Belial coltiva, tra gli altri, il vizio della scrittura. Ha scritto i romanzi Saxophone Street Blues (2008, Las Vegas) e Making Movies (2009, Las Vegas).

mercoledì 21 maggio 2008

Il Problema dei Sogni


5 commenti:

Anonimo ha detto...

Stiamo diventando autoreferenziali come la De Filippi :)
Giulia
PS: morivo dalla voglia di usare questa parola!

Hector Luis Belial ha detto...

Effettivamente, se il tipo qui sopra non fosse Borges, ma Mascheroni da vecchio, avremmo raggiunto il culmine dell'autoreferenzialità... Ma la D.F. sul mio blog no!

Anonimo ha detto...

L'ho appena finito di leggere tutto d'un fiato. Eccellente il lavoro ad incastro delle tre narrazioni. Sin dall'inizio si evince la sua natura metaletteraria, ma il modo in cui si sviluppa attraverso i tre differenti punti di vista è sorprendente!
Ultima cosa, la trovata delle eidografie è geniale. Posso chiederti cosa ti ha ispirato? Io ho un ricordo sbiadito di qualche film con qualcosa del genere, ma non sono certo. O forse qualche idea simile mi è venuta per un istante anche a me...! Non vorrei svegliarmi domani mattina nella forma di un . dopo la parola fine...

Complimenti! ;)
Johnny.

Hector Luis Belial ha detto...

Non so bene come mi sia venuta l'idea delle eidografie... inizialmente pensavo ad una storia di scrittori-supereroi che avevano il potere di realizzare all'istante, nel concreto, ciò che scrivevano, poi ho lasciato perdere per seguire una strada più vicina al cinema...
Il mondo di Herzog Gunsteel è in qualche modo ispirato a Brazil di Terry Gilliam (da cui ho preso il Bristo Automatique, il bar a gettoni). In quel film c'erano delle specie di computer steampunk con tastiere di vecchie macchine da scrivere, anche se non ricordo macchine simili all'eidografo.

Anonimo ha detto...

Ma certo, Brazil!! Avevo intuito bene! Ciò mi fa apprezzare ancora di più il tuo lavoro di intreccio tra letteratura e cinema, soprattutto per quanto riguarda il linguaggio.
Finalmente ho trovato nel panorama degli "esordienti" italiani, un coetaneo che riesce a tenermi incollato sulla pagina senza sbadigli, che riesce a dominare e sfruttare l'immaginario cinematografico. Una strada pochissimo battuta in italia.

Ancora complimenti Hector.

A presto,
Johnny.

p.s. quando puoi passa da me, nel mio sottoscala. Ti aspetta del buon Porto e un vinile di Chet Baker.