad evitare di buscarle. Piuttosto inspiegabilmente, il linciaggio gli viene risparmiato. I cinesi si limitano a spaccargli la faccia, e ad un tratto, senza alcuna ragione apparente, lo abbandonano sanguinante in un vicolo, disperdendosi nel più perfetto silenzio. Vediamo alcuni di loro calarsi in un tombino, un paio si arrampicano su un lampione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella scena successiva, Paul, ridotto ad una maschera di sangue, entra nel bar in cui aveva appuntamento con la donna. Le luci sono quasi tutte spente. Il locale è completamente vuoto, fatta eccezione per il barman con un occhio di vetro ed un unico cliente, seduto al bancone. Tra i due sta quella che appare come una statuetta di bronzo, ma non appena Paul mette piede nel pub, il barman la copre di scatto con un sacchetto di juta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«E lei che vuole?», domanda a Paul.&lt;br /&gt;«Ho appuntamento con una donna», risponde lui.&lt;br /&gt;«Qui non c’è nessuna donna, come può vedere. Ed anche se ci fosse, se la darebbe a gambe a vederla conciata così.»&lt;br /&gt;«Senta, è stata davvero una nottata di merda. Mi lasci almeno dare una sciacquata nel bagno, e poi me ne andrò.»&lt;br /&gt;«D’accordo. Ma veda di non sporcare tutto di sangue. Quel cesso è già un bel merdaio per conto suo.»&lt;br /&gt;«Gentilissimo.» risponde Paul.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre si sciacqua il volto tumefatto, il nostro sente il barman e l’unico cliente contrattare su un prezzo, apparentemente piuttosto alto. Quando esce dal bagno, l’oggetto sul bancone è scomparso, ed il barman appare più rilassato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Beh, addio allora.», lo saluta Paul.&lt;br /&gt;«No, ehi, amico, perché non ti siedi un attimo? Prendi un bicchiere, offre la casa. Magari la tua amichetta arriverà tra un po’.» &lt;br /&gt;«Magari se n’è già andata da un pezzo.»&lt;br /&gt;«Questo no davvero. Sono stato qui tutta la sera. Se entrava una donna senza compagnia, sta sicuro che la notavo. Avanti, prendi una sedia.»&lt;br /&gt;«E va bene.» &lt;br /&gt;«Ma che ti è successo?», domanda l’altro cliente, la voce stridula, il volto celato dall’oscurità.&lt;br /&gt;«Beh, se proprio lo vuoi sapere, una banda di cinesi mi ha inseguito e picchiato a sangue. Mi hanno preso per un piromane.»&lt;br /&gt;«Maledetti musi gialli! Non vuoi chiamare la polizia?»  &lt;br /&gt;«Ha! Credo mi sbatterebbero subito al fresco.»&lt;br /&gt;«E perché?» &lt;br /&gt;«Ora ascoltami bene, amico. Io non so che cazzo mi stia succedendo, questa notte. Tutto quello che volevo era incontrare questa donna, che tra l’altro non conosco affatto. Pensavo di cogliere l’occasione, bere qualcosa con lei, e poi chissà. Ma mi hanno fregato il motorino. E prima di questo l’avevo visto cambiare colore. Quindi ho preso la metro, e un finocchio vestito da marinaio mi ha seguito, non so come diavolo abbia fatto, forse con una linea segreta della metropolitana, fatto sta che quando sono sceso dal treno era già là, travestito da ferroviere. E come se non bastasse, ho incrociato preti con un camion dell’esercito, e sigarette cattoliche, ed ideogrammi e poster di musical cinesi, anzi, indiani… ed infine mi hanno anche menato! Lo so, lo so, sembra ridicolo anche a me. Ad ogni modo, l’ultima cosa che intendo fare, ora, è andare a chiacchierare con gli sbirri. Mi sbatterebbero al fresco per vagabondaggio, come minimo, o in manicomio.»&lt;br /&gt;«E farebbero bene.», commenta l’altro avventore. «Dimmi, da quanto tempo soffri di paranoia?»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paul, a questo punto, fissa il fondo del bicchiere, ma rimane completamente calmo. «Paranoia? No davvero. Non io, per lo meno.»&lt;br /&gt;«E perché no? Eppure questa città ci offre un sacco di spunti per una teoria del complotto. Abbiamo telecamere, ora, con la scusa del traffico e delle banche. Obiettivi puntate sulle strade, agli ingressi della metropolitana, 24 ore al giorno; abbiamo autobus con la scatola nera, e sbirri in tenuta antisommossa anche quando non sta succedendo niente. Vigili urbani a cavallo, certo, ed intercettazioni telefoniche, impronte lasciate dal bancomat e dal gsm su circuiti elettronici perfettamente tracciabili. C’è il gergo non così segreto dei politici corrotti e quello, ancora più incomprensibile, degli indici di borsa. E ci sono questi giornalini stampati male e scritti peggio, ci seppelliscono, e titolano con negri che stuprano dodicenni e coreani che evadono le tasse e mafiosi che sparano col mitra dalla finestra del carcere ammazzando i poveri stronzi che camminano per strada.»&lt;br /&gt;«E’ vero», risponde Paul, «la paranoia è ampiamente pubblicizzata. Ci sono spot in cui la fanno vedere, è una stanza confortevole in cui puoi rinchiuderti, è soffice e ovattata e fatta su misura per te, esattamente come una tomba. Ci sono ditte specializzate che per un modico prezzo mensile ti costruiscono attorno la tua personale teoria del complotto.»&lt;br /&gt;«La paranoia semplifica la vita», aggiunge il barman scrutando la strada deserta in uno schermo da dieci pollici in bianco e nero, «perché riduce la complessità dell’universo. Ogni evento, anche il più complesso, diventa lineare, e tutte le linee convergono verso un unico punto: il buco del tuo culo.»&lt;br /&gt;«Riesci sempre a volgarizzare tutto, tu!», si indigna il cliente dalla voce stridula. «Tutto si riduce a buttarlo nel culo e a cercare di non prenderlo.»&lt;br /&gt;«Perché, che altro c’è, oltre a questo?»  &lt;br /&gt;«Ci siamo Noi, ci sono Loro, e c’è una lotta che va ben al di là della tua sopravvivenza, della tua integrità anale, coinvolge ogni aspetto della tua vita organica ed intellettuale, a tutti i livelli. La paranoia non è un sottoprodotto dell’individualismo, ma la sua pietra d’angolo, lo scintillante motore della società occidentale.» &lt;br /&gt;«La paranoia», sospira Paul, «è soltanto un’altra metanarrazione.»&lt;br /&gt;«Non so che diavolo intendi dire.»&lt;br /&gt;«Che richiede fede. Non puoi nemmeno sfiorare l’idea di essere al centro di una cospirazione, senza un’incrollabile fede in te stesso.» &lt;br /&gt;«E tu non credi in te stesso?»&lt;br /&gt;«Per niente.»&lt;br /&gt;«Sporco comunista!» urla l’avventore, e getta una manciata di monetine sul bancone, mentre si infila il cappotto. «E in che cosa credi, allora?»&lt;br /&gt;«Credo che se una farfalla sbatte le ali in amazzonia e contemporaneamente un terremoto distrugge Tokio, la farfalla non è parte di una cospirazione contro il Giappone, né il terremoto è parte di una cospirazione contro la farfalla. Possiamo supporre un rapporto di causa ed effetto tra i due eventi, così come tra il furto del mio motorino e tutti quei cinesi. Ma non sappiamo il motivo di questo rapporto, non ne abbiamo la minima idea, e non arriveremo mai nemmeno vicini a sfiorarne il significato.» &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bevitore scuote la testa, si mette un cappello in testa, raccoglie da terra un sacchetto di juta, non senza un certo sforzo, ed esce dal bar, senza dire una parola. Prima che la porta sbatta alle sue spalle, Paul fa in tempo a notare i suoi baffi neri, ed eccessivamente lucidi, nel riflesso della luce della luna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«E’ davvero così che la pensi, amico?» &lt;br /&gt;«Direi di sì.», risponde Paul scolando l’ultimo sorso di brandy.&lt;br /&gt;«E allora», fa il barman con aria amichevole, «ti consiglio di non perdere altro tempo qui. Quella donna non verrà. Non sei ancora pronto per incontrarla.»   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è una certa violenza sullo spettatore, da parte del regista, nel caricare la storia di così tanta aspettativa e di troncarla deliberatamente senza dare alcuna spiegazione plausibile, per di più inserendo un dialogo tanto credibile quanto modesto. C’è un sostanziale sadismo nel voler girare un film volutamente insoddisfacente per chi lo guarda, e non credo siamo in molti ad apprezzarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, è solo poco prima di scendere nuovamente i gradini della fermata della metro, che Paul lancia finalmente uno sguardo al cielo, notando che la luna è piena, e orrendamente rossa. Ma a quel punto, gli echi dell’inarrestabile marcia dei motorini e degli uomini arancioni ha già iniziato a rimbombare tra i palazzi, a scuotere le traballanti fondamenta della città, come un cerchio che dalle baraccopoli, dai cadenti palazzoni delle periferie, si stringe verso il centro, per le strade e per i vicoli, compatto come una muraglia, nel rombo di motori a due tempi e marmitte truccate, più forte, sempre più forte…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-4503217618733079416?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/4503217618733079416/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=4503217618733079416' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/4503217618733079416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/4503217618733079416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/03/racconti-la-teoria-del-caos.html' title='Racconti: La Teoria del Caos'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SbKLLBeWLRI/AAAAAAAAANQ/1sODtRDK4Tw/s72-c/Hector+Belial.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-3424968984066397756</id><published>2009-02-18T12:43:00.004+01:00</published><updated>2009-02-18T13:01:32.456+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Altro'/><title type='text'>Belial su WebSite Horror</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SZv4irAK7wI/AAAAAAAAANI/d-hoCY49hks/s1600-h/Senza+titolo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 176px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SZv4irAK7wI/AAAAAAAAANI/d-hoCY49hks/s200/Senza+titolo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304106260701572866" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Su &lt;a href="http://www.websitehorror.com/"&gt;WebSite Horror&lt;/a&gt;, il nuovo sito di racconti horror ideato da &lt;a href="http://lamaniaperlalfabeto.splinder.com/"&gt;Marco Candida&lt;/a&gt; e prodotto da &lt;a href="http://www.intermezzieditore.it/"&gt;Intermezzi Editore&lt;/a&gt;, è possibile leggere anche delle inserzioni scritte da Belial.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-3424968984066397756?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/3424968984066397756/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=3424968984066397756' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3424968984066397756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3424968984066397756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/02/belial-su-website-horror.html' title='Belial su WebSite Horror'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SZv4irAK7wI/AAAAAAAAANI/d-hoCY49hks/s72-c/Senza+titolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-7308781321958681558</id><published>2009-02-17T13:08:00.005+01:00</published><updated>2009-02-17T17:26:13.684+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Making Movies'/><title type='text'>Making Movies: Un estratto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SZrlBsKLhQI/AAAAAAAAAM4/2y2nfAWSVCo/s1600-h/dire+straits+making+movies.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; 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Potete leggerne le &lt;a href="http://www.lasvegasedizioni.com/files/Makingmovies.pdf"&gt;prime pagine&lt;/a&gt; e ordinarlo su &lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788895744094/belial-hector-l/making-movies.html?shop=4203"&gt;ibs&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-7308781321958681558?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/7308781321958681558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=7308781321958681558' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7308781321958681558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7308781321958681558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/02/making-movies-un-estratto.html' title='Making Movies: Un estratto'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SZrlBsKLhQI/AAAAAAAAAM4/2y2nfAWSVCo/s72-c/dire+straits+making+movies.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-8876171802754651023</id><published>2009-02-07T13:40:00.006+01:00</published><updated>2009-02-07T18:52:29.219+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Making Movies'/><title type='text'>Making of Making Movies, parte II</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Seconda anticipazione di&lt;/span&gt; Making Movies, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;con alcune note sulla genesi del romanzo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SY2DYQhw6aI/AAAAAAAAAMg/PKIIvY-7l1o/s1600-h/Senza+titolo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 348px; height: 325px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SY2DYQhw6aI/AAAAAAAAAMg/PKIIvY-7l1o/s400/Senza+titolo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5300036789261625762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ripensandoci, non mi importava affatto di scrivere questo romanzo. Era l'estate del 2007, il contratto per &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Saxophone Street Blues&lt;/span&gt; era appena stato firmato, ed i progetti su cui avevo iniziato a lavorare avevano poco a vedere con il neoespressionismo, o il cinema italiano degli anni '70, o i Dire Straits, se è per questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piuttosto, inseguivo una curiosa utopia, che mi ostino a non abbandonare completamente: quella di un romanzo privo di numeri di pagina, costituito da un gran numero di brevissimi capitoli collegati da link ipertestuali, e costruito in modo che si potesse iniziare a leggerlo a partire da una pagina qualsiasi, ritrovandosi comunque a percorrere una narrazione dotata di significato. L'idea prevedeva una serie di storie i cui svolgimenti si biforcavano ed intrecciavano, e che avevano per fulcro un viaggio in metropolitana. Avevo iniziato, da un lato, ad esaminare gli esperimenti di scrittura ipertestuale degli anni ’90, ed i motivi del loro fallimento; dall’altro, ricercavo romanzi in cui gli autori fossero riusciti a fornire una modalità di lettura indipendente dall’ordine delle pagine, come lo straordinario &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Gioco del Mondo&lt;/span&gt; di Cortázar. Nel corso di diversi mesi, accumulai un gran numero di idee, schizzi, schemi e possibili modelli più o meno inaccettabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contemporaneamente iniziai ad interessarmi di scrittura cinematografica, buttando giù un abbozzo di sceneggiatura per un ipotetico spaghetti-western (idea che avrei in effetti inglobato in Making Movies, ma solo qualche mese più avanti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo, tra i vari personaggi che avevo concepito per il romanzo ipertestuale, ce n’era uno ispirato a Jean Michel Basquiat. Mi dissi che sarebbe stato interessante scrivere una sceneggiatura in cui la vita di questo pseudo-Basquiat fosse posta in parallelo con quella di Michelangelo; più che la comparazione tra i due artisti, mi interessava il contrasto tra la Firenze del Rinascimento e la decadente New York degli anni ’80, ed il ruolo dell’arte nelle due distinte epoche. Il fil rouge tra le due storie sarebbe stato una videocassetta, contenente un film sulla vita di Michelangelo, ritrovata dallo pseudo-Basquiat. L’idea mi piaceva, ma abbandonai ben presto la forma-sceneggiatura in favore di quella del romanzo, che consideravo più facilmente spendibile. Nell’autunno del 2007, accantonati i progetti ipertestuali, iniziai a lavorare su quello che sarebbe diventato &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Making Movies&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un lato, non avevo nessuna intenzione di ripetere quanto già scritto in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Saxophone Street Blues&lt;/span&gt;; dall’altro, sentivo che c’erano delle idee che potevo riprendere, ed implementare. Ad esempio, l’ambientazione urbana e notturna, che questa volta decisi di collocare, anziché in un’anonima metropoli fittizia, per le strade di New York City. Va detto che, personalmente, non ho mai visitato quella città; ma di questo m’importava poco: la città del mio romanzo non intendeva avere alcuna velleità di realismo. Piuttosto, avrebbe ripreso certe caratteristiche delle tante New York che conoscevo fin troppo bene: quelle di Taxi Driver, dei Guerrieri della Notte, di Lou Reed e Don DeLillo, di Edward Hopper, e le infinite altre New York con cui la cultura più o meno popolare mi aveva bombardato negli ultimi 21 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sviluppai nuove linee narrative, diedi forma all’intreccio ed ai vari personaggi, raccolsi le più influenze più svariate. Nella primavera del 2008, il romanzo raggiungeva la sua stesura semidefinitiva...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-8876171802754651023?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/8876171802754651023/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=8876171802754651023' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/8876171802754651023'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/8876171802754651023'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/02/making-of-making-movies-parte-ii.html' title='Making of Making Movies, parte II'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SY2DYQhw6aI/AAAAAAAAAMg/PKIIvY-7l1o/s72-c/Senza+titolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-7348567883934457573</id><published>2009-02-04T21:56:00.004+01:00</published><updated>2009-02-07T18:57:59.471+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Biografie Potenziali: Negativland</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://ubik.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/12907/Neu-Neu.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 301px; height: 298px;" src="http://ubik.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/12907/Neu-Neu.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Hector Luis Belial non nasce nel 1987. Nel 2007 non scrive &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Saxophone Street Blues&lt;/span&gt;, che non viene pubblicato, né l'anno successivo né mai, da Las Vegas Edizioni. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Making Movies&lt;/span&gt; non può in alcun modo essere il suo secondo romanzo, né se ne segnala la prossima uscita. E' impossibile che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Babel&lt;/span&gt; tratti della caduta della torre di Babele, e senza dubbio non si tratta di un racconto breve. In sostanza, ogni sospetto che Hector Luis Belial sia un giovane narratore italiano è da considerarsi privo del qualsivoglia fondamento. Non sperate di trovare maggiori informazioni su di lui sul suo blog. Non esiste. E l'indirizzo non è, né sarà mai, hectorbelial.blogspot.com. Ad ogni modo, voi non state leggendo queste righe.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-7348567883934457573?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/7348567883934457573/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=7348567883934457573' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7348567883934457573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7348567883934457573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/02/biografie-potenziali-negativland.html' title='Biografie Potenziali: Negativland'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-44960546575136744</id><published>2009-01-31T13:24:00.004+01:00</published><updated>2009-02-07T18:58:43.583+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Making Movies'/><title type='text'>Making of Making Movies, parte I</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;In occasione della prossima uscita di Making Movies, vi proponiamo una serie di anticipazioni e note sulla creazione del romanzo. La prima parte è dedicata ai &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;personaggi&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SYRDTenrNgI/AAAAAAAAAMQ/A6MDy2XoCTw/s1600-h/dire_straits.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 253px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SYRDTenrNgI/AAAAAAAAAMQ/A6MDy2XoCTw/s400/dire_straits.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297433063610594818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Making Movies&lt;/span&gt; è un libro sull’arte. Ma dal momento che l’autore è Hector Luis Belial, MM non si presenta come un trattato d’estetica, ma, piuttosto, come un romanzo di sesso, droga e violenza.&lt;br /&gt;Contrariamente a Saxophone Street Blues, un romanzo breve ottenuto per sottrazione da un’idea complessa, MM nasce dall’intreccio di una moltitudine di storie: l’ultima notte di un pittore eroinomane, il clamoroso furto di gioielli che corona la carriera di un vecchio rapinatore, un’opera rock sulla vita di Michelangelo, l’esilio volontario di un celebre regista, prima nel mondo del porno, poi nell’oltretomba…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I personaggi di MM sono tutti ritratti d’artista. Il protagonista, Marcus Jamar, è una figura ispirata alla vita di Jean Michel Basquiat. Un artista di strada diventato pittore iper-quotato, assiste inerme alla propria decadenza. L’arte è l’ossessione che brucia rapidamente la sua vita di eccessi, fino a portarlo, nella sua ultima notte, a ripercorrere la sua vita a ritroso, nell’oscurità. L’odissea urbana di Jamar è la futile collezione dei frammenti di una vita già a pezzi. E’ un viaggio senza destinazione, la fuga di un’anima destinata a non trovare rifugio nei meandri di una New York livida, surreale, essenzialmente cinematografica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il personaggio di Werner Van Der Schwan riprende invece le caratteristiche del mitico Doc Erwin Riedenschneider (Sam Jaffe), personaggio chiave in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La Giungla D’Asfalto &lt;/span&gt;(1950) di John Huston. Un meticoloso e colto genio del crimine, temprato dall’esperienza pluriennale dai due lati dell’oceano, è un personaggio da un lato imperscrutabile, dall’altro, estremamente umano. Nonostante la sua tecnica nel produrre piani infallibili, che non lasciano nulla al caso, la vita gli ha continuamente messo di fronte ai limiti del suo controllo. La stessa vecchiaia sembra arrivata nella sua vita senza dargli la possibilità di appianare i suoi dubbi, le sue intime contraddizioni, né il rimorso per l’unico, terribile crimine per cui non trova pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ezra, alterego ed amico d’infanzia di Jamar, è l’artista fallito, tanto sfortunato quanto vittimista; schiacciato dalla propria sconfitta nel cinema, colpito da una rara malattia, si ritira a vivere nella solitudine delle proprie memorie, scomparendo dal mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Iris, di contro, ha saputo abbandonare le sue aspirazioni di attrice per vivere una vita di ambizioni più modeste, ma più concreta, sensata, responsabile. Ragazza madre, è una donna forte, indipendente, che affronta la vita a testa alta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mick Vitali è un regista italiano, noto e controverso; si tratta di un artista talentuoso e tormentato, sempre pronto a demolire le proprie certezze per spingere più in là i propri limiti, anche a rischio di perdere tutto. Impenitente bohemien nella vita, sul set diventa rigoroso e maniacale, almeno fino a che non si trova a dirigere un film hard tedesco…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jack LeRoy, detto Piccolo Cesare, è un gangster a cui piace avere il meno possibile a che fare con l’arte, a meno che non si tratti di business. E’ un uomo semplice, forse volgare, ma che riesce ad arricchirsi alle spalle del finto intellettualismo che gonfia il mercato dell’arte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste e molte altre sono figure che compongono il “cast” di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Making Movies&lt;/span&gt;, in cui ritroviamo, tra l’altro, l’oscuro ed elegante artigiano dell’assassinio noto come El Niño…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-44960546575136744?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/44960546575136744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=44960546575136744' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/44960546575136744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/44960546575136744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/01/making-of-making-movies-parte-i.html' title='Making of Making Movies, parte I'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SYRDTenrNgI/AAAAAAAAAMQ/A6MDy2XoCTw/s72-c/dire_straits.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-3820260901834949991</id><published>2009-01-21T16:30:00.003+01:00</published><updated>2009-01-21T16:34:41.882+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Saxophone Street Blues'/><title type='text'>Saxophone Street Blues su Writer's Dream</title><content type='html'>Domenica 25 Gennaio alle ore 16.30 HLB presenterà Saxophone Street Blues sul forum di &lt;a href="http://writersdream.forumfree.net/"&gt;Writer's Dream&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-3820260901834949991?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/3820260901834949991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=3820260901834949991' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3820260901834949991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3820260901834949991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/01/saxophone-street-blues-su-writers-dream.html' title='Saxophone Street Blues su Writer&apos;s Dream'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-2010089866157200501</id><published>2009-01-11T18:15:00.003+01:00</published><updated>2009-01-11T18:27:24.571+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Saxophone Street Blues'/><title type='text'>Saxophone Street Blues su Il Punto Citylife</title><content type='html'>Silvia Dallo, che ringraziamo, ha recentemente recensito Saxophone Street Blus su &lt;a href="http://www.ilpuntotorino.it/"&gt;Il Punto Citylife&lt;/a&gt; di Torino.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SWorfzOhxwI/AAAAAAAAAME/pYFeUd1KNsg/s1600-h/recensione.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 166px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SWorfzOhxwI/AAAAAAAAAME/pYFeUd1KNsg/s400/recensione.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290088537627150082" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;P.S.: Belial torinese...?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-2010089866157200501?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/2010089866157200501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=2010089866157200501' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/2010089866157200501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/2010089866157200501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/01/saxophone-street-blues-su-il-punto.html' title='Saxophone Street Blues su Il Punto Citylife'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SWorfzOhxwI/AAAAAAAAAME/pYFeUd1KNsg/s72-c/recensione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-8512394692933876243</id><published>2009-01-01T17:41:00.005+01:00</published><updated>2009-01-03T12:12:44.144+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Making Movies'/><title type='text'>Making Movies: Prossimamente nelle Peggiori Librerie</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SVz3sKoAHXI/AAAAAAAAAL8/9mz0RdDJtQg/s1600-h/Making+Movies+Cover+Front2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 265px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SVz3sKoAHXI/AAAAAAAAAL8/9mz0RdDJtQg/s400/Making+Movies+Cover+Front2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5286372400764558706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A un anno dall’esordio con Saxophone Street Blues, si avvicina l'uscita di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Making Movies&lt;/span&gt;, il nuovo romanzo di Belial. Il libro sarà disponibile dal 17 Febbraio per i tipi di Las Vegas Edizioni. La copertina è di Chiara Scavino, la quarta di Elena Di Mizio, l’editing - e la problematica impaginazione...- a cura di Andrea Malabaila.&lt;br /&gt;Nelle prossime settimane saranno disponibili anticipazioni ed indiscrezioni varie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-8512394692933876243?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/8512394692933876243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=8512394692933876243' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/8512394692933876243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/8512394692933876243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2009/01/making-movies-prossimamente-nelle.html' title='Making Movies: Prossimamente nelle Peggiori Librerie'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZK4qThwTLyE/SVz3sKoAHXI/AAAAAAAAAL8/9mz0RdDJtQg/s72-c/Making+Movies+Cover+Front2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-302650503779198126</id><published>2008-12-10T00:18:00.005+01:00</published><updated>2008-12-10T00:46:25.587+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Biografie Potenziali: L'incostanza del Blogger</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.hatii.arts.gla.ac.uk/MultimediaStudentProjects/98-99/9500048s/project/images/nanook2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 255px;" src="http://www.hatii.arts.gla.ac.uk/MultimediaStudentProjects/98-99/9500048s/project/images/nanook2.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'irregolarità nell'aggiornamento del blog di Hector Luis Belial ha dato luogo a voci contrastanti. Stando alle indiscrezioni più inattendibili, Belial avrebbe trascorso gli ultimi mesi in un eremo lappone, nell'intento di falsificare un giallo svedese, o in quello, forse più epico ma certamente meno animalista, di cacciare foche. Le voci più convenzionali lo vogliono morto e contento, quelle più esotiche, prigioniero a Panama, ridotto in miseria da una colossale perdita al casinò e costretto a scrivere un romanzo a sfondo roulettistico per ripagare i debiti di gioco.&lt;br /&gt;Gli immancabili teorici del complotto vedono il prossimo romanzo di Belial, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Making Movies&lt;/span&gt;, al centro di un colossale intrigo internazionale; non mancano i riferimenti ad una traduzione non autorizzata in hindi, al conseguente adattamento in un musical di serie B, e alle supposte beghe legali tra la casa editrice Las Vegas ed una casa produttrice di Bollywood.&lt;br /&gt;Teorie d'ispirazione socialista credono i redattori del blog di Belial stretti in uno sciopero ad oltranza, stanchi di essere gli scrittori ombra di uno scrittore nell'ombra.&lt;br /&gt;Qualunque sia la spiegazione dell'incostanza di Belial nell'aggiunta di nuovi post, una cosa è chiara a tutti: Belial sta per tornare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-302650503779198126?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/302650503779198126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=302650503779198126' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/302650503779198126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/302650503779198126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/12/biografie-potenziali-lincostanza-del.html' title='Biografie Potenziali: L&apos;incostanza del Blogger'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-7836913998187567678</id><published>2008-11-12T11:30:00.001+01:00</published><updated>2008-11-12T11:32:17.378+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Saxophone Street Blues'/><title type='text'>Saxophone Street Blues su Rivista Sconosciuta</title><content type='html'>Segnaliamo (con ritardo) una recensione firmata da Max. Potete leggerla &lt;a href="http://www.rivistaonline.altervista.org/?p=128#more-128"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-7836913998187567678?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/7836913998187567678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=7836913998187567678' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7836913998187567678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7836913998187567678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/11/saxophone-street-blues-su-rivista.html' title='Saxophone Street Blues su Rivista Sconosciuta'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-9084723706152561914</id><published>2008-10-17T10:37:00.002+02:00</published><updated>2008-10-17T10:41:40.115+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Interviste'/><title type='text'>Belial su I Caffè Culturali</title><content type='html'>Su &lt;strong&gt;I Caffè Culturali&lt;/strong&gt; (sito sperimentale dell'Area per lo Studio dell'Italianistica dell'Istituto I.S.U.), nella nuova sezione "autori inespressi" è possibile leggere un´intervista a puntate ad Hector Luis Belial. &lt;a href="http://www.icaffeculturali.com/sezioni/uominidonneepoesie_0810142301M00/autoriinestressi_0810031351M00/belial_0810142309M00/belial_0810142310M00.htm"&gt;Qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-9084723706152561914?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/9084723706152561914/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=9084723706152561914' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/9084723706152561914'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/9084723706152561914'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/10/belial-su-i-caff-culturali.html' title='Belial su I Caffè Culturali'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-7274091401568325136</id><published>2008-08-05T13:31:00.003+02:00</published><updated>2008-08-05T13:36:36.836+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Masked and Anonymous'/><title type='text'>Masked &amp; Anonymous: Italo Calvino</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.pagine70.com/vmnews/archivio/invisibili.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://www.pagine70.com/vmnews/archivio/invisibili.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dati biografici: io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quel che vuol sapere, e Glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Lettera a Germana Pescio Bottino, 9 Giugno 1964]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-7274091401568325136?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/7274091401568325136/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=7274091401568325136' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7274091401568325136'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7274091401568325136'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/08/masked-anonymous-italo-calvino.html' title='Masked &amp; Anonymous: Italo Calvino'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-162766623161501344</id><published>2008-07-07T10:03:00.002+02:00</published><updated>2009-03-15T16:18:53.054+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Il Problema dei Sogni su TerraNullius</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://tn3-2.deviantart.com/fs18/300W/i/2007/201/4/d/SOGNO_by_Cunegonda.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://tn3-2.deviantart.com/fs18/300W/i/2007/201/4/d/SOGNO_by_Cunegonda.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da oggi il racconto "&lt;a href="http://www.terranullius.it/new/index.php?option=com_docman&amp;task=doc_details&amp;gid=29"&gt;Il Problema dei Sogni&lt;/a&gt;" è disponibile anche su &lt;a href="http://www.terranullius.it/new/index.php"&gt;TerraNullius&lt;/a&gt;, l'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;atelier di scritture a sorgente libera&lt;/span&gt;. Un grazie allo staff di TN (che ha scelto anche un'immagine appropriata!)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-162766623161501344?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/162766623161501344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=162766623161501344' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/162766623161501344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/162766623161501344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/07/il-problema-dei-sogni-su-terranullius.html' title='Il Problema dei Sogni su TerraNullius'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-1879954579713727879</id><published>2008-07-05T11:46:00.010+02:00</published><updated>2011-02-28T11:44:12.368+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La Verità del Pesce Rosso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Concorsi'/><title type='text'>Belial Segnalato al Premio Gran Giallo Città di Cattolica</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SG9HHmViBwI/AAAAAAAAAHI/dLomo09M-98/s1600-h/vlcsnap-5803176.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5219468689021208322" src="http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SG9HHmViBwI/AAAAAAAAAHI/dLomo09M-98/s320/vlcsnap-5803176.png" style="cursor: hand; cursor: pointer; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il racconto "&lt;a href="http://www.lasvegasedizioni.com/files/pescerosso.pdf"&gt;La Verità del Pesce Rosso&lt;/a&gt;" di Hector Luis Belial è stato segnalato al XXV Premio Gran Giallo Città di Cattolica. Sono stati dichiarati vincitori ex aequo Gianluca Ascione (con il racconto "Fino all'ultimo Respiro") ed Anna Iaquinta ("La Morte nel Cuore). La Giuria ha deciso inoltre di segnalare “La verità del pesce rosso” con la seguente motivazione: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“per l'evidente ispirazione borgesiana proprio per la qualità della lingua e per l'uso finale della trovata che dà senso alla pubblica confessione radiofonica del protagonista per un delitto perfetto”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SG9HUzUeeVI/AAAAAAAAAHQ/NKcnurb_MPI/s1600-h/vlcsnap-5802068.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5219468915844741458" src="http://bp2.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SG9HUzUeeVI/AAAAAAAAAHQ/NKcnurb_MPI/s320/vlcsnap-5802068.png" style="cursor: hand; cursor: pointer; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Gran_Giallo_Citt%C3%A0_di_Cattolica"&gt;Premio Gran Giallo Città di Cattolica&lt;/a&gt;, nato nel 1973, premia dal 1981 i migliori racconti gialli e noir con ambientazione italiana. Tra i giurati Carlo Lucarelli, Valerio Massimo Manfredi, Andrea G. Pinketts, Igor Longo, Marinella Manicardi, Luciana Leoni. L'edizione corrente è legata al concorso &lt;a href="http://www.mystfest.com/"&gt;Mystfest&lt;/a&gt; aperto a video di durata inferiore ai 5 minuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Newsrimini riporta la notizia &lt;a href="http://www.newsrimini.it/news/2008/luglio/05/cattolica/mystfest__i_vincitori_del_premio_gran_giallo_edizioni_2007_e_2008.html"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-1879954579713727879?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/1879954579713727879/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=1879954579713727879' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1879954579713727879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1879954579713727879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/07/belial-segnalato-al-premio-gran-giallo.html' title='Belial Segnalato al Premio Gran Giallo Città di Cattolica'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SG9HHmViBwI/AAAAAAAAAHI/dLomo09M-98/s72-c/vlcsnap-5803176.png' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-4699027150850354420</id><published>2008-06-28T16:59:00.004+02:00</published><updated>2008-06-28T17:06:03.408+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Masked and Anonymous'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>Masked &amp; Anonymous: Iggy Pop</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/2/27/IggyPopBeatEmUp.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/2/27/IggyPopBeatEmUp.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;You're wearing a mask&lt;br /&gt;You're wearing a mask&lt;br /&gt;You're wearing a mask&lt;br /&gt;You look better that way&lt;br /&gt;You're wearing a mask&lt;br /&gt;You're wearing a mask&lt;br /&gt;You're wearing a mask&lt;br /&gt;You look better that way&lt;br /&gt;Are you my friend?&lt;br /&gt;Are you my plumber?&lt;br /&gt;Are you my God?&lt;br /&gt;What do you do?&lt;br /&gt;Wearing a mask&lt;br /&gt;You're wearing a mask&lt;br /&gt;You're wearing a mask...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Dall'album &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Beat 'Em Up&lt;/span&gt; (2001)]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-4699027150850354420?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/4699027150850354420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=4699027150850354420' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/4699027150850354420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/4699027150850354420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/06/masked-anonymous-iggy-pop.html' title='Masked &amp; Anonymous: Iggy Pop'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-7146307793190101790</id><published>2008-06-28T16:11:00.003+02:00</published><updated>2008-06-28T16:48:08.966+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Biografie Potenziali: Fabrique de Romans</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.moma.org/images/collection/FullSizes/F400.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px;" src="http://www.moma.org/images/collection/FullSizes/F400.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fondata a Parigi nel 1835, la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Maison Belial &amp; Cie&lt;/span&gt; era rinomata per la sua duplice attività di "fabbrica di romanzi" e di bordello. All'attività di casa di piaceri, regolarmente registrata, si affiancava infatti una tipografia clandestina, abilmente celata dietro una finta parete nello scantinato. &lt;br /&gt;-Il successo delle pubblicazioni clandestine della Maison Belial-, puntualizza lo storico Peter St. John le Baptiste de la Salle nella sua &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Histoire de la Prostitución&lt;/span&gt;, -arrivò in pochi anni a pareggiare le entrate del commercio dei corpi, tanto che in pochi anni furono oltre 200 i titoli offerti dalla sotterranea rivendita di pamphlet.-&lt;br /&gt;Scritti grossolanamente e stampati con mezzi scadenti, i romanzi Belial conservavano tutto il fascino del proibito; per lo più a sfondo erotico, le trame prendevano spunto dai racconti dei molti avventori della casa chiusa, provenienti da tutto il mondo.&lt;br /&gt;-La strategia di marketing della Maison era semplice&gt;, continua de la Salle, -i romanzi venivano spacciati come le più perverse pubblicazioni di Parigi, epiteto che valse alla stamperia di Rue Lucifer un numero crescente di estimatori, perfino oltremanica.-&lt;br /&gt;Nel 1847 l'attività tipografica fu sequestrata in quanto lesiva del pubblico pudore, mentre il bordello continuò la sua attività fino al 1870. Pochi dei titoli stampati in quei dodici anni di attività ci sono giunti in forma integra, mentre completamente sconosciuti rimangono i nomi degli autori che si successero nella composizione dei testi. Non è escluso che a "negri" di professione e scrittori in bolletta si affiancassero le stesse prostitute della Maison.&lt;br /&gt;-Si trattava forse di scribacchini senz'arte né parte-, ha commentato Hector Luis Belial, -Ma avevano quantomeno l'opportunità di vivere, quasi onestamente, della loro scrittura, e di scomparire dietro la propria opera. Ed il pubblico gradiva. La Maison Belial fu uno dei più liberi esperimenti di editoria nella storia della carta stampata, e la scelta del mio pseudonimo vuole essere un omaggio a quella singolare esperienza ed ai suoi anonimi fautori.-&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-7146307793190101790?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/7146307793190101790/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=7146307793190101790' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7146307793190101790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7146307793190101790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/06/biografie-potenziali-fabrique-de-romans.html' title='Biografie Potenziali: Fabrique de Romans'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-2379483699866296795</id><published>2008-06-17T10:42:00.001+02:00</published><updated>2008-06-17T10:44:21.025+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><title type='text'>Saxophone Street Blues su Mangialibri</title><content type='html'>Su Mangialibri, David Frati recensisce Saxophone Street Blues. &lt;a href="http://mangialibri.com/?q=node/2519"&gt;Qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-2379483699866296795?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/2379483699866296795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=2379483699866296795' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/2379483699866296795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/2379483699866296795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/06/saxophone-street-blues-su-mangialibri.html' title='Saxophone Street Blues su Mangialibri'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-3592581988483844636</id><published>2008-06-11T10:06:00.002+02:00</published><updated>2008-06-11T10:56:31.043+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Biografie Potenziali: I Prevaricatori</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img.photobucket.com/albums/v280/tomasutpen/Album2/THECHEAT.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px;" src="http://img.photobucket.com/albums/v280/tomasutpen/Album2/THECHEAT.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Continuano a giungere dai quattro angoli della terra segnalazioni di curiosi casi di mitomania che vedono protagonista il noto scrittore e ladro di cavalli Hector Luis Belial.&lt;br /&gt;Il caso più odioso si è verificato nella ridente località di Capro Salustre (FC), in cui l'ottuagenario gestore della libreria Da Pino (con annessa mescita di vino) si è visto vuotare il registratore di cassa - e buona parte della cantina - da un rapinatore senza scrupoli. Secondo la ricostruzione della scientifica, il prevaricatore si sarebbe fatto aprire la porta dell'esercizio spacciandosi per Hector Belial, ed esibendo, a riprova di ciò, un finto tesserino dell'Enel. Si trattava, in realtà, di un badge per l'ingresso al Club Ornitologico del vicino paese di Sasso Sulmona.&lt;br /&gt;Frattanto, a Reykjavik, è stata sgominata Lucifer Rising, la pericolosa setta di satanisti che da tempo terrorizzava l'Islanda. Tra gli oggetti occulti sequestrati agli adepti sono state contate anche sei copie della versione islandese di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Saxophone Street Blues&lt;/span&gt;. Steinn Jónsson, fondatore e gran sacerdote delle messe nere, sostiene infatti che se si legge il libro al contrario, ad alta voce, in una notte di luna piena, dopo aver bevuto sidro e sangue di tricheco, è possibile evocare il principe delle tenebre. -Dev'essere una proprietà esclusiva dell'edizione islandese-, ha commentato deluso il Belial, dopo vari tentativi di evocazione falliti.&lt;br /&gt;Nello stato del West Virginia, inoltre, l'autrice Ether Grace, 47 anni, ha rivendicato la paternità di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Saxophone Street Blues&lt;/span&gt;, proponendo a diversi editori il suo prossimo romanzo, "Lo Stalliere Concupiscente", firmandosi Ether Belial. Nessuno le ha creduto. &lt;br /&gt;Oscurati infine anche alcuni server coreani che ospitavano truffaldinamente una versione cinematografica di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Making Movies&lt;/span&gt;, mesi prima dell'uscita ufficiale del romanzo. Si trattava, naturalmente, di pornografia asiatica.&lt;br /&gt;Nonostante tutto, Hector Luis Belial si è dichiarato contrario alla persecuzione legale dei sedicenti Belial. -Se continuano a sbattere al fresco chiunque affermi di essere Belial, prima o dopo toccherà anche a me!-, ha commentato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-3592581988483844636?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/3592581988483844636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=3592581988483844636' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3592581988483844636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3592581988483844636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/06/biografie-potenziali-i-prevaricatori.html' title='Biografie Potenziali: I Prevaricatori'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-6720694345520480863</id><published>2008-05-25T22:19:00.002+02:00</published><updated>2008-05-25T22:23:27.444+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Masked and Anonymous'/><title type='text'>Masked &amp; Anonymous: Walt Whitman</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://sc.lib.byu.edu/collections/images/whitman.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://sc.lib.byu.edu/collections/images/whitman.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quando lessi il libro, la famosa biografia,&lt;br /&gt;È questa (mi dissi) che l'autore chiama vita d'un uomo?&lt;br /&gt;Così qualcuno scriverà la mia vita, quando io sarò morto?&lt;br /&gt;(Come se un altro potesse veramente conoscerne qualcosa,&lt;br /&gt;Se perfino io penso spesso che ne so poco o niente,&lt;br /&gt;Qualche cenno, qualche sparso debole indizio, segnali indiretti&lt;br /&gt;Che per mio uso esclusivo cerco qui di tracciare).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Tratto da &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Foglie d'Erba&lt;/span&gt;]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-6720694345520480863?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/6720694345520480863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=6720694345520480863' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/6720694345520480863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/6720694345520480863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/05/masked-anonymous-walt-whitman.html' title='Masked &amp; Anonymous: Walt Whitman'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-4134146865752747039</id><published>2008-05-21T15:27:00.012+02:00</published><updated>2009-03-15T16:19:34.807+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Concorsi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Belial Vincitore del Subway Letteratura, Segnalato dal Corriere</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SDa8qsLKvzI/AAAAAAAAAGo/BDi_H9gT57o/s1600-h/Babel_280.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SDa8qsLKvzI/AAAAAAAAAGo/BDi_H9gT57o/s320/Babel_280.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5203553861071716146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Hector Luis Belial è tra i 14 vincitori del premio &lt;a href="http://www.subway-letteratura.org"&gt;Subway Letteratura&lt;/a&gt; con il racconto &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Babel&lt;/span&gt;. I racconti vincitori sono stati selezionati tra i circa 900 partecipanti da tutta Italia, rigorosamente under 35. I racconti saranno stampati su carta riciclata in un numero complessivo di 4.000.000 di copie, e distribuiti gratuitamente a &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Roma&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Napoli&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Venezia&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Palermo&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Mantova&lt;/span&gt;. A &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Milano&lt;/span&gt; è disponibile da oggi negli appositi "juke-box letterari" situati nelle maggiori stazioni delle linee metropolitane.&lt;br /&gt;I nomi dei vincitori del concorso sono stati annunciati oggi durante una conferenza stampa a Palazzo Marino.&lt;br /&gt;Il &lt;a href="http://www.corriere.it/vivimilano/arte_e_cultura/articoli/2008/05_Maggio/21/racconti_subway.shtml"&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt; ha già segnalato la notizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;UPDATE&lt;/span&gt;: Sul sito di &lt;a href="http://www.subway-letteratura.org"&gt;Subway Letteratura&lt;/a&gt;, radicalmente ridisegnato, è possibile &lt;a href="http://www.subway-letteratura.org//index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=30&amp;Itemid=36"&gt;leggere online&lt;/a&gt; il racconto e la prefazione di Francesco Lucioli. Allo stesso indirizzo trovate la versione .pdf da scaricare e stampare gratuitamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://imgpublic.artprice.com/img/classifieds/original/362/362403_1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 239px;" src="http://imgpublic.artprice.com/img/classifieds/original/362/362403_1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Merita un commento a parte la copertina disegnata da Nicola Olivieri. Chiara, a mio avviso, l'influenza del grande &lt;a href="http://www.artfacts.net/index.php/pageType/artistInfo/artist/2969/lang/1"&gt;Jean Michel Basquiat&lt;/a&gt;. Curioso come lo stesso Basquiat sia stato d'ispirazione per il personaggio di Marcus Jamar, uno dei protagonisti di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Making Movies&lt;/span&gt;...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-4134146865752747039?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/4134146865752747039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=4134146865752747039' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/4134146865752747039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/4134146865752747039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/05/belial-vincitore-del-subway-letteratura.html' title='Belial Vincitore del Subway Letteratura, Segnalato dal Corriere'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SDa8qsLKvzI/AAAAAAAAAGo/BDi_H9gT57o/s72-c/Babel_280.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-3278791018642695282</id><published>2008-05-21T14:43:00.001+02:00</published><updated>2011-01-30T18:22:04.813+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Concorsi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Il Problema dei Sogni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-3278791018642695282?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/3278791018642695282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=3278791018642695282' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3278791018642695282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3278791018642695282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/05/il-problema-dei-sogni-il-racconto-che.html' title='Il Problema dei Sogni'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-948007427890488739</id><published>2008-05-20T11:18:00.002+02:00</published><updated>2008-05-20T11:29:32.141+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Altro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>P22: Generare Musica da un Testo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SDKXjfEM2yI/AAAAAAAAAFw/vZDhC-UYRAM/s1600-h/music+for+airports+1.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SDKXjfEM2yI/AAAAAAAAAFw/vZDhC-UYRAM/s400/music+for+airports+1.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5202387155456678690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non credo di aver capito fino in fondo su che principio si basa il &lt;a href="http://p22.com/musicfont/"&gt;P22 Music Text Composition Generator&lt;/a&gt;, ma, apparentemente, questa applet riesce a generare musica MIDI (con relativi spartiti) a partire da un testo scritto. Pare che lo stesso &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Duchamp_Fountaine.jpg"&gt;Marcel Duchamp&lt;/a&gt;, a suo tempo, avesse esplorato l'idea di convertire i simboli alfabetici in note musicali.&lt;br /&gt;L'unica cosa certa è che, inserendo la prima pagina di Saxophone Street Blues, e scegliendo tra i vari strumenti Midi il Sax Tenore, il programma produce una melodia piuttosto inquietante. Ehi, funziona!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-948007427890488739?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/948007427890488739/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=948007427890488739' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/948007427890488739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/948007427890488739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/05/p22-generare-musica-da-un-testo.html' title='P22: Generare Musica da un Testo'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SDKXjfEM2yI/AAAAAAAAAFw/vZDhC-UYRAM/s72-c/music+for+airports+1.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-5130438969776275829</id><published>2008-05-17T16:05:00.020+02:00</published><updated>2008-05-17T16:53:47.085+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divertissement'/><title type='text'>Calligrammi, o cose del genere</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SC7qT_EM2sI/AAAAAAAAAFA/gd6WGKgPmqA/s1600-h/Senza+titolo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SC7qT_EM2sI/AAAAAAAAAFA/gd6WGKgPmqA/s320/Senza+titolo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5201352248726969026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da sempre, Belial apprezza e promuove ogni genere d'uso improprio dell'alfabeto. Fonti: &lt;a href="http://www.ironicsans.com/2008/05/how_bold_can_darth_vader_be.html#comments"&gt;Ironic Sans&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://epica-awards.com/pages/results/2006/winners/results2006-cat30.html"&gt;Epica Awards&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fortunato_Depero"&gt;Depero&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Apollinaire"&gt;Apollinaire&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.ironicsans.com/images/darthbold3.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://www.ironicsans.com/images/darthbold3.gif" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SC7wrfEM2xI/AAAAAAAAAFo/yO6-hXy9JLY/s1600-h/calligrammi"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SC7wrfEM2xI/AAAAAAAAAFo/yO6-hXy9JLY/s400/calligrammi" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5201359249523661586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-5130438969776275829?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/5130438969776275829/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=5130438969776275829' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5130438969776275829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5130438969776275829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/05/calligrammi-o-cose-del-genere.html' title='Calligrammi, o cose del genere'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SC7qT_EM2sI/AAAAAAAAAFA/gd6WGKgPmqA/s72-c/Senza+titolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-2100312285383443019</id><published>2008-05-12T17:01:00.004+02:00</published><updated>2008-05-12T17:26:36.480+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Making Movies'/><title type='text'>Las Vegas - Belial: Siglato il Contratto per Making Movies</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.satansheaven.com/pact.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://www.satansheaven.com/pact.gif" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' stato ufficialmente siglato il contratto che porterà alla pubblicazione di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Making Movies&lt;/span&gt;, secondo romanzo di Hector Luis Belial. La rinnovata collaborazione tra Las Vegas Edizioni ed il mefistofelico autore d'origine olandese, è stata ratificata presso il Lingotto di Torino, tra gli applausi dei maggiori protagonisti della scena narrativa italiana.&lt;br /&gt;- Subaffitto per la seconda volta l'anima al Malabaila - ha commentato Belial.&lt;br /&gt;- Saluta i sogni di successo letterario. - ironizzava il &lt;a href="http://www.andreamalabaila.it/gagnor.htm"&gt;Gagnor&lt;/a&gt; per tutta risposta.&lt;br /&gt;Alla richiesta di una comparazione tra &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Saxophone Street Blues&lt;/span&gt; ed il nuovo romanzo, l'editore torinese ha risposto, semplicemente: - Di più. -. Se tale "più" si riferisca anche ad un maggior tasso di disturbante violenza, solo il tempo ce lo dirà. La data d'uscita di Making Movies è tutt'ora da definirsi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-2100312285383443019?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/2100312285383443019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=2100312285383443019' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/2100312285383443019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/2100312285383443019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/05/las-vegas-belial-siglato-il-contratto.html' title='Las Vegas - Belial: Siglato il Contratto per Making Movies'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-1526605511941939839</id><published>2008-05-08T17:35:00.005+02:00</published><updated>2008-05-12T17:01:32.825+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Concorsi'/><title type='text'>Belial Finalista al Subway Letteratura</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.subway-letteratura.org"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SCMe68TQXtI/AAAAAAAAAEo/1Uv9w3E2R3U/s1600-h/Senza+titolo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SCMe68TQXtI/AAAAAAAAAEo/1Uv9w3E2R3U/s200/Senza+titolo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5198032392883822290" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/a&gt; Hector Luis Belial è tra i 51 finalisti (sugli oltre 700 racconti pervenuti) del premio &lt;a href="http://www.subway-letteratura.org"&gt;Subway Letteratura&lt;/a&gt;. La lista dei finalisti, è consultabile alla pagina delle &lt;a href="http://www.subway-letteratura.org/news.html"&gt;news&lt;/a&gt; sul sito del concorso. I nomi dei dieci vincitori saranno annunciati il 21 Maggio durante una conferenza stampa a Palazzo Marino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-1526605511941939839?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/1526605511941939839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=1526605511941939839' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1526605511941939839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1526605511941939839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/05/belial-finalista-al-subway-letteratura.html' title='Belial Finalista al Subway Letteratura'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SCMe68TQXtI/AAAAAAAAAEo/1Uv9w3E2R3U/s72-c/Senza+titolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-1826240083697555388</id><published>2008-05-05T18:47:00.003+02:00</published><updated>2008-05-05T18:57:49.087+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>NIN: Il Nuovo Album - Gratis!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/4/4b/The_slip_%28Nine_Inch_Nails_album%29.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/4/4b/The_slip_%28Nine_Inch_Nails_album%29.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Esce oggi &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;The Slip&lt;/span&gt;, nuovo album dei &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nine Inch Nails&lt;/span&gt;. Spingendosi un passo oltre i Radiohead, che avevano lanciato &lt;span style="font-style:italic;"&gt;In Rainbows&lt;/span&gt; con la formula paga-quanto-vuoi, il gruppo di Trent Reznor ha deciso di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;regalare&lt;/span&gt; l'intero album. The Slip è scaricabile esclusivamente dal &lt;a href="http://dl.nin.com/theslip/signup"&gt;sito ufficiale&lt;/a&gt;, in formato mp3, flac, m4a e perfino in qualità superiore al CD (24/96 Wave).&lt;br /&gt;L'uscita su CD e vinile è annunciata per Luglio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-1826240083697555388?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/1826240083697555388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=1826240083697555388' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1826240083697555388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1826240083697555388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/05/nin-il-nuovo-album-gratis.html' title='NIN: Il Nuovo Album - Gratis!'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-3307337130856832883</id><published>2008-04-24T23:41:00.002+02:00</published><updated>2008-05-05T18:58:26.897+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Masked and Anonymous'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>Masked &amp; Anonymous: Captain Beefheart</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://ecx.images-amazon.com/images/I/41RGYV620YL._SL500_.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/41RGYV620YL._SL500_.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;The old fart smelled this thru his important breather holes&lt;br /&gt;Cleverly he dialed from within from the outside we observed&lt;br /&gt;That the nose of the wooden mask&lt;br /&gt;Where the holes had just been uh moment ago&lt;br /&gt;Was now smooth amazingly blended camouflaged in&lt;br /&gt;With the very intricate rainbow trout replica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Tratto da &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Old Fart at Play&lt;/span&gt; in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Trout Mask Replica&lt;/span&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Album difficile. Bella maschera, però.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-3307337130856832883?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/3307337130856832883/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=3307337130856832883' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3307337130856832883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3307337130856832883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/04/masked-anonymous-captain-beefheart.html' title='Masked &amp; Anonymous: Captain Beefheart'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-2728892204858341181</id><published>2008-04-22T19:17:00.008+02:00</published><updated>2008-04-22T23:26:29.279+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Masked and Anonymous'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri di gente che sa scrivere davvero'/><title type='text'>Masked &amp; Anonymous: Don DeLillo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SA4hcrdxgWI/AAAAAAAAAEg/v-Rl8I9ftgg/s1600-h/maoII.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SA4hcrdxgWI/AAAAAAAAAEg/v-Rl8I9ftgg/s200/maoII.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192124196992418146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«Mi sbaglio o sono trent'anni che non esce una tua fotografia da nessuna parte?»&lt;br /&gt;«Scott lo sa con precisione.»&lt;br /&gt;«E insieme avete deciso che è venuto il momento.»&lt;br /&gt;«Be', è una bella seccatura sapere che la gente la fa tanto lunga in proposito. Quando uno scrittore non mostra la sua faccia, diventa un sintomo locale della famosa riluttanza di Dio a farsi vedere.»&lt;br /&gt;«Ma per molta gente è stimolante.»&lt;br /&gt;«Sì, ma viene anche scambiata per un'orribile forma di arroganza.»&lt;br /&gt;«Ma siamo tutti attratti dall'idea della lontananza. Un posto difficile da raggiungere è necessariamente bello. Bello e un po' sacro forse. E una persona che diventa inaccessibile ha una grazia e una pienezza che il resto di noi le invidia.»&lt;br /&gt;«Il mondo dell'immagine è corrotto, ecco un uomo che nasconde la sua faccia.»&lt;br /&gt;«Sì» disse lei.&lt;br /&gt;«La gente può anche essere incuriosita e attratta da questo personaggio ma prova anche una certa irritazione nei suoi confronti e sotto sotto si fa beffe di lui e vuole sporcarlo, vedere la sua faccia distorta per la sorpresa e lo spavento quando il fotografo sbuca da dietro gli alberi dove si era nascosto. In una moschea, nessuna immagine. Nel nostro mondo, invece, ospitiamo l'immagine, la mangiamo, le rivolgiamo le nostre preghiere e la indossiamo anche. Lo scrittore che si rifiuta di mostrare la sua faccia invade un territorio sacro. Usa gli stessi espedienti di Dio.»&lt;br /&gt;«Forse è soltanto timido, Bill.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Tratto da &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Mao II&lt;/span&gt;]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-2728892204858341181?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/2728892204858341181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=2728892204858341181' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/2728892204858341181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/2728892204858341181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/04/masked-anonymous-don-delillo.html' title='Masked &amp; Anonymous: Don DeLillo'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/SA4hcrdxgWI/AAAAAAAAAEg/v-Rl8I9ftgg/s72-c/maoII.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-8291504276331440965</id><published>2008-04-21T17:24:00.003+02:00</published><updated>2008-04-21T17:28:38.881+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Concorsi'/><title type='text'>Belial semifinalista al Campiello Giovani</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefulhttp://www.blogger.com/img/gl.link.gifly();} catch(e) {}" href="http://www.premiocampiello.org/confindustria/campiello/istituzionale.nsf/($linkacross)/2BDBB62F8FDBE14CC12573A6005CD529/$file/locandina3_cg08.gif?openelement"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 118px;" src="http://www.premiocampiello.org/confindustria/campiello/istituzionale.nsf/($linkacross)/2BDBB62F8FDBE14CC12573A6005CD529/$file/locandina3_cg08.gif?openelement" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Hector Luis Belial è ufficialmente tra &lt;a href="http://www.premiocampiello.org/confindustria/campiello/istituzionale.nsf/($linkacross)/5E3F01CAF2A9E5A1C1257432002A1085?opendocument&amp;language=IT"&gt;i 25 finalisti&lt;/a&gt; della XIII edizion del Premio Campiello Giovani con il racconto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il Problema dei Sogni&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-8291504276331440965?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/8291504276331440965/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=8291504276331440965' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/8291504276331440965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/8291504276331440965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/04/belial-semifinalista-al-campiello.html' title='Belial semifinalista al Campiello Giovani'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-7014848921336568192</id><published>2008-04-19T13:44:00.006+02:00</published><updated>2008-04-22T19:32:10.694+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Masked and Anonymous'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri di gente che sa scrivere davvero'/><title type='text'>Masked &amp; Anonymous: Valerio Magrelli</title><content type='html'>&lt;a href="http://digilander.libero.it/ccalbatross/poesia/magrelli/magrelli.htm"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://digilander.libero.it/ccalbatross/foto/Magrelli.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://digilander.libero.it/ccalbatross/foto/Magrelli.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Perciò che importa&lt;br /&gt;vedere dietro la filigrana,&lt;br /&gt;se io sono il falsario&lt;br /&gt;e solo la filigrana è il mio lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Tratto da &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ora Serrata Retinae&lt;/span&gt;]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-7014848921336568192?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/7014848921336568192/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=7014848921336568192' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7014848921336568192'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7014848921336568192'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/04/valerio-magrelli.html' title='Masked &amp; Anonymous: Valerio Magrelli'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-8634523108609161467</id><published>2008-04-18T13:29:00.007+02:00</published><updated>2008-04-19T21:02:20.193+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Biografie Potenziali: Le Malade Imaginaire</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/29/Le_Malade_imaginaire.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/29/Le_Malade_imaginaire.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;D'importanza secondaria nel campo della narrativa, il nome di Hector Luis Belial ha trovato tuttavia una certa rilevanza nella letteratura medica. L'autore, già malfamato per la pubblicazione di Saxophone Street Blues, è infatti meglio noto come ipocondriaco.&lt;br /&gt;-Negli ultimi anni, decine di testi più o meno scientifici si sono occupati del "caso Belial"-, spiega il Dr. Porter, pronipote del celebre regista del cinema delle origini, -un caso non privo di interesse, ma troppo spesso banalizzato come semplice curiosità.-&lt;br /&gt;I primi sintomi del male iniziano a manifestarsi quando, ad un Belial di non più di sette anni, vengono diagnosticate tutte le caratteristiche della Sindrome di Stoccolma. -Non solo il ragazzino non era mai stato rapito- ricorda Porter, -Anzi, raramente usciva dalla casa paterna o dagli annessi magazzini. Credendosi affetto da vitiligine, fuggiva, quanto possibile, la luce del sole. Da quel giorno, Hector Belial non ha più smesso di immaginarsi contagiato dalle più esotiche ed improbabili sindromi ed infezioni.-&lt;br /&gt;Figlio di Herman Gualtiero Belial II, poi passato agli annali della cronaca giudiziaria come falsario di testi professionali, il giovane Hector impara fin da giovane l'arte della tipografia. -Il lavoro era semplice-, scrive Belial nelle sue memorie, pubblicate  da Le Carré a Parigi, Texas, -Il vecchio comprava quei grossi e costosi libri rilegati,  studi sulla fisiologia dell'ipofisi o sulla geopolitica del Congo contemporaneo, e li falsificava. Cambiava titolo e nome dell'autore, faceva leggera modifiche al testo ed alla bibliografia. Gionazzi, il grafico, disegnava una nuova copertina. Spesso inventava note biografiche fasulle. I risultati finali erano copie estremamente più economiche delle controparti originali, e molto più eleganti di un fascio di fotocopie. Andavano a ruba.-&lt;br /&gt;Molti luminari hanno avuto la possibilità di analizzare il caso Belial, senza apparentemente giungere ad un'efficace soluzione. E' anzi opinione comune che il Belial abbia tratto vantaggio dai suoi infruttuosi pellegrinaggi da una clinica all'altra. -Gli atenei di tutto il mondo pagano le spese di viaggio, di vitto ed alloggio. Sono tutti convinti che otterrebbero una grande pubblicità, se solo riuscissero a curarlo.- prosegue Porter. -Ma io non credo che Hector intenda guarire. Il suo stato di malato immaginario costituisce il riflesso di una condizione esistenziale. Ed inoltre gli lascia un'infinità di tempo per scrivere...&lt;br /&gt;Ciò non basta, tuttavia, a giustificare le odiose voci che additano Belial come il responsabile della rinascita del cinema splatter-erotico in Svezia. Il fatto che sceneggiature come "Bionde, Fragole e Sangue" o "Shooting Star" siano state commercializzate durante il suo soggiorno a Stoccolma non dimostra niente.-&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-8634523108609161467?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/8634523108609161467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=8634523108609161467' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/8634523108609161467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/8634523108609161467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/04/biografie-potenziali-le-malade.html' title='Biografie Potenziali: Le Malade Imaginaire'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-109323201908791687</id><published>2008-03-30T18:56:00.005+02:00</published><updated>2008-05-05T18:59:11.542+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>The Gift</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/6/61/Whitelightwhiteheat.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/6/61/Whitelightwhiteheat.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;White Light/White Heat (1968), secondo album dei Velvet Underground, presenta dei testi d'indubbio interesse: a livello tematico, si spazia dalla lobotomia di una drag queen alla glorificazione dell'uso di anfetamine. Particolarmente gustose le liriche di "The Gift", costituite, in effetti, da un racconto breve che non sfigurerebbe in un'antologia di Bukowski. Il testo, piacevolmente carico d'humor nero, era stato scritto da Lou Reed ai tempi del college. Trovate il racconto completo &lt;a href="http://www.sing365.com/music/Lyric.nsf/The-Gift-lyrics-Velvet-Underground/FFCDE7F0A94C7390482569880028A3DE"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-109323201908791687?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/109323201908791687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=109323201908791687' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/109323201908791687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/109323201908791687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/03/gift.html' title='The Gift'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-8177830350877196859</id><published>2008-03-29T14:35:00.004+01:00</published><updated>2008-03-29T14:48:11.402+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Making Movies'/><title type='text'>Un Nuovo Romanzo di Belial!?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R-5Ie6b6P3I/AAAAAAAAADE/9OxCbrfk57Y/s1600-h/P1000271.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R-5Ie6b6P3I/AAAAAAAAADE/9OxCbrfk57Y/s320/P1000271.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5183159917069614962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Arrivano da fonti poco raccomandabili le immagini di un inedito dattiloscritto attribuito ad Hector Luis Belial. Difficile stabilire l'autenticità dell'elaborato: il monogramma sul frontespizio (posto, curiosamente, a pagina 17) potrebbe apparire contraffatto. Le immagini, chiaramente scattate con fotocamere nascoste, rivelano poco sul contenuto dello scritto. Appare invece evidente il titolo, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Making Movies&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ma l'intera notizia potrebbe rivelarsi una montatura, un semplice scherzo, o il tentativo di pubblicizzare una volgare imitazione.&lt;br /&gt;Solo i prossimi mesi potranno chiarire l'arcano.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R-5Hn6b6P1I/AAAAAAAAAC0/yQz99a6mkKw/s1600-h/P1000269.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R-5Hn6b6P1I/AAAAAAAAAC0/yQz99a6mkKw/s320/P1000269.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5183158972176809810" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R-5Hoab6P2I/AAAAAAAAAC8/xVNYjE4T-UE/s1600-h/P1000270.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R-5Hoab6P2I/AAAAAAAAAC8/xVNYjE4T-UE/s320/P1000270.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5183158980766744418" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-8177830350877196859?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/8177830350877196859/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=8177830350877196859' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/8177830350877196859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/8177830350877196859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/03/un-nuovo-romanzo-di-belial.html' title='Un Nuovo Romanzo di Belial!?'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R-5Ie6b6P3I/AAAAAAAAADE/9OxCbrfk57Y/s72-c/P1000271.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-5526233630522085202</id><published>2008-03-25T18:36:00.001+01:00</published><updated>2008-05-05T18:58:52.919+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Altro'/><title type='text'>ABC3D</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wnZr0wiG1Hg&amp;hl=en"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/wnZr0wiG1Hg&amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;E' fantastico! Dal 14 Ottobre su Amazon per soli 19.95$.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-5526233630522085202?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/5526233630522085202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=5526233630522085202' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5526233630522085202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5526233630522085202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/03/abc3d.html' title='ABC3D'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-5355727832770925497</id><published>2008-03-17T23:16:00.001+01:00</published><updated>2008-03-17T23:17:24.132+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Saxophone Street Blues'/><title type='text'>Saxophone Street Blues su Lo Sguardo Nascosto</title><content type='html'>Mini-recensione di Max P. &lt;a href="http://losguardonascosto.blogspot.com/"&gt;Qui.&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-5355727832770925497?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/5355727832770925497/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=5355727832770925497' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5355727832770925497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5355727832770925497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/03/saxophone-street-blues-su-lo-sguardo.html' title='Saxophone Street Blues su Lo Sguardo Nascosto'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-8271846296503560622</id><published>2008-03-16T17:20:00.001+01:00</published><updated>2008-03-16T17:22:25.463+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Saxophone Street Blues'/><title type='text'>Saxophone Street Blues su BartolomeodiMonaco.it</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?p=1045"&gt;Qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-8271846296503560622?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/8271846296503560622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=8271846296503560622' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/8271846296503560622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/8271846296503560622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/03/saxophone-street-blues-su.html' title='Saxophone Street Blues su BartolomeodiMonaco.it'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-1424528781842922466</id><published>2008-03-04T18:51:00.002+01:00</published><updated>2008-03-04T19:27:43.345+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Belial'/><title type='text'>Premio Belial: I Vincitori</title><content type='html'>Dopo lunghe e soppesate valutazioni, la Giuria ha finalmente designato gli insindacabili vincitori della prima edizione del Premio Belial!&lt;br /&gt;Ricordiamo che tutti e cinque vincono una copia di Saxophone Street Blues, mentre solo il primo avrà il piacere di vedere la sua creazione affiancare il prossimo romanzo di Belial in qualità di nota biografica ufficiale!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;1° Posto&lt;/span&gt;: &lt;a href="http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-biografia-di-rip.html"&gt;Biografia Potenziale&lt;/a&gt; di Rip&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2° Posto&lt;/span&gt;: &lt;a href="http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-chi-vuol-essere-il.html"&gt;"Chi vuol essere il prossimo Belial"&lt;/a&gt; di Amintore Farfuglia&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;3° Posto&lt;/span&gt;: &lt;a href="http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-biografia-ii-di-mony.html"&gt;Biografia Potenziale II&lt;/a&gt; di Mony Taylor&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;4° Posto&lt;/span&gt;: &lt;a href="http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-biografia-di-sorgiss.html"&gt;Biografia Potenziale&lt;/a&gt; di Sorgiss&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;5° Posto&lt;/span&gt;: &lt;a href="http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-biografia-di-libero.html"&gt;Biografia Potenziale I&lt;/a&gt; di Libero Sanvito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Congratulazioni ai vincitori ed un grazie a tutti coloro che hanno voluto partecipare con le loro biografie potenziali. Ringraziamenti a tutto lo staffi di Las Vegas Edizioni, nonché il sindaco e l'assessore alla cultura di Montebelponente Terme (AN). Gli sforzi congiunti di queste persone hanno reso possibile la realizzazione di questo concorso! &lt;br /&gt;Speriamo di riproporre il Premio Belial in un futuro ipotetico, nel frattempo i blogger di tutta italia possono misurarsi nel nuovo &lt;a href="http://lasvegasedizioni.splinder.com/post/16142956/%21%21%21%21%21"&gt;Premio Las Vegas&lt;/a&gt;!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-1424528781842922466?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/1424528781842922466/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=1424528781842922466' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1424528781842922466'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1424528781842922466'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/03/premio-belial-i-vincitori.html' title='Premio Belial: I Vincitori'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-935230502476692315</id><published>2008-03-01T11:40:00.005+01:00</published><updated>2008-03-01T12:17:45.664+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Altro'/><title type='text'>Il Nuovo Negozio di Dave Eggers</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://344design.typepad.com/photos/timetravel/01epttmmarquee.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px;" src="http://344design.typepad.com/photos/timetravel/01epttmmarquee.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Eggers si è inventato questo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Time Travel Mart&lt;/span&gt; per sostenere l'associazione no-profit &lt;a href="http://www.826la.com/"&gt;826LA&lt;/a&gt;. Il &lt;a href="http://344design.typepad.com/photos/timetravel/01epttmmarquee.html"&gt;catalogo&lt;/a&gt; include: tranci di mammuth, repellente per barbari, ombra in scatola e lingue morte in bottiglia!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://344design.typepad.com/photos/timetravel/amywithmammothchunks.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://344design.typepad.com/photos/timetravel/amywithmammothchunks.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Grande Dave! ...ma se anche in Italia gli scrittori iniziassero ad inventare negozi, cosa venderebbero? Come reagirebbe l'economia del Paese all'apertura di un Moccia Love Shop? I tabagisti già da tempo aspettano una Tabaccheria Camilleri...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-935230502476692315?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/935230502476692315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=935230502476692315' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/935230502476692315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/935230502476692315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/03/il-nuovo-negozio-di-dave-eggers.html' title='Il Nuovo Negozio di Dave Eggers'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-5768782171571215926</id><published>2008-02-29T21:10:00.001+01:00</published><updated>2008-02-29T21:11:51.128+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Belial'/><title type='text'>Premio Belial: Annuncio</title><content type='html'>Si conclude ufficialmente la prima edizione del Premio Belial per la Miglior Vita Fittizia. La giuria stilerà nei prossimi giorni la lista dei cinque vincitori!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-5768782171571215926?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/5768782171571215926/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=5768782171571215926' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5768782171571215926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5768782171571215926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-annuncio.html' title='Premio Belial: Annuncio'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-4543079019043420509</id><published>2008-02-19T18:29:00.000+01:00</published><updated>2008-02-19T18:31:09.886+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Belial'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Premio Belial: Biografia II di Libero Sanvito</title><content type='html'>Hector Luis Belial, ultimo di tre fratelli, nacque il 14 febbraio 1987 a Benemerito de las Americas, nella regione messicana del Chiapas. Il padre Gonzalo Belial gestiva un distributore di benzina sulla Carretera Fronteriza, la strada che costeggia il confine fra il Messico e il Guatemala. La madre, Carlotta de Manzi, una ricercatrice dell’Università di Siena, si era recata nella selva lacandona per studiare le comunità zapatiste, dove conobbe il futuro padre dei suoi figli.&lt;br /&gt;La tranquilla vita di Hector venne sconvolta la sera del 4 luglio del 1991: la sua famiglia trovò la morte in un incidente stradale dal quale solo lui uscì illeso. La nonna materna, ricca figlia di industriali trevigiani, saputo dell’accaduto ottenne l’affidamento del giovane Hector. Il passaggio dalla libera e semplice vita messicana a quella formale e lussuosa della ricca provincia veneta non fu privo di difficoltà, ma egli seppe adattarsi. Studiò neli migliori istituti e terminò la scuola dell’obbligo a Parigi, dove conobbe le passioni della sua vita: la fotografia e la lettura.&lt;br /&gt;Appena diciannovenne vide esposti i suoi scatti al prestigioso festival di Hyeres, all’interno di una personale intitolata “L’enfer, c’est le autre” (trad. “L’inferno, sono gli altri”) . Le sue foto, di chiara ispirazione esistenzialista, rappresentano secondo il critico E. Palomi “una società dove l’altro è visto come elemento ansiogeno, dove il crimine permea il quotidiano, dove la violenza si riscontra in ogni ambiente [...] immagini dove è possibile riconoscere una spietata critica alla società contemporanea. La macchina forografica è utilizzata da Belial come strumento di indagine e di denuncia”. La lettura di Camus, Hemingway e di Jodorowsky  lo influenzano enormemente: a questi scrittori è dedicata la sua raccolta di racconti “Psicomagia, porte chiuse e fiesta”, premiato della prestigiosa Hoogenschool Antwerpen.&lt;br /&gt;Hector Luis Bielal oggi studia al Royal College of Art di Londra, colleziona pacchetti di sigarette – da lui definite “l’ultima affermazione di libertà dell’ipocondriaco e sterile uomo moderno” – e prosegue la sua attività di fotografo e scrittore. “Saxophone Street Blues” è il suo primo romanzo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-4543079019043420509?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/4543079019043420509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=4543079019043420509' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/4543079019043420509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/4543079019043420509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-biografia-ii-di-libero.html' title='Premio Belial: Biografia II di Libero Sanvito'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-4004184057911164653</id><published>2008-02-12T10:31:00.000+01:00</published><updated>2008-02-12T10:32:34.062+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Belial'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Premio Belial: Biografia di Libero Sanvito</title><content type='html'>Hector Luis Belial nasce a Milano il 23 dicembre 1987, da padre originario di Maracaibo e da madre napoletana . Ragazzo intelligente e vivace, cresce nella casa della  zia materna, la contessa Carlotta Biscaccianti dalla Fonte, alla quale venne affidato all’età di cinque anni, dopo che i genitori erano stati rapiti nei pressi di Ciudad Bolivar, in Venezuela. Fu questa la vicenda che segnò profondamente l’infanzia di Hector e che lo spinge ancor’oggi all’affannosa ricerca del padre e della madre, attraverso la fondazione “Carmela e Hosé Pacifico Bolivar”. Terminata la scuola dell’obbligo a Milano, conosce i due amori della sua vita: Martina, fotomodella di origini triestine, e la letteratura: legge Mishima, Majakovskij, Shakespere e Pasolini, autori che influenzeranno profondamente la sua visione del mondo. La voglia di scoprire e comprendere il presente che lo circonda lo portano a viaggiare: Cina, Turchia e Messico sono i paesi in cui, nonostante la giovane età, ha passato lunghi periodi a contatto con la popolazione locale, trovando così il  materiale umano dal quale nasceranno i suoi personaggi. Oggi vive insieme alla sua ragazza a Cherso, isola della Dalmazia, dove trova la pace necessaria alla scrittura dei suoi libri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-4004184057911164653?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/4004184057911164653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=4004184057911164653' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/4004184057911164653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/4004184057911164653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-biografia-di-libero.html' title='Premio Belial: Biografia di Libero Sanvito'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-7741004617460354373</id><published>2008-02-11T17:33:00.000+01:00</published><updated>2008-02-11T17:33:09.452+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri di gente che sa scrivere davvero'/><title type='text'>L'Uomo che Cade - La Recensione di Belial</title><content type='html'>Che cosa c'è da aspettarsi da un uomo di settantadue anni? Da un autore che già da molto tempo è considerato tra i più grandi, nel suo paese e nel mondo? Da uno scrittore che, per la sua forza profetica, per la sua capacità di fondere finzione e realtà, per opere monumentali come Underworld, potrebbe tranquillamente portarsi a casa un Nobel per la letteratura?&lt;br /&gt;Un'opera senile, verrebbe da dire. Un capolavoro stanco, senza più invenzioni, tematiche già esaurite nelle pagine di un passato profetico (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Libra&lt;/span&gt;). Tanto più dopo la mezza stroncatura apparsa sul New York Times e firmata dal premio Pulitzer Michiko Kakutani.&lt;br /&gt;Ma francamente, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;L'uomo che cade&lt;/span&gt;, è un romanzo di tale potenza da farci seriamente sospettare che anche il New York Times, di tanto in tanto, spari delle gran stronzate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R7BHNW--KmI/AAAAAAAAACk/0OS2CfGGEYs/s1600-h/appeso%2Bfalling.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R7BHNW--KmI/AAAAAAAAACk/0OS2CfGGEYs/s400/appeso%2Bfalling.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165707067427531362" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In queste 257 pagine, d'accordo, non c'è il DeLillo tagliente ed ironico di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Rumore Bianco&lt;/span&gt;, né quello, titanico e inarrivabile, di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Underworld&lt;/span&gt;. Eppure &lt;span style="font-style:italic;"&gt;L'uomo che cade&lt;/span&gt; va classificato, più che nel declino della senilità, nel pieno della maturità dell'autore italoamericano.&lt;br /&gt;Sarebbe riduttivo dire che DeLillo ha raggiunto la più alta padronanza nell'arte della parola scritta; ogni capitolo di questo romanzo ha la solidità del classico e la forza di un'autorialità collaudata ed inimitabile. Ma nell'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uomo che cade&lt;/span&gt; DeLillo si dimostra soprattutto maestro del non dire.&lt;br /&gt;I rischi di trattare la questione dell'11 Settembre sono infiniti. Tanto più per un autore americano e Newyorkese. Aderire alla teoria del complotto? Negarla completamente? Demonizzare i terroristi? O magari umanizzarli? Essere apologetici nei confronti di Bush e della guerra? O piuttosto del mondo islamico? &lt;br /&gt;Oliver Stone ha scelto di non fare niente di tutto questo, regalandoci un film del tutto inutile. &lt;br /&gt;Don DeLillo ha scelto di non fare niente di tutto questo, sfruttando il nostro inconscio collettivo; non ha bisogno, DeLillo, di mostrare quello che tutti abbiamo già visto nell'infinita esposizione mediatica delle stesse immagine di morte. Il gioco di ellissi, di metafore, di rimandi e di invenzioni come Bill Lawton, o l'anonimo perfomance artist) ha una forza tale che l'autore può permettersi il lusso di non nominare mai l'evento su cui il romanzo è imperniato. Non si tratta di politica, né di giornalismo o di speculazione. Questa è letteratura.&lt;br /&gt;Certo Don DeLillo ha già scritto grandi pagine sul terrorismo, sulla dissoluzione dell'impero americano, sulla crisi della famiglia, sul gioco d'azzardo, sulla morte. Ma questo nulla toglie al valore dell'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uomo che cade&lt;/span&gt;. Quando, fra molti anni, le opere di finzione ispirate all'11 Settembre 2001 riempiranno intere biblioteche, questo sarà uno dei libri che vorremo ricordare, quello che torneremo a leggere e rivalutare. Con buona pace del New York Times.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R7BIVG--KnI/AAAAAAAAACs/GuEjaIj2k_I/s1600-h/don_delillo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R7BIVG--KnI/AAAAAAAAACs/GuEjaIj2k_I/s400/don_delillo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165708300083145330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Grazie, Donnie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-7741004617460354373?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/7741004617460354373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=7741004617460354373' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7741004617460354373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7741004617460354373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/luomo-che-cade-la-recensione-di-belial.html' title='L&apos;Uomo che Cade - La Recensione di Belial'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R7BHNW--KmI/AAAAAAAAACk/0OS2CfGGEYs/s72-c/appeso%2Bfalling.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-855486927265759291</id><published>2008-02-11T17:30:00.000+01:00</published><updated>2008-02-11T17:32:24.822+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Belial'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Premio Belial: Biografia V di Mony Taylor</title><content type='html'>Sono io, Hector Luis Belial. Sono nato ufficialmente il 5 Ottobre 1987, ma la mia storia è molto più lunga di quando possiate pensare.&lt;br /&gt;Era il 20 Gennaio 1501 quando, all’età di 20 anni quando fui arruolato nell’esercito Francese col nome di Jacques LeBelle ed era il 13 ottobre 1501 quando col mio esercito conquistammo Napoli, in Italia. Durante quella notte io e i miei compagni andammo a bere e a festeggiare in una locanda. Ci fu un’imboscata e venimmo feriti dagli spagnoli, smaniosi anche loro di conquistare la zona partenopea.&lt;br /&gt;Stavo morendo quella notte, assieme ai miei compagni, quando entrò una maga nella locanda e, vedendo lo scempio lasciato dagli spagnoli, cercò di curarci. Solo io rimanevo ancora vivo, ma con brutte ferite e con troppo sangue che fuoriusciva.&lt;br /&gt;«Vuoi vivere?»&lt;br /&gt;«Certo che voglio vivere!»&lt;br /&gt;Un ragazzo come me di 20 anni non poteva di certo sapere a cosa andava incontro. La maga mi fece un sortilegio (o una maledizione?) e ben presto le mie ferite si rimarginarono e io tornai ad essere nel pieno delle mie facoltà fisiche e mentali.&lt;br /&gt;Ahimé quella notte era meglio se fossi morto… La maga mi costrinse a vivere per l’eternità. Sarei morto solo se avessi guadagnato tanti soldi da farle erigere una statua d’oro tempestata di diamanti nella sua villa. La maga morì 20 anni dopo uccisa da me stesso che, in preda alla disperazione, la strangolai, ma la sua maledizione ancora persiste. Durante tutti questi anni ho cercato sempre di guadagnare più soldi possibili per metter fine a questa mia strana vita, ma ogni volta succedeva sempre qualcosa che mi faceva perdere i soldi (incendio, perdita dei soldi in borsa ecc…).&lt;br /&gt;Il 5 Ottobre 1987 decisi di riprovarci ancora. Andai a registrarmi all’anagrafe con il nome di Hector Luis Belial. Volevo iniziare una nuova vita. Oggi ho di nuovo 20 anni e, malgrado la mia vera età, ancora mantengo il viso giovane. Spero che con la pubblicazione di questi libri riesca a guadagnare i soldi per metter fine a questa strana vita immortale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-855486927265759291?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/855486927265759291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=855486927265759291' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/855486927265759291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/855486927265759291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-biografia-v-di-mony.html' title='Premio Belial: Biografia V di Mony Taylor'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-5930642120759007439</id><published>2008-02-11T17:27:00.002+01:00</published><updated>2008-02-11T17:29:17.630+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Belial'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Premio Belial: Biografia IV di Mony Taylor</title><content type='html'>Ettore Luigi Beli nacque il 10 Ottobre 1987 in Toscana. A lui sin dalla nascita era affidato il grande casato degli avi che da sette generazioni producevano olio e vino toscano.&lt;br /&gt;Incurante del peso che gravava sulle sue spalle Ettore frequentò il liceo artistico e, mentre era tra i campi con il padre a imparare il suo futuro lavoro, disegnava.&lt;br /&gt;Appena diventò maggiorenne il giovane Ettore decise di pubblicare il primo libro rubando i soldi dalla cassaforte di famiglia. Lo pseudonimo di Hector Luis Belial fu scelto per non destare curiosità da parte della famiglia che non ne voleva sapere di abbandonare l’importante azienda di famiglia per dar sfogo alle passioni dell’unico figlio.&lt;br /&gt;È per questo che Hector Luis Belial non concede mai interviste e non vuole rivelare la sua biografia. Sta di fatto che giorni fa, durante la potatura delle vigne, mi diede la possibilità di scrivere tre righe sulla sua vita, a patto che non vengano mai pubblicate sui giornali locali.&lt;br /&gt;Ettore Luigi Beli oggi è comproprietario, assieme al padre, dell’azienda di famiglia e scrive anche libri sotto lo pseudonimo di Hector Luis Belial.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-5930642120759007439?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/5930642120759007439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=5930642120759007439' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5930642120759007439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5930642120759007439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-biografia-iv-di-mony.html' title='Premio Belial: Biografia IV di Mony Taylor'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-7414309708761280574</id><published>2008-02-11T17:27:00.001+01:00</published><updated>2008-02-11T17:27:48.200+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Belial'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Premio Belial: Biografia III di Mony Taylor</title><content type='html'>Il 30 Settembre 1987 nacque a Milano Hector Luis Belial. Il padre morì di lì a poco, era un camionista e fece un incidente sull’autostrada. La madre, tatuatrice, si prese da subito cura del giovane insegnandogli la sua arte.&lt;br /&gt;Hector Luis Belial frequentò le elementari e le medie nella scuola pubblica, dove rimase bocciato due volte. Al momento della scelta delle superiori decise di lasciare tutto per occuparsi del negozio della madre. Fu così che dai 16 anni Hector Luis Belial divenne un importante tatuatore. Tra i clienti del negozio cominciarono a farsi vedere anche celebri star italiane. Un giorno Hector Luis si innamorò di una famosa attrice più grande di lui di 10 anni. La sera stessa la invitò a cena.&lt;br /&gt;La giovane, Caterina Doni, corrisposte l’amore e si fidanzarono.&lt;br /&gt;I giornali scandalistici scoprirono dopo una sola settimana il legame tra i due, ma a parte gli scandali, niente e nessuno li separò.&lt;br /&gt;Appena Hector Luis compì i 18 anni decise di sposarsi con Caterina ed ebbero subito un figlio: Johnny T. Belial. Hector dei due nomi scelse il secondo e, data l’indecisione tra i nomi di Tiziano e Tapparo decise di chiamarlo semplicemente per l’iniziale. Fu durante la gravidanza della moglie che Hector Luis Belial cominciò a scrivere, dapprima solo lettere d’amore, poi veri e propri libri.&lt;br /&gt;Oggi Hector Luis Belial vive a Milano con la moglie Caterina Doni che ha ripreso il suo lavoro di attrice e il figlioletto Johnny T. La madre è morta un anno fa e ora riposa accanto al marito nel giardino della villa Belial (comprata dopo il successo del primo libro di Hector Luis).&lt;br /&gt;Il negozio di tatuaggi apre solo 3 giorni alla settimana: lunedì, martedì e mercoledì. Si dice che bisogna prenotare 1 mese prima per farsi un tatuaggio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-7414309708761280574?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/7414309708761280574/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=7414309708761280574' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7414309708761280574'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7414309708761280574'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-biografia-iii-di-mony.html' title='Premio Belial: Biografia III di Mony Taylor'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-7865303510214615960</id><published>2008-02-11T17:24:00.000+01:00</published><updated>2008-02-11T17:25:56.166+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Belial'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Premio Belial: Biografia II di Mony Taylor</title><content type='html'>Era il 7 Ottobre 1987 quando Enrique Bernau venne alla luce in una clinica privata di Parigi. I genitori Gerard e Marie Antoinette lo accolsero come un vero e proprio miracolo dato che non potevano avere figli.&lt;br /&gt;Durante l’infanzia Enrique Bernau fece amicizia con molti membri dell’aristocrazia europea e imparò diverse lingue oltre al francese. Il padre ambasciatore e la madre celebre violinista fecero sì che Enique crescesse nella ricchezza e nel decoro.&lt;br /&gt;Fu verso i 17 anni che tutto cambiò. Durante una serata tempestosa il ragazzo andò nella stalla della villa in cui viveva momentaneamente in Romania e scoprì che la paura del quadrupede era dovuta non ai lampi, bensì a una creatura che era china su di lui. Enrique vide il suo splendido esemplare arabo cadere a terra, privo di vita. La creatura che aveva ucciso il cavallo si voltò verso di lui: aveva la bocca insanguinata ed era una donna dagli occhi chiarissimi.&lt;br /&gt;Enrique Bernau rimase impietrito, cominciò a presentarsi in tutte le lingue che conosceva chiedendo cosa stava succedendo, ma la giovane non rispose, si avventò invece su di lui e, una volta pulitasi la bocca dal sangue equino sulla giacca firmata del giovane, gli azzannò il collo.&lt;br /&gt;Enrique Bernau, che fino a quel momento non aveva mai creduto nei vampiri, dovette ricredersi.&lt;br /&gt;Quando pensava che la sua ora era venuta, la giovane si distaccò da lui e ritrasse i denti aguzzi trasformandosi in una fanciulla bionda bellissima.&lt;br /&gt;Enrique Bernau non si è mai più separato dalla fanciulla e da quel momento iniziò una nuova vita. Di giorno aristocratico studioso all’università internazionale di Londra, di notte vampiro assassino e compositore di diversi libri pubblicati sotto lo pseudonimo di Hector Luis Belial.&lt;br /&gt;Nessuno sospetta di lui, ma diverse carneficine vengono scoperte ogni mattina e i responsabili sono Enrique Bernau e la splendida fidanzata Veronika Getrusva. Se il giovane si diletta nella scrittura la sua compagna disegna sotto lo pseudonimo di Jacqueline Anne Belial.&lt;br /&gt;Oggi i due vivono assieme a Milano, in Italia, ma non si sa di notte quale sarà il luogo della prossima carneficina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-7865303510214615960?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/7865303510214615960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=7865303510214615960' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7865303510214615960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/7865303510214615960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-biografia-ii-di-mony.html' title='Premio Belial: Biografia II di Mony Taylor'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-1720917199954619193</id><published>2008-02-11T17:22:00.000+01:00</published><updated>2008-02-11T17:23:59.191+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Belial'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Premio Belial: Biografia I di Mony Taylor</title><content type='html'>Hector Luis Belial fin dalla nascita destò preoccupazioni per i suoi genitori. Era l’8 di Luglio del 1987 (08/07/1987) quando la signora Astrid di professioni astrologa e il signor Arnaldo Belial di professione insegnante di yoga video nascere il bambino.&lt;br /&gt;Il nome fu scelto dopo la prima poppata del bebé: Hector per via del suo fragile corpicino che ricordava il cane della vicina di casa e Luis per via del grande capo ascita “Luis Arcieux” che per primo decise di volare giù da una rupe alta 1500 metri… chiaramente l’esito non fu positivo, ma per Arnaldo il capo ascita era un vero e proprio idolo.&lt;br /&gt;Astrid, che tutt’ora continua a legger tarocchi a tutto il quartiere e ad essere presente in diretta tv per una rete regionale, racconta che il figlio, data la straordinaria coincidenza dei numeri della sua data di nascita, continua a dire che sarà il nuovo Messia e che di segno zodiacale è della Bilancia perché incarna tutte le sfumature dell’equilibrio tra bene e male, tra realtà e fantasia.&lt;br /&gt;Quando i genitori erano a casa era un problema: Arnaldo parlava di “lievitazione”, “concentrazione”, la moglie Astrid parlava di “Luna”, “Posizione astrale”. Hector Luis per non sentire quei discorsi, a suo giudizio idioti, si rifugiava in camera sua a vedere i vecchi VHS che trovava in casa. Fu così che, togliendo le cassette di astrologia e quelli di posizioni yoga trovò “La Casa” che cominciò a vedere notte e giorno quasi senza interruzione.&lt;br /&gt;L’infanzia di Hector Luis fu piuttosto in ombra rispetto alle personalità particolari dei genitori, ma verso i 16 anni trovò un suo riscatto. Un giorno uscì dalla sua camera da letto vestito con un cappotto lungo in pelle, stivali, jeans stracciati e maglia con disegni oscuri. I capelli erano lunghi, riccioli e gli occhi chiarissimi risplendevano come non mai. La madre Astrid vedendolo si sentì avverata la sua premonizione: il Messia era arrivato. Il padre, invece, si limitò a dare uno scapaccione al figlio dicendogli: “Vestiti decentemente”. Hector Luis da quel momento affondò appieno la sua personalità nell’esoterismo ascoltando solo gruppi metal, guardando ogni giorno almeno un film horror e scrivendo…&lt;br /&gt;La scrittura per Hector Luis divenne una sorta di “liberazione”, questa volta non solo dalla sua famiglia, ma anche dal caos quotidiano che induce la popolazione a non guardare la realtà (parole sue).&lt;br /&gt;Oggi Hector Luis Belial ha 20 anni e scrive, sotto effetto di stupefacenti, libri apparentemente seri, ma colmi di messaggi subliminali che inducono all’uso delle nuove droghe da lui scoperte, quali la “mimosa in fiore” o la “camomilla salata con rosmarino”. Più volte Hector Luis ha provato a disegnare, ma la censura ha fortemente bloccato ogni sua opera.&lt;br /&gt;Venerato dalla madre e sospettato dal padre di volergli rubare il lavoro in un prossimo futuro, Hector Luis tutt’oggi gira il mondo in cerca di ispirazioni per i suoi libri che, a sorpresa, riscuotono sempre un maggiore successo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-1720917199954619193?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/1720917199954619193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=1720917199954619193' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1720917199954619193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1720917199954619193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-biografia-i-di-mony.html' title='Premio Belial: Biografia I di Mony Taylor'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-1314476007781451034</id><published>2008-02-11T10:06:00.000+01:00</published><updated>2008-02-11T10:07:13.760+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Belial'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Premio Belial: Biografia di Amalasunta</title><content type='html'>Hector Luis Belial era semplicemente troppo poco rock per continuare a drogarsi. Fu cosí che si mise a scrivere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-1314476007781451034?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/1314476007781451034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=1314476007781451034' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1314476007781451034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1314476007781451034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-biografia-di-amalasunta.html' title='Premio Belial: Biografia di Amalasunta'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-1535698957156894131</id><published>2008-02-08T10:37:00.000+01:00</published><updated>2008-02-08T10:42:50.221+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Belial'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Premio Belial: "Chi vuol essere il prossimo Belial?" di Amintore Farfuglia</title><content type='html'>Hector Luis Belial ha detto di sé, qualche mese fa: ‘E’ incredibile, creare un personaggio fittizio non ha concentrato l’attenzione sulle opere, suscitando anzi l’effetto contrario: non si fa altro che parlare di Hector Belial. Sono depresso.’&lt;br /&gt;Tutto lascerebbe intendere che questo Belial sia pronto a lasciare la mano. Hector Belial è infatti un marchio dietro cui si sono celati diversi autori nel corso del tempo. Mai nessuno di questi era arrivato a un pubblico vasto, merito invece del Belial di cui sopra,il quarantenne Ludovico Robbiati, fratellastro del celebre Anselmo, calciatore di alterne fortune soprattutto nella Fiorentina.&lt;br /&gt;Il primo Belial di cui si hanno notizie è Vannino Quadri (1914-1956), genovese, poeta prima futurista e poi ermetico, che lascia però subito il testimone durante la seconda guerra mondiale. In trincea conosce il tedesco Hector Von Schussel (che sarà il primo ad accostare appunto il nome ‘Hector’ al preesistente ‘Belial’, le cui origini non sono invece note); il quale dopo la guerra, stabilitosi in Italia, comincia con alcuni frammenti lirici di ispirazione dannunziana. Passa poi a una letteratura neorealista, preferendovi infine il cinema. Lascia così a Ercole Tosti, che tra gli anni ’60 e ’70 scrive alcuni romanzi andati per la maggior parte perduti, eccezion fatta per ‘Il pesce d’oro’, di cui esistono pochi esemplari in giro per l’Italia. Tosti muore a Roma nel 1985, dopo aver aggiunto il ‘Luis’ al marchio in onore di sua moglie Luisa. Lascia l’eredità a Vittorio Saio, allora ventenne, noto nell’ambiente post-punk con la band Trust; ed è proprio durante i concerti che spaccia alcuni racconti autoprodotti e una fanzine fotocopiata, ‘Fango’, in cui si esplicitano maggiormente le intenzioni letterarie di Hector Belial. La produzione di Saio, soprattutto grazie a ‘Fango’, è quella più vasta, nonostante il suo Belial sia quello con la vita più corta: nel ’90 deve scegliere tra la carriera artistica e quella in banca, e lascia quindi al venticinquenne Tonino Merli, napoletano, autore di un romanzo che per qualcuno avrebbe anticipato il cyberpunk: ‘Tokyo Love’, di cui però non è rimasta alcuna copia. Nel 2000 Merli muore in un incidente stradale, le cui dinamiche non hanno tuttavia mai convinto la moglie Sara. La donna decide di lasciare tutto in mano al talentuoso nipote quattordicenne, Andrea Maiò. L’opera di Belial si concentra ora nel campo della grafica e dei fumetti, fino alla pubblicazione di racconti in giro per la rete.&lt;br /&gt;Nel 2008 viene pubblicato ‘Saxophone Street Blues’, che pare sia stato scritto a quattro mani dal Maiò e dal nuovo Belial, Ludovico Robbiati. Ad oggi, non si hanno però più notizie del primo, né di sua zia, che da anni vive in Brasile.&lt;br /&gt;Secondo indiscrezioni, Robbiati avrebbe ucciso Maiò, ma Ludovico sembra non gradire molto domande sul suo predecessore. Probabile che si tratti di una trovata pubblicitaria, di certo c’è che in molti attendono di conoscere l’identità del prossimo Hector Luis Belial.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-1535698957156894131?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/1535698957156894131/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=1535698957156894131' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1535698957156894131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1535698957156894131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-chi-vuol-essere-il.html' title='Premio Belial: &quot;Chi vuol essere il prossimo Belial?&quot; di Amintore Farfuglia'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-4667369779098698767</id><published>2008-02-06T12:19:00.000+01:00</published><updated>2008-02-06T12:28:02.887+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Belial'/><title type='text'>Premio Belial: Si Comincia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/1e0c5e16df0ea6538b5c62b8cb3b52fd.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px;" src="http://files.splinder.com/1e0c5e16df0ea6538b5c62b8cb3b52fd.gif" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Irriverenti! Immaginifiche! Piacevolmente esotiche! Ecco le prime biografie potenziali in lizza per il &lt;a href="http://hectorbelial.blogspot.com/2007/12/primo-premio-belial-per-la-miglior-vita.html"&gt;Favoloso Premio Belial&lt;/a&gt;!&lt;br /&gt;Sapete fare di meglio? Dimostratecelo! A grande richiesta, la scadenza è stata prorogata fino al &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;29 Febbraio 2008&lt;/span&gt;. Nel frattempo potete votare le vostre note biografiche preferite con le apposite stelline che trovate sotto ogni post.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-4667369779098698767?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/4667369779098698767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=4667369779098698767' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/4667369779098698767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/4667369779098698767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-si-comincia.html' title='Premio Belial: Si Comincia'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-1098428539138467633</id><published>2008-02-06T12:18:00.000+01:00</published><updated>2008-02-06T12:19:18.762+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Belial'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Premio Belial: Biografia di Rococò Rocks</title><content type='html'>Ettore Luigi Belli nasce a Trento nel 1987 in una famiglia piccolo-borghese (il padre è ingegnere civile e la madre catechista).&lt;br /&gt;Figlio unico, trascorre un'infanzia tranquilla immerso nella natura grazie ai frequenti soggiorni in montagna. &lt;br /&gt;Nel 1996 il padre si trasferisce per lavoro nella Val Pusteria e intraprende dei progetti ecologici per lo sfruttamento delle risorse rinnovabili.&lt;br /&gt;Ettore e la madre lo raggiungono presto e il bambino frequenta qui le scuole dell'obbligo e il Liceo Scientifico.&lt;br /&gt;Ben presto il suo carattere ombroso e inquieto lo porta però a preferire le letture autonome ed eterogenee della piccola biblioteca locale (in particolare Baudelaire e gli scrittori dell'avanguardia futurista, tra cui F.T. Marinetti) e le lunghe passeggiate solitarie nei boschi.&lt;br /&gt;Su forte pressione paterna si iscrive in seguito all' Università Degli Studi di Trento in Ingegneria Ambientale, ma abbandona gli studi dopo solo un semestre e si allontana bruscamente dalla famiglia per trasferirsi a Milano, l'agognata "grande macchina luccicante" dove pensa di trovare un'alternativa al "buonismo ipocrita e all'esasperante correttezza" nonchè al "paradiso forzato" come afferma egli stesso riferendosi alle sue esperienze familiare e trentina.&lt;br /&gt;A Milano Ettore viene profondamente colpito dalla vita caotica della città e dei suoi abitanti e si appassiona alla letteratura nordamericana. Osserva e raccoglie storie di vita di periferia, egli stesso sperimenta la vita dissoluta e le opportunità che la strada offre e comincia a riparare e vendere pezzi di ricambio per auto rubati.&lt;br /&gt;Si avvicina all'occultismo e si definisce "seguace dell' Artificio, del motore che gratta e insozza, della polpa spiaccicata, del nero Signore dell' inferno". &lt;br /&gt;In pochi mesi scrive Saxophone Street Blues, il suo romanzo d'esordio in cui si firma con lo pseudonimo di Hector Luis Belial.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-1098428539138467633?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/1098428539138467633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=1098428539138467633' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1098428539138467633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1098428539138467633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-biografia-di-rococ-rocks.html' title='Premio Belial: Biografia di Rococò Rocks'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-6460645070189132516</id><published>2008-02-06T12:16:00.000+01:00</published><updated>2008-02-06T12:18:04.391+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Belial'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Premio Belial: Biografia II di Afro P. Cilum</title><content type='html'>Hector Luis Belial nacque in 24 ottobre 1988 a Katmandu a causa di una strana congiuntura cosmica: infatti il giorno del concepimento era il compleanno del padre che “disgraziatamente” si era dimenticato i preservativi a casa.&lt;br /&gt;La vita arrise subito a questo baldo giovane, costruendo per lui una strada in salita che ovviamente faceva fatica a salire. Fu adottato dall’allora 13enne Angelina Jolie.&lt;br /&gt;Primo di una lunga serie di bambini-cuccioli fu ripudiato dalla madre adottiva dopo aver dato fuoco allo splendido Chiwawa della Jolie, Tinkerbell.&lt;br /&gt;“Mi rubava sempre il cibo” fu il commento dell’epoca del Belial.&lt;br /&gt;Passando anni in mezzo ad una strada riuscì a farsi strada nel mondo della moda brevettando per primo l’idea degli infradito maschili con le calze.&lt;br /&gt;Un’idea che gli fece ottenere dal Giappone, che usava una simile moda durante la cerimonia del te, un risarcimento pari al prodotto interno lordo dello Zimbawe.&lt;br /&gt;Gli agi così negatigli dalla perfida madre adottiva furono ripristinati in toto, riuscendo, alla tenera età di 13 anni, nell’obiettivo di molti giovani industriali italiani: riuscire a fare i soldi sfruttando idee e fatica altrui.&lt;br /&gt;Decise così di trasferirsi in Italia, paese del vino e del sole, dove, per sua sfortuna, gettando una monetina per scegliere dove andare a vivere, si ritrovò a Piancavallo, desolata landa in mezzo al nulla con nessuno.&lt;br /&gt;La noia all’inizio lo portò verso il baratro della disperazione, su consiglio del maggiordomo Alfred si dedicò alla scrittura, scrivendo il suo romanzo “Attenzione Agli Armeni ubriachi”, che però rinchiuse in un cassetto poiché non conosceva nessuno se non il maggiordomo Alfred.&lt;br /&gt;Poi con una connessione satellitare scoprì internet. Un nuovo mondo con cui confrontarsi. E migliaia di Terabytes di porno da scaricare.&lt;br /&gt;Scoprendo le meraviglie dell’online banking riuscì a costruire il più grande impero economico della storia umana, riuscendo persino a partecipare agli incontri della società di Thule.&lt;br /&gt;Disgraziatamente un finanziamento sbagliato all’età di 17 anni gli fece perdere tutto il patrimonio.&lt;br /&gt;“Ricordo il periodo dei bond. Il mio maggiordomo si suicidò per il dolore e io incassai la sua polizza sulla vita. Disgraziatamente l’apertura del Bingo a Piancavallo mi fece perdere di nuovo tutti i risparmi tanto faticosamente guadagnati”.&lt;br /&gt;I vari drammi della sua vita lo costrinsero a rendere pubblico il suo libro “Attenzione Agli Armeni ubriachi”. La casa editrice però preferì cambiare il nome in “Saxophone street blues” per problemi legati al razzismo.&lt;br /&gt;Attualmente dalle parti di Secondigliano, dove si dedica con tutto se stesso all’importazione di schiavi per le industrie tessili dalla Cina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-6460645070189132516?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/6460645070189132516/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=6460645070189132516' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/6460645070189132516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/6460645070189132516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-biografia-ii-di-afro-p.html' title='Premio Belial: Biografia II di Afro P. Cilum'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-3313125024958818124</id><published>2008-02-06T12:14:00.001+01:00</published><updated>2008-02-06T12:16:28.957+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Belial'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Premio Belial: Biografia I di Afro P. Cilum</title><content type='html'>Hector Belial nasce il 24 Ottobre 1988, in una soleggiata giornata di autunno. Fin dai primi giorni rivela una tendenza naturale ai vizi, chiedendo in continuazione cibo, arrivando persino a chiedere il triplo della razione di un normale neonato pur essendo soltanto il 3° più grasso dell’ospedale.&lt;br /&gt;Col tempo la sua natura ossessiva e stracciapalle si manifesta in tutto il suo splendore, costringendo la madre a veglie notturne date le urla, i pianti del figliolo ed il culo pesante del padre.&lt;br /&gt;Passato il 3° anno di insonnia, la madre del suddetto affronta un crollo nervoso mai completamente curato che avrà effetti devastanti sulla crescita del figliolo. Fortunatamente il Belial è pazzo, per cui questi “effetti devastanti” si ridurranno a semplici “rotture di palle giovanili” comuni a molti bambini.&lt;br /&gt;All’inizio del suo lungo percorso scolastico il Belial rivela la sua natura estremamente emotiva, passando le giornate aggrappato alla gonna della sua suora  a piangere.&lt;br /&gt;Con le scuole elementari il carattere estremamente introverso del Belial subisce un’ulteriore introversione, causandogli, almeno nei primi anni, problemi e delusioni. Fortunatamente dal 3° anno di elementari le cose migliorarono nettamente, portandolo vicino agli psicofarmaci.&lt;br /&gt;Disgraziatamente nelle attività extrascolastiche, ovvero negli sport, si rivela essere l’equivalente umano dello scarafaggio stercoraro, essendo lui capace solamente di far girare le palle, ma mai dt segnare un gol o un canestro.&lt;br /&gt;“È un Inetto!” diceva il suo allenatore di pallanuoto.&lt;br /&gt;Alle medie fu pestato il primo giorno di scuola malgrado la sua mole.&lt;br /&gt;Erroneamente considerato a rischio suicidio dalla maestra divenne il cocco di tutti, vezzeggiato e coccolato per far in modo di evitare un improbabile auto-eutanasia.&lt;br /&gt;Alle superiori passò 3 anni di inferno, prima di rendersi conto di una fondamentale verità: il suo carattere era una merda. Allora lo cambiò con uno disponibile entro 24 ore su ebay.&lt;br /&gt;Al 18° anno di età entrò in contatto con il mondo della droga e si rese conto dell’esistenza di una sfumatura non presente nel lessico dei giornalisti televisivi.&lt;br /&gt;Ma poi con il tempo se ne dimenticò diventando un tossico.&lt;br /&gt;L’università di Sviluppo e Cooperazione lo accolse a braccia aperte visto che nessuno sapeva della sua esistenza, e riuscì a laurearsi con il voto mediocre di 90.&lt;br /&gt;Comunque riuscì con il tempo a provare diversi lavori, tra cui Intervistatore Telefonico, Animatore per Bambini, comunicatore ambientale, impiegato e spaltista, un lavoro che racchiude, a sentire il Belial, un’intera filosofia di vita.&lt;br /&gt;Quale essa sia, rimane tutt’ora un mistero per i più.&lt;br /&gt;Coniugando i suoi principali interessi, ovvero la scrittura e l’esibizionismo, nel medesimo anno conclude il suo primo romanzo, che si chiamava “Come infilarsi nel tanga di quella figa della vicina di casa senza rischiare il pestaggio da parte del ragazzo di lei, ossessivo e geloso”, ma la casa editrice preferì cambiarlo in “Saxophone street blues”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-3313125024958818124?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/3313125024958818124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=3313125024958818124' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3313125024958818124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3313125024958818124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-biografia-i-di-afro-p.html' title='Premio Belial: Biografia I di Afro P. Cilum'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-3686708979332657029</id><published>2008-02-06T12:12:00.000+01:00</published><updated>2008-02-06T12:14:05.896+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Belial'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Premio Belial: Biografia di Rip</title><content type='html'>Nasce da una famiglia borghese arricchitasi col commercio di bibbie a fumetti. Presso la capitale francese, poco più che decenne, si forma a contatto con gli esponenti del Gutturalismo, ed esordisce su alcune riviste legate a questo movimento. Già in questi anni, fra un viaggio per l’Europa e l’altro, il giovane coltiva i suoi interessi per la letteratura italiana, il volo e la paleontologia vegetale. Abbandonerà quest’ultima, dopo un drammatico incendio esploso nella sua serra personale, causato dal falco di famiglia, amante dei sigari toscani. Gli ci vorranno alcuni mesi per elaborare l’incidente e decidersi ad allontanare l’animale dalla tenuta di famiglia. Dopo questo travagliato periodo, l’ormai sedicenne Hector riprende a scrivere e abbandona definitivamente la romanza napoletana.&lt;br /&gt;Gli anni fra il 2003 e il 2006 sono costellati di incontri con la donna della sua vita, Lauretta Trecnok, conosciuta a Milano in uno dei suoi numerosi viaggi. I due giovani si sposano quattro volte (tre per gioco ed una per davvero, nella chiesa della abate Trecnok, padre di Lauretta) e dopo qualche mese divorziano (una volta per davvero ed una per scherzo). Quando Hector scopre che lo Stato italiano non riconosce più la validità del loro legame coniugale decide di tornare a Parigi. Sono mesi drammatici, amareggiati dai frequenti interventi agli occhi e dai problemi fisionomici, e in cui il giovane smette di utilizzare la lettera F, nel parlare come nello scrivere. È la letteratura a tenerlo attaccato alla vita: frequenta assiduamente il club dei Millantatori, traduce il De vita caesarum di Mullonio Grasso e compone sonetti sui sette mari e i pirati con le gambe di legno.&lt;br /&gt;Purtroppo la sua salute non migliora con il ravvivarsi del suo umore; nel febbraio del 2006 perde entrambe le orecchie e, tutto d’un tratto, impazzisce credendosi Long John Silver.&lt;br /&gt;Nel 2007 Belial inizia un romanzo, L’impronunciabile Benzdruviak (pubblicato postumo l’anno seguente), che riprende in modo evidente le linee tematiche del suo unico romanzo pubblicato in Italia, Saxophone Street Blues. Vi si trovano il consueto odio per i volatili, l’idea di uomo come natura morta e, stilisticamente, un’ingenua e candida passione per i periodi infiniti e senza interpunzioni. Differentemente dal pluripremiato romanzo, qui Belial fa un uso smodato ed inspiegabile della lettera F.&lt;br /&gt;Secondo alcuni è stata questa la causa della sua prematura morte (avvenuta nel gennaio del 2008), mentre secondo altri l’eccesso consonantico sarebbe solo una concausa. I più affezionati lettori di Belial hanno costruito, il giorno del suo funerale, un enorme veliero di strutto, posto in cima al palazzo dal quale lo scrittore si lanciò per provare a volare un’ultima volta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-3686708979332657029?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/3686708979332657029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=3686708979332657029' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3686708979332657029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3686708979332657029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-biografia-di-rip.html' title='Premio Belial: Biografia di Rip'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-5220738832400286080</id><published>2008-02-06T12:10:00.000+01:00</published><updated>2008-02-06T12:11:55.383+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Belial'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Premio Belial: "L'Acrostico" di Ludo Vica</title><content type='html'>Hector Luis Belial è un nome di fantasia per formare le iniziali HLB, acrostico di “Ho Leccato Bidè”. Frase di scherno che i compagni di scuola scrivevano con i pennarelli indelebili su tutto ciò che apparteneva a Marco Galloni, dallo zaino al didietro del giubbotto nuovo.&lt;br /&gt;Galloni veniva apostrofato in quei termini poiché per i bulli del quartiere rientrava nello stereotipo del secchione con l’alitosi; così è cresciuto in quel di Varese, covando dentro di sé una crescente e devastante rabbia. Per sopravivere si è rifugiato nei libri. Ne ha letto così tanti e di ogni genere da avere una conoscenza equiparabile a chi ha viaggiato in tutto il mondo; ha la saggezza di un novant’enne ma dei suoi vent’anni conserva l’immediatezza di pensiero.&lt;br /&gt;La sua voglia di vendetta trova sfogo nella scrittura e le iniziali del nome d’arte gli ricordano la fonte della sua sofferenza, infatti ha scelto di usare uno pseudonimo poiché il su riscatto è personale e non desidera condividerlo con quei quattro falliti che gli hanno rovinato la pubertà: dare attenzione a quel genere di gente, anche se si tratta di attenzione negativa, significa comunque esaltarli.&lt;br /&gt;Marco crede di non avere più l’alitosi, considerato che Diana – la sua prima ragazza – lo bacia con tanto trasporto; purtroppo quando leggerà queste righe gli sorgerà qualche dubbio.&lt;br /&gt;Proprio Diana ci ha svelato – in cambio di una borsetta di Prada – lo scoop della vera identità di Hector Luis Belial, ma si consoli, ella stessa ci ha confidato che è veramente un ragazzo adorabile, anche l’unica cosa che gli viene veramente bene è scrivere! A noi, sinceramente, non pare poco visto che scrivere così bene da vendere milioni di copie, è già una qualità stupefacente.&lt;br /&gt;Ora che tutte le ammiratrici di Hector Luis Belial sanno a chi rivolgere le loro attenzioni, per Galloni siamo sicuri che non ci saranno più problemi di alitosi. Forse dovrà solo inventarsi un nuovo acrostico.&lt;br /&gt;Speriamo di vederlo presto sul trono di Uomini e Donne di Maria De Filippi: Hector Luis Belial, alla luce di questa verità, diventa l’idolo di tutti quelli che hanno più cervello che bicipiti… e che gli perdoni l’alito da biblioteca perché sanno coniugare i verbi senza ammazzare il vocabolario!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-5220738832400286080?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/5220738832400286080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=5220738832400286080' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5220738832400286080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5220738832400286080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-lacrostico-di-ludo-vica.html' title='Premio Belial: &quot;L&apos;Acrostico&quot; di Ludo Vica'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-81501151310319407</id><published>2008-02-06T12:07:00.000+01:00</published><updated>2008-02-06T12:10:02.600+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Belial'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Premio Belial: Biografia di Sorgiss</title><content type='html'>Hector Luis nacque a La Coruña da madre gallega e padre irlandese. La madre, Teresa, era figlia di contadini dell’entroterra, e ancora ragazzina scese in città per andare a servizio dall’anziana vedova del preside della scuola elementare. Proprio a La Coruña incontrò un giovane marinaio irlandese, imbarcato su un mercantile che seguiva la rotta transoceanica. Negli anni a venire i genitori di Hector vissero insieme per brevi parentesi di amore assoluto, ma Teresa non si volle mai sposare.&lt;br /&gt;Quando venne a sapere della gravidanza, l’anziana vedova si commosse e decise di accogliere in casa il piccolo. Hector trascorse così i primissimi anni dell’infanzia nell’appartamento ombroso con le finestre che si aprivano sul mare; si chiudeva per intere giornate nella vasta biblioteca, sfogliando affascinato i grandi libri illustrati che descrivevano la flora e la fauna di tutti i continenti. Diede prova di un precoce talento artistico e di una spiccata originalità creativa, disegnando paesaggi irreali assolutamente inediti.&lt;br /&gt;A quattordici anni si imbarcò come mozzo sulla nave che vedeva suo padre tra gli ufficiali. Nelle settimane di navigazione fu impegnato nella stesura della fedele cronaca romanzata del viaggio. Sbarcò a Buenos Aires, dove scelse il continente latino-americano come patria d’adozione; in questa città magica, la sua scrittura fu arricchita da venature surreali e le sue gambe assorbirono l’incedere cadenzato dei ballerini di tango.&lt;br /&gt;L’infatuazione per una splendida mulatta, pelle brunodorata e occhi di carbone, lo spinse ad iniziare un vagabondaggio per terre affascinanti e misteriose: Cuba, Giamaica, Messico. Gli scritti di questo periodo sono intrisi di musicale sensualità.&lt;br /&gt;In seguito si spostò a nord: fu a New Orleans, ancora piegata dal passaggio di Katrina ma desiderosa di liberare nuovamente la potente energia del jazz, e quindi a Montreal, gelida cornice perfetta per una fase più intimista e cool.&lt;br /&gt;Attualmente vive a Milano, dove respira le torbide suggestioni che già ispirarono Scerbanenco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-81501151310319407?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/81501151310319407/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=81501151310319407' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/81501151310319407'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/81501151310319407'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/premio-belial-biografia-di-sorgiss.html' title='Premio Belial: Biografia di Sorgiss'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-963284369314707732</id><published>2008-02-06T10:05:00.000+01:00</published><updated>2008-02-06T10:08:17.523+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><title type='text'>Saxophone Street Blues su RivistaCulturale</title><content type='html'>RivistaCulturale parla di Las Vegas e segnala Saxophone Street Blues. &lt;a href="http://"&gt;Qui.&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-963284369314707732?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/963284369314707732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=963284369314707732' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/963284369314707732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/963284369314707732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/saxophone-street-blues-su.html' title='Saxophone Street Blues su RivistaCulturale'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-3156212959443858975</id><published>2008-02-01T10:16:00.000+01:00</published><updated>2008-02-01T10:19:29.781+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Saxophone Street Blues'/><title type='text'>Saxophone Street Blues su Musicaos</title><content type='html'>Recensione (PULP) di Luciano Pagano. &lt;a href="http://musicaos.wordpress.com/2008/01/31/pulp-tanto-pulp-mai-abbastanza/"&gt;Qui.&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-3156212959443858975?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/3156212959443858975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=3156212959443858975' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3156212959443858975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3156212959443858975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/02/saxophone-street-blues-su-musicaos.html' title='Saxophone Street Blues su Musicaos'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-1887288720520117194</id><published>2008-01-29T17:54:00.000+01:00</published><updated>2008-01-29T18:09:36.918+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri di gente che sa scrivere davvero'/><title type='text'>Don DeLillo - L'Uomo che Cade</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.einaudi.it/einaudi/images_art/DeLillo_uomo_speciale.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px;" src="http://www.einaudi.it/einaudi/images_art/DeLillo_uomo_speciale.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' uscita oggi l'edizione italiana dell'ultimo romanzo del vecchio Donnie. Nei prossimi giorni la recensione di Belial, il quale si trova, attualmente, nella Bolivia sudorientale. Stando alle dichiarazioni ufficiali, le motivazioni di questo improvviso viaggio sarebbero ricollegabili ad "estese piantagioni di caffé", "incalcolabili vantaggi fiscali" e "señoritas alquanto discinte".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-1887288720520117194?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/1887288720520117194/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=1887288720520117194' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1887288720520117194'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1887288720520117194'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/01/don-delillo-luomo-che-cade.html' title='Don DeLillo - L&apos;Uomo che Cade'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-6657331624530392357</id><published>2008-01-27T18:05:00.000+01:00</published><updated>2008-01-27T18:10:56.442+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Saxophone Street Blues'/><title type='text'>Saxophone Street Blues su Vertigine</title><content type='html'>Rossano Astremo saluta i primi tre titoli di Las Vegas, includendo un breve giudizio a Saxophone Street Blues. &lt;a href="http://vertigine.wordpress.com/2008/01/26/las-vegas-edizioni-i-primi-tre-titoli/"&gt;Qui.&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-6657331624530392357?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/6657331624530392357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=6657331624530392357' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/6657331624530392357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/6657331624530392357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/01/saxophone-street-blues-su-vertigine.html' title='Saxophone Street Blues su Vertigine'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-1189303049758855233</id><published>2008-01-11T11:10:00.001+01:00</published><updated>2008-01-11T11:11:35.745+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Saxophone Street Blues'/><title type='text'>Saxophone Street Blues su Arcilettore</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.arcilettore.it/?idn=79&amp;idr=330"&gt;Qui.&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-1189303049758855233?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/1189303049758855233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=1189303049758855233' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1189303049758855233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1189303049758855233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/01/saxophone-street-blues-su-arcilettore.html' title='Saxophone Street Blues su Arcilettore'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-6174756511470172351</id><published>2008-01-08T09:28:00.000+01:00</published><updated>2008-01-09T12:06:16.073+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Saxophone Street Blues'/><title type='text'>Saxophone Street Blues - Da Oggi nelle Peggiori Librerie</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R4Ozx9ivfgI/AAAAAAAAACc/Dk67gXEUnz4/s1600-h/Belial+-+A+Novel.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R4Ozx9ivfgI/AAAAAAAAACc/Dk67gXEUnz4/s400/Belial+-+A+Novel.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5153160069557222914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Comunicazione di servizio: esce oggi l'edizione italiana di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Saxophone Street Blues&lt;/span&gt;, l'atteso romanzo d'esordio dell'ex stuntman e narcotrafficante Hector Luis Belial. Per questioni di ordine pubblico, l'ingresso a molte librerie di Milano è stato transennato. "Abbiamo dovuto raddoppiare la sicurezza per evitare che i fan, accampati qui fuori fin dalla scorsa notte, sfondassero le vetrine saccheggiando il negozio" sostiene Adolfo Grimm, responsabile della sicurezza di un noto multistore del centro. "Vendere libri diventa ogni giorno più pericoloso", conclude Grimm.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Saxophone Street Blues&lt;/span&gt; si può ordinare anche su &lt;a href="http://www.lasvegasedizioni.com/distribuzione.htm"&gt;Las Vegas Edizioni.com&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-6174756511470172351?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/6174756511470172351/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=6174756511470172351' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/6174756511470172351'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/6174756511470172351'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/01/saxophone-street-blues-da-oggi-nelle.html' title='Saxophone Street Blues - Da Oggi nelle Peggiori Librerie'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R4Ozx9ivfgI/AAAAAAAAACc/Dk67gXEUnz4/s72-c/Belial+-+A+Novel.png' height='72' width='72'/><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-190751177349886046</id><published>2008-01-06T11:12:00.000+01:00</published><updated>2008-01-06T11:29:38.669+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='droghe'/><title type='text'>Droghe, pt. 2</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R4Cs3NivffI/AAAAAAAAACU/sbzczMeGzEg/s1600-h/P1000237.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R4Cs3NivffI/AAAAAAAAACU/sbzczMeGzEg/s400/P1000237.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152308038240009714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;100 tappi di bottiglia di birra (collezione privata).&lt;br /&gt;Sono il metodico, ossessivo alcolismo di Belial...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-190751177349886046?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/190751177349886046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=190751177349886046' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/190751177349886046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/190751177349886046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/01/droghe-pt-2.html' title='Droghe, pt. 2'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R4Cs3NivffI/AAAAAAAAACU/sbzczMeGzEg/s72-c/P1000237.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-4254339452574549661</id><published>2008-01-04T14:06:00.000+01:00</published><updated>2008-01-04T17:09:03.986+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Biografie Potenziali: Caligari</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.la.cityzine.com/wp-content/uploads/2007/10/caligari.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px;" src="http://www.la.cityzine.com/wp-content/uploads/2007/10/caligari.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nato a Vaduz nel 1987, Hector Luis Belial ha iniziato a dare i primi segni di squilibrio mentale attorno ai 10 anni. Il padre, Werner Belial, agente di cambio, porta ancora le cicatrici che si procurò il giorno in cui tentò di dissuadere il figlio dal distruggere il bagno di casa. -Aveva avuto scatti di rabbia, in precedenza, ma nulla di preoccupante. Una notte di Ottobre, tuttavia (era il 1997), sentii dei rumori lancinanti dal bagno del pianterreno, quello degli ospiti, precisamente. Hector stava facendo a pezzi, con un martello e una spaventosa furia metodica, la vasca da bagno ed il lavandino. Tentai di fermarlo ma... capii, ben presto, che avrebbe potuto uccidermi. Chiamammo la polizia, ma perfino gli agenti si rifiutarono di intervenire fino a che mio figlio non si fosse fermato.-. La madre, Laura della Casa, ricorda: -La malattia gli induceva scatti di rabbia tremendi e irrefrenabili... eppure era un bambino molto dolce, dotato di una forza creativa irruenta. Come ex attrice, tentai di incanalare questa sua predisposizione verso il teatro. E devo dire che non l'ho mai visto così assorto e tranquillo come di fronte alle rappresentazioni cui l'accompagnavo fin da piccolissimo. Finito lo spettacolo, lungo la strada di casa, imitava gli attori in maniera quasi sconcertante. Potrei dire che aveva una naturale inclinazione ad impersonare le vite degli altri, un'inclinazione che continuò a coltivare sempre... e che, continuo a crederlo fermamente, l'avrebbe potuto portare molto lontano.-&lt;br /&gt;Nel 2003 l'imputazione per l'omicidio di una turista ventiseienne non ha potuto condannare Belial per insufficienza di prove. L'accusa ha tuttavia ottenuto che l'imputato venisse sottoposto alle cure del Dr. Caligari, presso l'istituto psichiatrico di Sevelen. &lt;br /&gt;-Non siamo riusciti- sostiene Caligari -a giungere ad una diagnosi completa riguardo alla psiche di Hector Luis Belial. Egli soffre di una complessa somma di disfunzioni mentali tanto atipiche quanto inquietanti. Il problema principale è che il paziente sembra non reagire alle cure, ed appare lucido per la maggior parte del tempo. Gli ho suggerito, come da prassi, di tenere un diario in cui riportasse ciò che gli passava per la testa... ma anziché dedicarsi alla propria introspezione, Belial ha iniziato a produrre opere di pura finzione, e con un certo accanimento. I miei colleghi sono concordi nel dubitare che tale esercizio possa essere del benché minimo giovamento alla sua schizofrenia; tuttavia non ho il cuore di proibirgli quest'attività, che è divenuta il suo principale interesse durante le giornate all'Istituto, e che l'ha perfino portato alla pubblicazione di un romanzo...-&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-4254339452574549661?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/4254339452574549661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=4254339452574549661' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/4254339452574549661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/4254339452574549661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2008/01/biografie-potenziali-caligari.html' title='Biografie Potenziali: Caligari'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-6946487749063684266</id><published>2007-12-24T23:50:00.000+01:00</published><updated>2007-12-24T23:52:25.316+01:00</updated><title type='text'>Auguri</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R3A4DNivfeI/AAAAAAAAACM/KIEcqP2lL1M/s1600-h/Immagine1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R3A4DNivfeI/AAAAAAAAACM/KIEcqP2lL1M/s400/Immagine1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147676001910619618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Belial vi augura un Natale diverso dal solito...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-6946487749063684266?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/6946487749063684266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=6946487749063684266' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/6946487749063684266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/6946487749063684266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2007/12/auguri.html' title='Auguri'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R3A4DNivfeI/AAAAAAAAACM/KIEcqP2lL1M/s72-c/Immagine1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-3140918493627037204</id><published>2007-12-04T16:59:00.000+01:00</published><updated>2007-12-07T10:42:51.875+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Belial'/><title type='text'>Primo Premio Belial per la Miglior Vita Fittizia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/1e0c5e16df0ea6538b5c62b8cb3b52fd.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px;" src="http://files.splinder.com/1e0c5e16df0ea6538b5c62b8cb3b52fd.gif" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In occasione del lancio del romanzo “Saxophone Street Blues”, in uscita l’8 gennaio 2008, Las Vegas edizioni bandisce la prima edizione del Premio Belial per la Miglior Vita Fittizia. Si tratta di un concorso letterario nazionale dedicato alla composizione di note biografiche fittizie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possono partecipare, senza limiti di età, autori residenti in Italia e all’Estero. Saranno ammesse composizioni di massimo 3000 battute, catalogabili stilisticamente come note biografiche che abbiano per protagonista lo scrittore ventenne Hector Luis Belial. Esempi di queste “biografie potenziali” possono essere consultati sul blog dell’autore (www.hectorbelial.blogspot.com).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I partecipanti possono inviare un massimo di cinque elaborati all’indirizzo hectorbelial@gmail.com, specificando i propri dati anagrafici e scegliendo uno pseudonimo per la competizione. Sono accettati file in tutti i formati word, open office e pdf. Il concorso avrà inizio l’8 dicembre 2007, e proseguirà per 66 giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante tutta la durata della competizione, gli elaborati pervenuti saranno via via pubblicati sul blog, dove potranno essere commentati e valutati dal pubblico. La valutazione del pubblico, tuttavia, non influisce sulla scelta degli elaborati vincitori, che avverrà ad insindacabile giudizio della Giuria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entro il 30 marzo 2008, la Giuria si impegna a selezionare una rosa di 5 vincitori, i quali riceveranno ciascuno una copia di “Saxophone Street Blues”. Il vincitore assoluto, inoltre, vedrà la pubblicazione del proprio elaborato, che accompagnerà il prossimo romanzo di Belial come nota biografica ufficiale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-3140918493627037204?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/3140918493627037204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=3140918493627037204' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3140918493627037204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3140918493627037204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2007/12/primo-premio-belial-per-la-miglior-vita.html' title='Primo Premio Belial per la Miglior Vita Fittizia'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-881390590901315889</id><published>2007-12-03T18:30:00.000+01:00</published><updated>2007-12-03T19:18:31.219+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Saxophone Street Blues'/><title type='text'>Saxophone Street Blues: La Demo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R1RHcZogNPI/AAAAAAAAACE/BoWVFaxbQR0/s1600-R/Copertina+Saxophone+Street+Blues.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R1RHcZogNPI/AAAAAAAAACE/ftMnd8FCnXk/s400/Copertina+Saxophone+Street+Blues.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5139811627979257074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saxophone Street Blues è il romanzo d'esordio di Hector Luis Belial. E' anche un esordio anche per la nuova casa editrice &lt;a href="http://lasvegasedizioni.splinder.com"&gt;Las Vegas Edizioni&lt;/a&gt;, o comunque il primo  romanzo che &lt;a href="http://party.splinder.com"&gt;Andrea Malabaila&lt;/a&gt;, detto il Boss, abbia inserito nel piano editoriale. Uscirà l'&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;8 Gennaio 2008&lt;/span&gt;, assieme all'antologia Viva Las Vegas e alla nuova fatica di &lt;a href="http://lamaniaperlalfabeto.splinder.com"&gt;Marco Candida&lt;/a&gt;. Se dopo i bagordi natalizi vi avanza un pezzo da dieci euro, ora sapete come spenderlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di cosa parla? Beh, potete scoprirlo scaricando la versione Demo, che include le prime quindici pagine del libro. Fatelo a vostro rischio e pericolo!&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.esnips.com/doc/d71c63f2-45df-418a-9691-8547a119e410/Saxophone-Street-Blues-(Demo)"&gt;&lt;br /&gt;Scarica la versione Demo di Saxophone Street Blues.&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-881390590901315889?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/881390590901315889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=881390590901315889' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/881390590901315889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/881390590901315889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2007/12/saxophone-street-blues.html' title='Saxophone Street Blues: La Demo'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R1RHcZogNPI/AAAAAAAAACE/ftMnd8FCnXk/s72-c/Copertina+Saxophone+Street+Blues.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-3868469743118556575</id><published>2007-11-26T18:35:00.000+01:00</published><updated>2008-01-09T11:49:14.268+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divertissement'/><title type='text'>Divertissement: Tautogrammi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R0sOVZzsVkI/AAAAAAAAAB8/Ul00N8G5a94/s1600-h/cubi.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R0sOVZzsVkI/AAAAAAAAAB8/Ul00N8G5a94/s400/cubi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5137215560813925954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Alcuni anni fa avevo ancora altre amiche, apparte Angela. Allora, allontanatici assieme dall'asfissiante aria di Arcore, andavamo in auto alle assolate alture appeniniche. All'autogrill assaggiavamo avocados, alcuni acerbi, altri addirittura aspri. Arrivati all'altopiano, adoravamo ammirare gli augelli: arditi, aprivano le ali, alzandosi su altissimi alberi d'abete. Ardimentosi, amoreggiavano tra aceri che affiancavano austere abitazioni d'adobe, fin all'alba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Calai la china dal calamaio alla carta, chiedendomi come cominciare. Così mi cimentai in componimenti in C, tra cui: "Carlo, col cellulare con credito calante, chiamò comunque Chiara, credendo, caparbiamente, di chiederle di chiudere celermente la conversazione, convinto di creare così il contesto per chiavarla. Chiaramente costei capì, e, costernata dal suo comportamento, commentò: Che colossale cazzone! calando con calma la cornetta."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enrico ed Elena, entrambi ermafroditi elvetici, evasero gli erari europei, ed evitarono in extremis l'evirazione emigrando in Etiopia. E v'entrarono elegantemente, esibendo eccellenti ermellini. Là essi esponevano elefanti enormi, esportandone in Eritrea gli eventuali escrementi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivo 'ste stronzate in serie, ma solo se sono scarsamente sonnolento!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;P.S. Siete invitati a partecipare al mio delirio postando i vostri tautogrammi!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-3868469743118556575?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/3868469743118556575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=3868469743118556575' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3868469743118556575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/3868469743118556575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2007/11/divertissement-tautogrammi.html' title='Divertissement: Tautogrammi'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R0sOVZzsVkI/AAAAAAAAAB8/Ul00N8G5a94/s72-c/cubi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-2765502017744128703</id><published>2007-11-24T20:33:00.000+01:00</published><updated>2007-11-26T19:17:23.352+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Biografie Potenziali: Breve Storia del Veleno</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R0sNjpzsVjI/AAAAAAAAAB0/RTsu8vP04Jg/s1600-h/Poison.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R0sNjpzsVjI/AAAAAAAAAB0/RTsu8vP04Jg/s400/Poison.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5137214706115434034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino ad oggi, Hector Luis Belial ha conservato un atteggiamento di pynchoniana riservatezza nei confronti della propria vita privata. Tuttavia, l'autore di "Saxophone Street Blues" ha deciso di scoprire alcune carte sul proprio passato dopo il sequestro, da parte delle forze dell'ordine, di un centinaio di copie illegittime del suo romanzo - già sul mercato nero, ad un mese dall'uscita ufficiale, sottoforma di oscuri ciclostili rilegati in pelle d'armadillo e di quadruplo vinile registrato con voce stentorea e vago accento ungherese.&lt;br /&gt;In particolare, Belial ha voluto rispondere alle accuse del critico militante Jean Jacques Cazzuola, che ha stroncato l'opera prima dell'autore dalle pagine del suo visitatissimo (?) blog. Riportiamo, di seguito, l'intervento di Belial:&lt;br /&gt;- (...) Cazzuola critica, in particolare, il pessimismo della mia visione del mondo. Si chiede, con una certa veemenza (ho potuto contare, nel suo post, almeno 33 punti di domanda, benché la mia stima potrebbe essere approssimata per difetto) il perché della mia totale sfiducia nel futuro e nelle tecnologie. Gli rispondo brevemente.&lt;br /&gt;Mio nonno, Alfred Belial, celebrato chimico nonché autore dei sei volumi che compongono la "Breve Storia del Veleno - Da Mitridate a Goering", lavorò per anni alla sua più complessa creazione, quella per cui passò alla storia. Il gas noto come XJ-561, che causa la morte in 7 minuti, e che vendette ai tedeschi per una consistente somma di denaro. Cose migliori per vite migliori, grazie alla chimica. Mia madre, dal canto suo, morì in un incidente aereo, e a mio padre fu diagnosticato uno dei primi casi accertati al mondo di cancro al cervello causato dall'esposizione alle radiazioni emesse dal telefono cellulare.&lt;br /&gt;Ora, spero che Cazzuola vorrà perdonarmi, se tendo a dubitare che nel futuro ci aspetti un mondo di felicità e abbondanza per tutti i popoli della terra. &lt;br /&gt;Il postmodernismo, per me, è anche la consapevolezza che la tecnologia non crea nuove certezze, ma aiuta a ridurre in cenere quelle vecchie.&lt;br /&gt;L'utopia di Cazzuola è una democrazia letteraria via internet, la liberazione dal punto di vista dell'autore. La mia è una pagina web bianca con una singola frase, un piccolo insieme di parole che chiunque possa cambiare, modificandolo fino a piegare lo stesso codice, in una variazione infinita di vocaboli d'ogni lingua naturale e inventata, in una continuum di combinazioni, per sempre. In quella frase avremmo una biblioteca di Babele senza scaffali, senza volumi, senza vertiginosi corridoi esagonali. Ancora una volta, non ci troveremmo di fronte ad una risposta.&lt;br /&gt;Ma allo spaventoso abisso delle nostre domande.-&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-2765502017744128703?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/2765502017744128703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=2765502017744128703' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/2765502017744128703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/2765502017744128703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2007/11/biografie-potenziali-breve-storia-del.html' title='Biografie Potenziali: Breve Storia del Veleno'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/R0sNjpzsVjI/AAAAAAAAAB0/RTsu8vP04Jg/s72-c/Poison.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-33412544728177397</id><published>2007-11-02T22:26:00.000+01:00</published><updated>2007-11-02T23:37:01.757+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><title type='text'>Biografie Potenziali: Karlus</title><content type='html'>&lt;a href="http://choronzon.org/images/nosferatu.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px;" src="http://choronzon.org/images/nosferatu.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nato a Bielefeld nel 1987, Hector Belial è principalmente noto al grande pubblico per il chiacchierato "falso del cane parlante".&lt;br /&gt;Pronipote del dimenticato regista del muto Faust Amadeus Belial (1890-1927), Hector Luis è infatti coinvolto nella produzione di alcuni segmenti di film spacciati per positivi d'epoca, ma in realtà girati nell'autunno del 2006. Ammessa la propria colpevolezza, Belial ha dichiarato di aver congegnato la truffa: - Soltanto per provocare i ricercatori. Per risvegliare il loro interesse sull'opera, troppo a lungo dimenticata, del mio avo.-&lt;br /&gt;Faust Amadeus Belial, in effetti, è generalmente noto agli addetti ai lavori più come una fastidiosa leggenda che come l'oggetto di uno studio da approfondire. Autore di un imprecisato numero di lungometraggi di stampo espressionista, sperimentali e basso budget, Faust viveva lontano dalle sfavillanti luci del disperato jet-set berlinese, preferendo curare da solo tutti gli aspetti dei suoi film, dalla scenografia al montaggio, ed ingaggiando volutamente solo attori dilettanti. Scarsissimi sono i documenti relativi ai suoi lavori tra il '18 e il '22, ma la leggenda vuole che si fosse guadagnato il rispetto di Murnau  con "Grauens" (1923). L'oscura e allucinata ghost-story, ambientata nella Parigi di Robespierre, si concludeva con una macabramente esplicita scena di decapitazione, talmente schockante da indurre gli spettatori a credere che la protagonista (il cui nome è omesso nei titoli di testa) sia stata effettivamente decapitata sul set.&lt;br /&gt;In seguito alla chiacchierata, e prontamente censurata, pellicola, gli fu offerto dalla casa di produzione UFA il suo unico contratto a budget illimitato, a patto che il regista accettasse la sceneggiatura a scatola chiusa. "Karlus" (1925), lungometraggio di 78 minuti diretto da Belial, fu l'antesignano del sottogenere, duro a morire, dei "cani parlanti". La critica lo stroncò senza pietà.&lt;br /&gt;Dai diari di Faust emerge che il regista, precedentemente astemio, iniziò a praticare l'alcolismo proprio sul set di "Karlus", e precisamente durante le riprese della scena in cui Karlus, il carlino coraggioso, impara a ballare il tip-tap per un ballo di beneficenza.&lt;br /&gt;Nonostante questo, e nonostante la presenza, durante le proiezioni, di imbonitori - rigorosamente castrati - che davano voce al cane nelle scene di massimo coinvolgimento emotivo, il film riscosse un clamoroso successo di pubblico. Ciò non fece che deprimere ulteriormente Belial, costretto a vedere il suo nome indossolubilmente legato all'immagine di un cane che parla, e proprio mentre Murnau veniva corteggiato dalle major di Hollywood...&lt;br /&gt;"Fortunatamente" scrive Belial "la bancarotta della UFA impedì che il film venisse esportato anche all'estero."&lt;br /&gt;Ormai schiavo di ogni droga reperibile sul mercato di quegli anni, Belial lasciò moglie e figli. Dato per morto, la sua scomparsa coincise con quella di molte cineteche e sale di proiezione, invariabilmente date alle fiamme nottetempo. Lo stesso corpo del Faust fu infine ritrovato, carbonizzato, in una sala di proiezioni nei sobborghi di Monaco. Era riuscito a distruggere ogni singola copia dei suoi film in Germania. Leggenda vuole che, al momento dell'autopsia, il cadavere stringesse ancora tra le mani l'ultimo rullo esistente di "Karlus". E che sorridesse.&lt;br /&gt;Ottant'anni dopo, Hector Luis Belial ha tentato di ricostruire parti dell'opera più odiata dall'avo, avvalendosi dei risultati di lunghe ricerche e di strumentazioni d'epoca. - Sono certo che, da qualche parte, esistono ancora, per quanto danneggiate, copie delle opere di Faust Amadeus Belial. Ed anche se non sono riuscito a ritrovarle o a ricostruirle in maniera credibile, mi sembra ormai evidente che la mia vita, così come quella di Faust, sarà indissolubilmente legata alla finzione... e, potenzialmente, all'autodistruzione. -&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-33412544728177397?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/33412544728177397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=33412544728177397' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/33412544728177397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/33412544728177397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2007/11/biografie-potenziali-karlus.html' title='Biografie Potenziali: Karlus'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-4821735974325442648</id><published>2007-10-14T18:12:00.000+02:00</published><updated>2007-10-15T17:08:56.526+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Compleanni'/><title type='text'>Biografie Potenziali: Compleanni, Puntata III½</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/00/BugattiEB110.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/00/BugattiEB110.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo lasciato il Belial nel mezzo di un'odissea transoceanica e lo ritroviamo, quattro anni dopo, precoce cinefilo/satanista nella più insignificante scuola elementare della provincia italiana. Ma cos'è successo tra il 1988 e il 1992, ovvero nel periodo che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dovrebbe&lt;/span&gt;, seguendo la più basilare logica narrativa, contenere le Puntate III, IV e V???&lt;br /&gt;Le spiegazioni (potenziali) sono, naturalmente, le più svariate. Ne riportiamo, qui, soltanto alcune tra le più improbabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;1. La Clinica.&lt;/span&gt; Colto da un malore oscuro, ma non improbabile viste le località visitate nei primi mesi di vita, l'infante Belial viene ricoverato presso una clinica privata di Singapore. L'idilliaca facciata neoclassica nasconde però, perfino agli occhi dietrologi dei genitori del bimbo, una storia alquanto raccapricciante. Fondata nel 1947 da Helmut Kurtz, criminale di guerra e collezionista di souvenir organici del III Reich, l'esotica clinica diviene presto famosa per il commercio d'organi, gli aborti illegali e, ben prima di Casablanca, per gli interventi sperimentali per il cambiamento di sesso. L'erede di Kurtz, Helmut II, lascia però decadere la fiorente attività avviata dal padre, che diviene un ricettacolo di miliziani feriti e spaccio di medicinali rubati agli aiuti umanitari. In questo gradevole ambiente, Belial viene sì curato dal suo male, ma anche strappato agli ignari parenti ed immesso nel mercato di bambini diretto in Europa. Di qui l'arrivo in Italia, la rocambolesca fuga dagli aguzzini ed infine l'adozione da parte di una famiglia della piccola borghesia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2. Alien.&lt;/span&gt; Trovandosi coinvolto in un violento fortunale, il padre di Belial dirige la già infortunata imbarcazione verso la più prossima traccia di terraferma. Disgraziatamente, con questa manovra la famiglia oltrepassa i malfamati confini del Triangolo delle Bermuda. Il Belial, in seguito, ricorderà piuttosto nitidamente un portentoso maelstrom in cui navi fantasma danzano in un macabro circolo, fiammeggianti di fuochi fatui. Al centro, un'abbagliante colonna di luce ascendente, di una tranquillità sovrumana nella tempesta. Non è facile immaginare cosa accadde alla famiglia del Belial, dopo che venne ingurgitata dalla misteriosa luce. Nel 1990, una donna fu ritrovata in fin di vita nel deserto del Nevada, con addosso abiti di strana foggia ed il nome di Belial tatuato sulla spalla sinistra. Tuttavia, la donna si è da allora espressa esclusivamente in un linguaggio incomprensibile, non contemplato nella lista di lingue umane naturali note ai linguisti, rendendo impossibile ogni ricostruzione del suo passato ed ogni eventuale legame col Belial. L'arrivo dell'infante in Italia, sempre nel 1990, non è meno misterioso; non è però improbabile che, durante gli anni trascorsi al di fuori di questo pianeta, alcune alterazioni siano avvenute nell'organismo e nella mente di Hector Luis Belial...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;3. The Great Escape.&lt;/span&gt; Giocando a scavare la sabbia sul lato selvaggio di una nota spiaggia tropicale (mentre i genitori progettano una frode aggravata ai danni di un facoltoso banchiere), il giovane Belial rinviene un cofanetto stagno contenente un portafogli in coccodrillo. Che in seguito si scoprirà appartenere all'ormai galeotto Olaf Oscorp, imprenditore di Uppsala noto per aver fondato, e fatto fallire in modo fraudolento, una colossale software-house, nonché protagonista del chiacchierato schianto sulla spiaggia di Malibu in cui andò distrutto l'unico esemplare al tempo prodotto della Bugatti EB110 GT.&lt;br /&gt;Nonostante la dura condanna e la conseguente incarcerazione, Oscorp non aveva mai rivelato l'ubicazione del danaro sottratto con la sua clamorosa froda. Ma questo pirata dei tempi moderni, sciupatore di femmine e di yacht, non era stato poi così originale, nel seppellire su un'isola (semi)deserta la mappa del proprio tesoro.&lt;br /&gt;Una volta forzato il cofanetto, per i genitori di Belial non fu difficile accedere ai pochi milioni di dollari sopravvissuti agli esasperati fasti della vita di Oscorp. Risolti i problemi finanziari, i genitori di Belial non avevano però cessato di essere ricercati per una notevole lista di azioni di scarsa legalità. Era necessario sparire, e la madre di Belial suggerì di farlo nel modo meno semplice, ma certamente più efficace: tornare a vivere nel vecchio mondo, diventando un'anonima famigliola lavoratrice, apparentemente perbene ed al di sopra di ogni sospetto. Per qualche anno la cosa sembrò funzionare... una vita con tutti i conti saldati. Meno uno: quello con la mala di Uppsala...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-4821735974325442648?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/4821735974325442648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=4821735974325442648' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/4821735974325442648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/4821735974325442648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2007/10/biografie-potenziali-compleanni-puntata_14.html' title='Biografie Potenziali: Compleanni, Puntata III½'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-1650851347216710565</id><published>2007-10-12T14:45:00.000+02:00</published><updated>2007-10-12T15:30:32.888+02:00</updated><title type='text'>Biografie Potenziali: Compleanni, Puntata VI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.funnyhub.com/animations/img/the-exorcist-in-30-seconds.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px;" src="http://www.funnyhub.com/animations/img/the-exorcist-in-30-seconds.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;30 Settembre 1993: il giovane Belial frequenta ormai da due settimana la piccola scuola della frazione di A., nella profonda provincia del nord Italia. &lt;br /&gt;Durante i suoi primi quindici giorni di scuola elementare, il Belial si presenta come uno studente diligente, educato, disciplinato. Il diciassettesimo giorno, che coincide con il suo sesto compleanno, Belial inizia a parlare con i morti e a dimostrare i primi segni di possessione da parte del demonio.&lt;br /&gt;Naturalmente si tratta di astute tecniche per saltare le lezioni di matematica, ispirate da una precoce visione de L'Esorcista (1973). E funziona, per un paio di giorni. Poi, purtroppo, la maestra di religionestoriageografia assiste ad una delle "crisi", prendendo la cosa tutt'altro che alla leggera; e mentre il giovane Belial si rotola sulla cattedra schiumando dalla bocca e cantando quella che, almeno nelle intenzioni, è una versione rovesciata di Stairway to Heaven, la piccola scuola viene dapprima evacuata, poi data alle fiamme.&lt;br /&gt;Ad oggi rimane incerta l'origine dell'incendio, forse accidentale, più probabilmente doloso. Uno dei principali sospetti cade su Gabriele B., tredicenne da anni relegato nella terza classe scolastica e noto per aver ripetutamente offerto alla preside sigarette in cambio di favori sessuali*. Belial ha additato invece la stessa insegnante che aveva ordinato l'evacuazione scolastica, ipotizzando un suo verosimile raptus (non simulato, questo) di follia mistica.&lt;br /&gt;L'unica cosa certa è che la suddetta insegnante svenne, quando il Belial uscì zoppicando dall'edificio in fiamme aggrappandosi allo scheletro del laboratorio di biologia...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Gabriele B., pregiudicato, è stato segnalato per l'ultima volta in provincia di Brescia, dove lavorava come aiuto-paninaro in un baracchino itinerante. Le forze dell'ordine sostengono che il suo "aiuto" consisteva nello sfruttamento di un giro di prostitute kazake allestito nei malfamati pressi del depuratore comunale. Risulta tutt'ora latitante.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-1650851347216710565?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/1650851347216710565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=1650851347216710565' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1650851347216710565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/1650851347216710565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2007/10/biografie-potenziali-compleanni-puntata_12.html' title='Biografie Potenziali: Compleanni, Puntata VI'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2183845966551619085.post-5835282530687728311</id><published>2007-10-08T18:44:00.000+02:00</published><updated>2007-10-09T16:38:55.711+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biografie Potenziali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Compleanni'/><title type='text'>Biografie Potenziali: Compleanni, Puntata II</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/RwuRwXM9pdI/AAAAAAAAABk/AAzB8bk5aJw/s1600-h/godzilla.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/RwuRwXM9pdI/AAAAAAAAABk/AAzB8bk5aJw/s400/godzilla.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119345661484836306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;30 Settembre 1988: la prima candelina di Hector Luis Belial viene spenta da un colpo di tramontana al largo di Tahiti. E' solo l'ennesima tappa di un'odissea oceanica che va avanti da diversi mesi, e, più precisamente, dal momento della distruzione dell'atollo in cui la famiglia del Belial aveva dimorato. La convivenza con gli ex yakuza, inverosimilmente taciturni, si era rivelata per lo più pacifica, ed i genitori di Belial, ricercati internazionali, avevano in breve trovato una gradevole sistemazione nell'hotel di un parco divertimenti abbandonato da anni. Gli yakuza chiamavano l'atollo con un semplice epiteto, "l'Isola", ma anche questa denominazione veniva usata di rado: questi gangster in esilio, apparentemente, avevano definitivamente cancellato l'idea che il mondo al di fuori dell'Isola fosse qualcosa più di un sogno appartenente al passato. &lt;br /&gt;Tale mancanza di coordinate geografiche spiega, in parte, il silenzio che circonda la sparizione dell'atollo. Stando alle memorie della madre del Belial, l'isola fu distrutta il 29 Aprile 1988, mentre la famiglia si trovava al largo, su una barca a vela rubata a turisti svedesi. I pescatori autoctoni sopravvissuti al disastro concordano che fu un gigantesco piede di rettile a schiacciare l'atollo, mentre il mostro di almeno 30 metri inghiottiva aerei militari (la cui provenienza resta dubbia) come fossero libellule.&lt;br /&gt;Per le associazioni ambientaliste, con l'isola si è estinta anche il Gazamaru, raro e disgustoso mitile che dava sostentamento alla pesca locale. I più fantasiosi hanno immaginato un complesso complotto internazionale, con un lancio atomico volto non solo a testare a potenza di una nuova arma di distruzione di massa, ma, più specificamente, a distruggere per sempre ogni traccia di Gazamaru.&lt;br /&gt;Comunque sia, l'infante Belial trascorre i mesi seguenti l'inabissamento dell'isola tra mercati d'armi e d'oppio, yacht club di milionari occidentali non troppo svegli e baracche giapponesi della seconda guerra mondiale...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2183845966551619085-5835282530687728311?l=hectorbelial.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://hectorbelial.blogspot.com/feeds/5835282530687728311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2183845966551619085&amp;postID=5835282530687728311' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5835282530687728311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2183845966551619085/posts/default/5835282530687728311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://hectorbelial.blogspot.com/2007/10/biografie-potenziali-compleanni-puntata_08.html' title='Biografie Potenziali: Compleanni, Puntata II'/><author><name>Hector Luis Belial</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12572305333189753874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ZLC0Td2a7ZU/ToWPOZ5UjmI/AAAAAAAAATg/QhPlDxEDqEE/s220/hlb3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_ZK4qThwTLyE/RwuRwXM9pdI/AAAAAAAAABk/AAzB8bk5aJw/s72-c/godzilla.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
